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Come si calcolano, nel 2017, le pensioni dei lavoratori iscritti all INPS

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Numero 181 Aprile 2017 Allegato a questo numero di Previdenza Flash Vi invio l ultima (in ordine di tempo, s intende!) fatica del caro Salvatore Martorelli. Come si calcolano, nel 2017, le pensioni dei
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Numero 181 Aprile 2017 Allegato a questo numero di Previdenza Flash Vi invio l ultima (in ordine di tempo, s intende!) fatica del caro Salvatore Martorelli. Come si calcolano, nel 2017, le pensioni dei lavoratori iscritti all INPS E l aggiornamento dell ottimo manuale su tutto quello che si deve sapere sul calcolo delle pensioni alla luce delle recenti riforme del sistema previdenziale. Buona lettura. Nuova edizione Come si calcolano nel 2017 le pensioni dei lavoratori dipendenti iscritti all INPS Salvatore Martorelli E un appuntamento ormai tradizionale! Non appena l INPS comunica i coefficienti di rivalutazione delle retribuzioni e gli altri dati indispensabili per liquidare una pensione che ha decorrenza nell anno, Previdenza Flash dedica un proprio numero ai criteri con i quali si calcolano le pensioni dei lavoratori dipendenti e dei lavoratori autonomi iscritti all INPS. Anche quest anno rispettiamo la tradizione.. Come abbiamo detto in passato, l'operazione fai da te per calcolarsi la pensione non è certamente agevole, ma con l'aiuto delle tabelle e degli esempi che abbiamo predisposto non è impossibile determinare quale sarà la rendita per gli anni della nostra vecchiaia. Occorre solo armarsi di carta, penna e calcolatrice e con un pizzico di attenzione e l'aiuto degli esempi e delle tabelle che abbiamo predisposto, è possibile determinare, quasi al centesimo, la somma che ci sarà corrisposta come pensione. 1 I sistemi di calcolo oggi vigenti Prima di avventurarci in calcoli e coefficienti necessari a determinare l'importo di quella che sarà la nostra fonte di sostentamento negli anni della vecchiaia è necessario ricordare che la legge 335/1995 aveva previsto tre diversi tipi di sistemi di calcolo delle pensioni INPS a seconda della consistenza della posizione assicurativa (o, più semplicemente, il numero delle settimane di contribuzione) esistente al 31 dicembre 1995 e cioè: il sistema di calcolo retributivo: valido per i lavoratori in possesso di almeno 18 anni di anzianità contributiva, pari a 936 contributi settimanali, al 31 dicembre 1995; il sistema di calcolo contributivo: da applicare ai i lavoratori neoassunti dal 1 gennaio 1996 e, quindi, privi di contributi riferiti al periodo precedente al 1 gennaio 1996 il sistema di calcolo misto: valido per quei lavoratori con un anzianità contributiva inferiore a 18 anni al 31 dicembre 1995; per contributi ante 1996 si aveva la liquidazione della quota della pensione con il sistema retributivo, mentre per i contributi successivi al 31 dicembre 1995 il calcolo era di tipo contributivo Dal 1 gennaio 2012, l articolo 24 della Legge 214/2011 ha successivamente stabilito che tutti i trattamenti pensionistici siano calcolati con il metodo contributivo, ovvero quello che per determinare l importo della pensione prende a base i contributi versati nell intera vita lavorativa e non gli stipendi degli ultimi anni di lavoro, così come avviene, invece, nel sistema retributivo. Il metodo retributivo si applica, quindi, ora, per i periodi di contribuzione successiva al 1 gennaio 2012, anche nei confronti di coloro che avevano più di 18 anni di contributi alla fine del Attenzione, però, ad un importantissima postilla: il sistema contributivo viene applicato pro quota ovvero, in