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CAPITOLATO SPECIALE descrittivo e prestazionale

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Dipartimento Politiche Sociali Sussidiarietà e Salute Direzione Servizi alla persona U.O. Protezione dei Minori 18 D! C 2015 Prato N ~~.~.~1... I IALLEGATO B I CAPITOLATO SPECIALE descrittivo
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Dipartimento Politiche Sociali Sussidiarietà e Salute Direzione Servizi alla persona U.O. Protezione dei Minori 18 D! C 2015 Prato N ~~.~.~1... I IALLEGATO B I CAPITOLATO SPECIALE descrittivo e prestazionale Procedura aperta per l'affidamento del servizio: Polo di Accoglienza Prima Infanzia di Roma Capitale costituito da n. 1 Comunità educativa di Pronta Accoglienza e n.1 Casa Famiglia per un totale di 20 minori accolti, ambosessi, di età compresa tra zero e sei anni, site in Roma, Via del Casaletto, 400, in locali di proprietà di Roma Capitale e servizio aggiuntivo di assistenza ospedaliera per minori da inserire nelle comunità. Gara n CIG n E31 Polo di Accoglienza Prima Infanzia di Roma Capitale costituito da n. 1 Comunità educativa di Pronta Accoglienza e n. 1 Casa Famiglia per un totale di 20 minori accolti ambosessi, di età compresa tra zero e sei anni, site in Roma, Via del Casaletto, 400, in locali di proprietà di Roma Capitale e servizio aggiuntivo di assistenza ospedaliera per minori da inserire nelle comunità. 1. PREMESSE Con la Legge 382/75 e conseguente D.P.R. 616/77 è stato attuato il riordino e il decentramento amministrativo in favore degli Enti locali ed in particolare del Comune. Con la Legge 328/00 l'attribuzione ai Comuni di precise competenze è divenuta sempre più stringente. All'Ente locale Comune spetta l'erogazione degli interventi dei servizi sociali intesi come tutte le attività relative alla predisposizione ed erogazione di servizi o di prestazioni economiche destinate a rimuovere e superare le situazioni di bisogno e di difficoltà D.Lg. n. 112 del 31/03/98. La legge 184/83 come modificata dalla legge 149/01 definisca che il minore temporaneamente privo di un ambiente familiare idoneo, nonostante gli interventi di sostegno e aiuto disposti ai sensi dell'art. 1, è affidato a una famiglia preferibilmente con figli minori, o ad una persona singola in grado di assicurargli il mantenimento l'istruzione, l'educazione e le relazioni affettive di cui egli ha bisogno. Ove non sia possibile l'affidamento nei termini di cui all'art. 1, è consentito l'inserimento del minore in una comunità di tipo familiare o in mancanza in un istituto (omissis).....per i minori di sei anni l'inserimento può avvenire solo in una comunità di tipo familiare .. Il combinarsi dei dispositivi legislativi indicati e di questi con il complesso di misure disegnato dalla L. 328/00, ha delineato un sistema per il quale la competenza del Comune oltre ad essere quella di garantire tutte le misure e gli interventi di sostegno per i minori in situazioni di disagio e per la promozione dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, è anche, e soprattutto, quella di mettere in atto tutte le misure atte a garantire l'esigibilità di tali diritti a prescindere dalla provenienza e dalla collocazione del minore. La realtà dei bambini in condizioni di gravissima difficoltà alla nascita o nei primi anni di vita continua ad essere rilevante. Nello specifico si evidenzia un aumento di bambini che alla nascita presentano patologie severe che in alcuni casi inducono i genitori, che vivono in condizioni di precarietà, ad abbandonarli. Per questi bambini è molto difficile trovare famiglie disposte ad adottarli e comunque la ricerca richiede tempi lunghi che superano il tempo del ricovero ospedaliero. Sono, inoltre, in numero rilevante i bambini che nascono da genitori che presentano situazioni personali e familiari molto difficili per i quali l'allevamento, l'accudimento e l'educazione di un bambino è troppo impegnativa. Per tutte le situazioni di cui sopra interviene sempre la Magistratura Minorile che dispone quale deve essere, nell'immediato, il