parole più semplici, riguarda, per questi soggetti, solo la quota di pensione che si è maturata dal 1 gennaio del Per effetto di questa significativa modifica, il metodo di calcolo diviene per le pensioni liquidate con decorrenza dal 2012: interamente contributivo per tutti i lavoratori neoassunti dal 1 gennaio 1996, quindi privi di contributi riferiti al periodo precedente il 1 gennaio 1996; misto sia per quei lavoratori che al 31 dicembre 1995 possono fare valere un anzianità contributiva inferiore a 18 anni sia per quelli che, sempre alla fine del 1995, avevano un anzianità superiore o pari ai 18 anni. Mentre, per i primi, però, la liquidazione della quota della pensione avviene con il sistema retributivo per l anzianità contributiva accreditata fino al 31 dicembre 1995, e contributivo per gli anni successivi; per i secondi, invece, la quota da calcolare con il metodo retributivo sarà quella riferita alla 2 contribuzione versata fino al 31 dicembre 2011 e mentre sarà contributiva per i periodi di contribuzione successivi al 31 dicembre Per la verifica dei 18 anni di versamento, pari a 936 settimane, valgono tutti i contributi versati e accreditati che si collocano tra l inizio dell assicurazione ed il 31 dicembre È valutata, quindi, tutta la contribuzione obbligatoria, volontaria, figurativa, da riscatto e da ricongiunzione. Sono utili anche i contributi versati nelle gestioni speciali dei lavoratori autonomi (artigiani, commercianti e coltivatori diretti) collocati temporalmente entro il 31 dicembre 1995 e non sovrapposti anche se non saranno utilizzati in sede di prima liquidazione della pensione. Allo stesso modo vale anche la contribuzione versata all estero in paesi dell Unione Europea o legati all Italia da una regolamentazione di sicurezza sociale. In sostanza per valutare i 18 anni al 31 dicembre 1995 si tiene conto sia della contribuzione versata in Italia che quella versata e riconosciuta nei paesi convenzionati. Situazione del lavoratore Per chi ha iniziato a lavorare dopo il 31 dicembre 1995 Per chi ha iniziato a lavorare prima del 31 dicembre 1995 ci sono 2 sistemi misti: Metodo di calcolo Contributivo per l'anzianità maturata in tutta la vita lavorativa - almeno 18 anni di anzianità contributiva al 31/12/ meno di 18 anni di anzianità contributiva al 31/12/1995 Retributivo fino al 31/12/2011 e poi Contributivo per l'anzianità maturata dal 2012 Retributivo fino al 31/12/1995 e poi Contributivo per tutti i restanti anni di lavoro Il doppio calcolo Per chi era nel vecchio sistema retributivo occorre poi ricordare che la legge 190/2014 (vedi Previdenza Flash n. 117/2014) ha stabilito che l'importo complessivo del trattamento pensionistico nel sistema misto non può essere superiore a quello che sarebbe stato liquidato con l'applicazione delle regole di calcolo vigenti prima della data di entrata in vigore della Riforma Fornero. La norma, resa operativa dalla circolare INPS n. 74/2015, interessa i lavoratori iscritti all Assicurazione Generale Obbligatoria gestita dall INPS e a tutte le forme sostitutive ed esclusive della stessa (INPDAP, IPOST, ENPALS, ecc.) che al 31 dicembre 1995 possono far valere un anzianità contributiva pari o superiore a 18 anni; che hanno (o avranno) una quota di pensione maturata con il sistema contributivo perché possono far valere contributi versati dal 1 gennaio 2012 in poi. 3 Nei confronti di chi è in questa situazione per determinare l importo di pensione spettante occorre fare un doppio calcolo e mettere in pagamento l importo più basso. 1) Il primo calcolo sarà fatto applicando i criteri previsti dalla Riforma Fornero ovvero determinando l importo della pensione con il sistema retributivo per i versamenti maturati al 31 dicembre del 2011 e con il sistema contributivo per quelli maturati dal 1 gennaio 2012 e fino al momento della pensione. 