collocamento del bambino, nel primo caso per poter avviare approfondite ricerche per una famiglia adottiva; nel secondo caso per poter verificare l'effettiva situazione dei genitori e poter valutare la capacità dei genitori e poi decidere sul futuro del bambino. Gli esiti possono essere: il rientro del bambino presso i familiari, nel caso in cui il Tribunale per i Minorenni ne rilevi l'adeguatezza; l'affidamento in caso di recuperabilità delle funzioni dei genitori o dei familiari in tempi compatibili con quelli del bambino; l'adozione quando si rileva il disinteresse dei genitori o la loro totale e irrecuperabile inadeguatezza. E' da sottolineare che l'ingresso, la permanenza e poi le dimissioni dei bambini nella fascia di età 0/6 dipende dalle decisioni della Magistratura minorile, che a sua volta deve tener conto delle regole processuali e delle disponibilità delle famiglie aspiranti all'adozione dei minori. pagina 2 di 10 In considerazione della tenerissima età di questi bambini, è di fondamentale importanza che questi possano usufruire di un ambiente adeguatamente stimolante, di relazioni diadiche sane e stimolanti, di relazioni sociali adeguate alla loro età. Attualmente, questa Amministrazione provvede all'accoglienza di questa particolare tipologia di utenza, nel complesso delle strutture allocate nell'immobile di proprietà sito in Roma, Via del Casaletto, 400 e nello specifico in due Gruppi appartamento denominati Girotondo 1 e Girotondo 2 . La Legge Regione Lazio n. 41/2003 disciplina l'apertura e il funzionamento delle strutture a ciclo residenziale e semiresidenziale che prestano servizi socio-assistenziali destinati a minori e in particolare all'articolo 6 comma c) definisce la comunità educative di pronta accoglienza per minori e al comma a) definisce la casafamiglia . La D.G.R. Lazio n. 1305/2004, così come modificata dalla D.G.R. n. 126/2015 e s.m.i., definisce i requisiti strutturali ed organizzativi integrativi rispetto ai requisiti previsti dalla citata I.r. n. 41/2003 e in particolare alla sezione I.B.3, definisce la comunità educative di pronta accoglienza per minori, stabilendo il limite massimo di ospitalità, ivi fissato in dodici minori in situazioni di abbandono o di urgente bisogno di ospitalità e protezione, e alla sezione I.B.1, definisce la casa famiglia fissando il limite massimo di ospitalità per sei utenti di età non superiore agli 11 anni, al quale è possibile aggiungere ulteriori due minori per rispondere ad eventuali esigenze di pronta accoglienza. Dalla necessità di dare ai minorenni effettiva protezione, tutela e percorsi di integrazione, nasce l'esigenza di adeguare i centri al numero dei minori 0/6 anni da accogliere, alla tipologia d'intervento e alla normativa regionale vigente ed è pertanto necessario provvedere all'adeguamento, delle due strutture attualmente autorizzate ai sensi della L.r. 41/2003 quali gruppo appartamento , alla normativa vigente al fine di ottenere nuove autorizzazioni al funzionamento riferite, come sopra specificato, a una comunità educativa di pronta accoglienza e a una casa famiglia designate a fare parte del Polo di accoglienza prima infanzia di Roma Capitale . Considerata la particolare fragilità dell'utenza accolta nelle due strutture in questione e dell'impossibilità di interrompere i progetti educativi prevalentemente fondati su relazioni personali tra educatore e bambino, al momento dell'aggiudicazione definitiva, saranno predisposte, a cura della U.O. Protezione dei minori, le modalità con cui sarà effettuato il passaggio del servizio al nuovo ente gestore. 