2) Il secondo, invece, sarà fatto applicando il calcolo interamente retributivo per tutte le anzianità contributive maturate dall assicurato, sia antecedenti il 31 dicembre 2011 sia successivi, anche oltre il limite dei 40 anni complessivi di contribuzione. Il legislatore, infatti, ha previsto che i lavoratori conseguano la valorizzazione di tutti i periodi lavorativi accreditati compresi quelli eventualmente maturati dalla data di conseguimento del diritto a quella di effettiva corresponsione della pensione. Questo correttivo di calcolo che riguarda quasi esclusivamente coloro che hanno retribuzioni medio-alte va applicato alle pensioni liquidate dal 1 gennaio 2012 in poi. 4 Il calcolo retributivo Cosa occorre conoscere Per determinare l'importo della quota mensile di pensione retributiva è necessario conoscere i due elementi necessari per il calcolo: il numero delle settimane di assicurazione accreditate presso l'inps (la cosiddetta anzianità contributiva ); la retribuzione lorda percepita negli ultimi anni di lavoro, che è indispensabile per stabilire la retribuzione pensionabile . Anzianità contributiva Il primo elemento da considerare è l anzianità contributiva ovvero il numero dei contributi settimanali accreditati presso l'inps. Concorrono, come abbiamo detto in precedenza, ad ottenere il totale dell'anzianità contributiva: i contributi versati dalle aziende, quelli versati come contributi volontari, quelli figurativi (per periodi di malattia, di maternità, di disoccupazione o mobilità o cassa integrazione, servizio militare, ecc..) e quelli riconosciuti per riscatti pagati dal lavoratore (per la laurea, per il lavoro prestato all'estero in paesi non legati da convenzione con l'inps, per omissioni contributive, ecc..). C è, però, un limite di cui tenere conto: per il calcolo della quota di pensione retributiva il numero massimo delle settimane di contribuzione che va utilizzato non può superare le 2080, corrispondenti a 40 anni di lavoro. Per calcolare la pensione non è, però, sufficiente conoscere il totale dei contributi accreditati; occorre, infatti, anche sapere: quanti di essi erano versati fino al 31 dicembre 1992; quanti quelli accreditati dal 1 gennaio 1993 al 31 dicembre del 1995; quanti, infine dal 1 gennaio 1996 e fino al 31 dicembre La retribuzione pensionabile L ulteriore elemento per calcolare la pensione retributiva è la retribuzione pensionabile , ovvero la media degli stipendi percepiti degli ultimi anni di lavoro. Per adeguare al valore attuale gli stipendi degli anni passati, le retribuzioni di ciascun anno sono rideterminate con appositi coefficienti di rivalutazione forniti annualmente dall ISTAT; una volta rivalutati gli stipendi, essi si sommano per ottenere la retribuzione complessiva degli anni da utilizzare per il calcolo della pensione. 5 Per le pensioni del 2017 ci sono due distinte retribuzioni pensionabili , rivalutate sulla base di due diversi coefficienti. Le pensioni retributive sono, infatti, composte di due quote: la prima (la cosiddetta quota A ), calcolata sulla base delle anzianità totalizzate alla data del 31 dicembre 1992 e con in principi vigenti prima della riforma del 1992; la seconda (la quota B ), invece, è determinata con nuovi criteri per gli anni di contribuzione maturati dopo il 1^ gennaio 1993 e fino al momento del pensionamento ma non oltre, comunque, il 31 dicembre Per il calcolo della quota A di retribuzione pensionabile si considerano gli stipendi degli ultimi 5 anni di lavoro immediatamente antecedenti la data di pensionamento. Per il calcolo