2. OGGETTO DELL'APPALTO Oggetto dell'appalto è la gestione del servizio di accoglienza, per un periodo di 20 mesi, svolto nelle seguenti porzioni dell'immobile, di proprietà di Roma Capitale, site in Via del Casaletto, 400,: - porzione posta al I piano, denominata Girotondo 1 designata quale Comunità educativa di Pronta Accoglienza per 12 minori ambosessi, di età compresa tra zero e sei anni; - porzione posta al pian terreno, denominata Girotondo 2 designata quale Casa famiglia per 6 minori ambosessi di età compresa tra zero e sei anni più altri 2 per rispondere ad eventuali esigenze di pronta accoglienza; E', altresì, oggetto del presente appalto il servizio aggiuntivo di assistenza ospedaliera per minori da inserire o inseriti nelle comunità. La comunità educativa di pronta accoglienza e la casa famiglia accolgono minori in situazioni di abbandono e/o in condizione di urgente bisogno di pronto accoglimento e/o in situazione di protezione (nei casi previsti nell'art. 403 Codice Civile), accolti sulla base di un provvedimento e/o di un intervento disposto dall'autorità Giudiziaria, dalle Forze dell'ordine o dai Servizi Sociali di Roma Capitale. pagina 3 di 10 L'Organismo affidatario dovrà impegnarsi a realizzare i lavori di allestimento degli spazi e ad assicurare necessari servizi di manutenzione ordinaria e custodia delle porzioni dell'immobile. Le due strutture residenziali accolgono minori con gravissime difficoltà familiari anche con handicap, consentendo una valida alternativa all'istituzionalizzazione, e si pongono come intervento di breve durata, al fine di offrire al minore mantenimento, educazione ed istruzione, contribuendo a risolvere una serie di difficoltà della famiglia di origine, senza per questo deresponsabilizzarla rispetto ai suoi compiti, sulla base di un progetto individualizzato, che si prefigge come obiettivo - in tutti i casi in cui sia possibile ed utile per lo stesso - il rientro nella famiglia di appartenenza, l'affido familiare, l'adozione, secondo le disposizioni della Magistratura Minorile. Le strutture partecipano alla realizzazione degli interventi programmati dalla U.O. Protezione Minori anche in collaborazione con altre case famiglia e gruppi appartamento che operano sulla stessa tipologia di utenza e partecipano attivamente al Coordinamento delle Strutture residenziali per minori 0-6 anni. L'Organismo affidatario deve anche assicurare, secondo necessità, l'assistenza ospedaliera anche notturna, ai minori in accoglienza e ai minori che si trovano ricoverati in strutture ospedaliere ancor prima di essere accolti e che vengono affidati alla protezione di Roma Capitale dai competenti organi istituzionali. Costituiscono ulteriori elementi di valutazione dell'offerta tecnica: - le metodologie proposte in funzione del target anche con riferimento alla gestione dei conflitti con le famiglie biologiche alle quali sono applicate misure ablative del diritto di visita e frequentazione dei propri figli da parte del Tribunale per i Minorenni - la tutela della memoria a sostegno di una futura ri-costruzione ed elaborazione della biografia del minore e all'elaborazione del suo passato - le fasi di gestione del caso: obiettivi, modalità di articolazione, attività correlate, tempi di intervento - la descrizione di una giornata tipo con declinazione operativa della gestione della vita quotidiana come ambito stimolante nella crescita del minore - gli interventi di rete e modalità di coordinamento e collaborazione con le principali Istituzioni coinvolte (Aziende Sanitarie Locali, Aziende Ospedaliere, Tribunale per i Minorenni, Servizi Sociali Territoriali, Ufficio Tutela Pubblica, ecc.) - le azioni rivolte ai minori con bisogni educativi e sanitari speciali e del programma mirato di attenzione ospedaliera - le azioni volte ad alimentare un sistema di indicatori per monitorare e valutare il proprio operato; tipologia e numero di reporting periodici destinati alla stazione appaltante; tipologia e numero di materiali periodici da diffondere alla cittadinanza sul tema dell'affido familiare 3. ALLESTIMENTO STRUTTURA Affinché le citate strutture siano operative, è necessario provvedere all'adeguamento dell'allestimento interno e alla dotazione delle necessarie attrezzature la cui spesa sarà a carico dell'organismo affidatario. L'allestimento della struttura deve rispondere alle normative di sicurezza per l'infanzia e tutti gli arredi devono essere conformi alla normativa comunitaria e marcata CE. Si precisa che con il termine arredo si intende, oltre l'arredamento in genere, anche attrezzature, macchinari e materiale finalizzato e funzionale alle attività a cui la struttura è destinata ivi comprese quelle ludicoricreative della struttura. Il progetto di allestimento: ~ deve essere esaustivo di quanto necessario, idoneo e in coerenza con il progetto di gestione e la metodologia proposti ~ deve tenere conto della tipologia particolare di utenza e delle diverse età che potrebbero essere contemporaneamente o in alternativa presenti ~ deve specificare, per ogni voce,le quantità, le caratteristiche e/o i requisiti specifici pagina 4 di 10 ~ deve prevedere anche quanto necessario e/o obbligatorio per legge per gli operatori Le spese di manutenzione ordinaria e la custodia dell'immobile sono a carico dell'organismo affidatario. Le spese di manutenzione straordinaria e quelle relative alle utenze idriche, elettriche e gas sono a carico dell'amministrazione Capitolina. 4. SPECIFICITÀ OPERATIVE DEL SERVIZIO DI GESTIONE RICHIESTO Accoglienza di minori di età compresa tra zero e sei anni, di ambo i sessi, anche portatori di handicap o affetti da patologie che necessitano di una accoglienza ad alta protezione a causa della loro età, della situazione personale e familiare. Il servizio si attiva a seguito dell'invio di richiesta di intervento promossa da: Sala Operativa Sociale di Roma Capitale (per i casi di emergenza) U.O. Protezione dei minori Opera 365/6 giorni l'anno, 24 ore al giorno, comprese le festività Ospita fino a complessivi 20 minori al giorno. L'organismo aggiudicatario del servizio: opera secondo un modello d'intervento multidisciplinare e dispone di una equipe specializzata specificamente formata per l'assistenza e l'accudimento di bambini nella prima e seconda infanzia, che dovrà intervenire prevalentemente in sede utilizzando gli strumenti operativi e metodologici necessari a garantire un elevato livello di prestazione in coerenza con la progettualità condivisa e coordinata con il servizio committente. partecipa a incontri di coordinamento e verifica con il committente E' fatto divieto all'organismo affidatario di divulgare a chiunque informazioni inerenti l'erogazione del servizio prestato e la diffusione di notizie riguardanti singoli minori accolti senza autorizzazione della U.O. Protezione dei minori del Dipartimento. 5. GRUPPO DI LAVORO La Comunità oggetto dell'appalto sono strutture di tipo comunitario, caratterizzate dalla continua disponibilità e temporaneità dell'accoglienza di un piccolo gruppo di minori, con un gruppo di educatori che a turno assumono la funzione di adulto di riferimento. Personale che si ritiene indispensabile per l'espletamento del servizio: Responsabile/Coordinatore che ha la responsabilità sia della struttura che del servizio prestato. In particolare è responsabile della programmazione, dell'organizzazione e della gestione di tutte le attività che si svolgono all'interno della struttura. Assicura la quotidiana presenza all'interno della struttura per un tempo adeguato alle necessità della comunità e in rapporto alla tipologia degli ospiti e la reperibilità anche nelle ore notturne e nei giorni festivi. Requisiti: a) laurea di secondo livello in ambiti disciplinari afferenti alle aree sociali, pedagogico-educative, psicologiche o sanitarie, con esperienza adeguatamente documentata di almeno due anni nell'area minori; b) laurea di primo livello in ambiti disciplinari afferenti alle aree sociali, pedagogico-educative, psicologiche o sanitarie, con esperienza di almeno quatto anni, documentata, nel settore; pagina 5 di 10 c) diploma di scuola secondaria superiore, con documentata esperienza, di almeno sei anni, nel ruolo specifico di responsabile di struttura o servizio socio assistenziale o socio educativo per minori; ruolo di responsabile può essere ricoperto anche da un educatore operante nella struttura in possesso dei titoli sopra indicati. Medico pediatra, Psicologo e Assistente Sociale con presenza programmata per ciascuna Comunità: Educatore professionale: nelle ore diurne è garantito il servizio di almeno un educatore che, in caso di presenza di oltre quattro minori, viene affiancato da altro operatore con funzioni di supporto con le qualifiche di cui alla Sezione 1.A.3.5 della D.G.R. 1305/2004 e s.m.i. Nelle ore notturne è garantita la presenza di almeno un educatore. Qualora siano accolti minori disabili gravi e/o con patologie complesse, il rapporto operatore/utente è diversamente modulato, sia di giorni che di notte, in relazione alle necessità assistenziali degli ospiti, come definite nei piani personalizzati. Gli educatori professionali svolgono la funzione educativa e vivono la quotidianità con i minori, articolando il loro servizio in relazione alla presenza ed alle necessità degli ospiti. Requisiti: a) Laurea di primo livello, come disposto dalla normativa vigente. Personale Ausiliario in numero sufficiente ad assicurare la copresenza in caso di presenza di più di quattro minori Nell'offerta tecnica dovranno essere descritte le modalità di contenimento del turn-over degli operatori impegnati nei servizi offerti, al fine di garantire continuità metodologica, anche con indicazione delle soluzioni per evitare l'ingenerarsi di condizioni di stress da burn-out. Nell'offerta tecnica dovrà, altresì, essere allegata dichiarazione attestante l'indicazione del numero degli operatori e la composizione del gruppo di lavoro in relazione al tipo degli interventi proposti, che si prevede di realizzare per il periodo dello svolgimento del servizio oggetto del presente bando. Dovranno essere indicati i titoli di studio e professionali dei prestatori di servizi e, in particolare, dei soggetti concretamente responsabili della prestazione dei servizi stessi. Dovranno essere, altresì, specificati - per ciascun collaboratore l'inquadramento contrattuale e le ore di lavoro che si prevede contrattualizzare, l'articolazione degli orari di lavoro con evidenziati i turni di ciascun operatore. 6. ACCOGLIENZA L'ente gestore si impegna, in particolare, a: - la gestione quotidiana del bambino (sanitaria, psico-pedagogica e sociale); - il prelevamento e il trasporto del bambino dall'ospedale nella struttura con personale qualificato, si a in caso di inserimento nelle comunità in gestione che in quello di collocamento provvisorio presso la coppia affidataria; - l'accompagnamento al momento della dimissione (presso la famiglia affidataria, adottiva o di origine); - la consulenza e sostegno alle famiglie affidatarie e adottive; - il lavoro di rete sul territorio per il reperimento delle famiglie affidatarie; - il lavoro di formazione alle famiglie affidatarie e adottive; - i contatti con i reparti di neonatologia degli ospedali; - la conoscenza e la preparazione delle dimissioni dei bambini nati prematuri e/o ancora bisognosi di cure ospedaliere presso il nido dell'ospedale; Elementi imprescindibili che devono essere contenuti nel proqetto/offerta: 1. Accurata descrizione del progetto educativo e della metodologia che verrà adottata per strutturare le comunità educative di tipo familiare la cui finalità è offrire ai minori un clima affettivo, esperienze relazionali ed un tipo di vita quotidiana compatibili con quelli di una vera e propria famiglia pagina 6 di 10 2. servizio di lavanderia e sanificazione 3. fornitura di calzature e vestiario adeguati alla stagione 4. trasporto degli ospiti, con mezzo idoneo, per l'espletamento di attività relative al progetto educativo di ciascun minore 5. pulizia e igiene di tutti gli ambienti interni 6. gestione del guardaroba 7. acquisto di tutti i beni di consumo e durevoli, pannolini, latte in polvere, medicinali e materiale farmaceutico necessari e/o ritenuti utili all'espletamento di tutte le attività delle Comunità, previste dal presente capitolato e dal progetto presentato 8. copertura assicurativa 9. piano della sicurezza Nell'offerta tecnica dovrà essere illustrata la Giornata tipo che si prevede di realizzare presso le Comunità 7. ASSISTENZA OSPEDALIERA Servizio di Assistenza Ospedaliera con presenza di un Operatore H24, nell'ambito del contratto per la gestione delle comun
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