della quota B occorre, invece, fare una distinzione fra i lavoratori che avevano maturato almeno 15 anni di contributi al 1992 e quelli, invece, che non avevano raggiunto tale requisito. Per i primi, infatti, la retribuzione da prendere a base per il calcolo è pari alla media delle ultime 260 settimane di lavoro più il 50 per cento delle settimane che intercorrono tra il 1^ gennaio 1993 e il 31 dicembre 1995 più, ancora, il 66,66 per cento delle settimane di contribuzione accreditate dal 1 gennaio 1996 e fino alla decorrenza della pensione fino ad un massimo di 520 settimane, pari a 10 anni di contributi (in pratica, in questo caso, per chi va in pensione il 1 gennaio 2017 ed ha lavorato nell ultimo periodo ininterrottamente la quota B è determinata sugli ultimi 10 anni di stipendio). Per i secondi, invece, la retribuzione da prendere a base per il calcolo è pari alla media delle ultime 260 settimane di lavoro più tutte quelle settimane che intercorrono tra il 1 gennaio 1993 e la di decorrenza della prestazione. Questo meccanismo è stato, però, mitigato dal decreto legislativo 11 agosto 1993, n Il provvedimento dispone che non sono prese in considerazione, ai fini delle determinazione della retribuzione pensionabile, le retribuzioni di importo inferiore del 20% rispetto alla media delle retribuzioni relative a tutti gli anni presi in considerazione. Per altro, l esclusione delle retribuzioni che fanno parte della base di calcolo non può superare il 25% degli anni coperti di contribuzione. Attenzione ad un errore frequente in cui cadono in molti: anche se dal 2012 è in vigore per tutti il metodo di calcolo contributivo, per individuare, sia per la quota A sia per la quota B, occorre sempre fare riferimento alle retribuzioni percepite antecedentemente alla decorrenza della pensione e non a quelle antecedenti il Le retribuzioni più vecchie vengono rivalutate; in pratica non si rivalutano le retribuzioni relative all'anno di decorrenza della pensione (anche se pari a zero ) e quelle dell'anno immediatamente precedente mentre tutte le altre sì. 6 Per quanto riguarda i coefficienti di rivalutazione delle retribuzioni da applicare alle pensioni con decorrenza dal 1 gennaio 2017, ecco, di seguito le tabelle di seguito riportate: Coefficienti relativi alle quote A e B Anno Quota A Quota B Anno Quota A Quota B ,0000 1, ,0660 2, ,0000 1, ,2001 2, ,0000 1, ,3174 2, ,0000 1, ,4437 3, ,0020 1, ,5877 3, ,0130 1, ,8059 3, ,0440 1, ,1164 3, ,0720 1, ,5520 4, ,0890 1, ,1188 5, ,0970 1, ,8755 6, ,1320 1, ,7615 7, ,1520 1, ,6401 9, ,1750 1, , , ,1950 1, , , ,2180 1, , , ,2480 1, , , ,2790 1, , , ,3130 1, , , ,3470 1, , , ,3680 1, , , ,3920 1, , , ,4129 1, , , ,4773 1, , , ,5723 1, , , ,6394 1, , , ,7092 2, , , ,7896 2, , , ,9278 2, , ,6505 L'importo mensile della quota di pensione retributiva Una volta ricavate, nel modo che abbiamo indicato, l anzianità contributiva e la retribuzione pensionabile , stabilire l'importo mensile delle due quote di pensione retributive è relativamente semplice. La prima quota, la cosiddetta Quota A, si ricava da questa formula: A (anzianità contributiva) x B(retribuzione media settimanale)x 0, ; dove A è l' anzianità contributiva, indicata in settimane, maturata fino a tutto il 1992, B è la retribuzione media settimanale calcolata sulle ultime 260 settimane, mentre 7 0, è il coefficiente fisso da applicare fino ad una retribuzione media settimanale inferiore a 886,98 (pari ad uno stipendio annuo di ). Il sistema di calcolo subisce, infatti, qualche modifica quando lo stipendio supera il cosiddetto tetto che, per il 2017, è pari a In questi casi il coefficiente fisso è: 0, per la parte di retribuzione settimanale compresa tra 886,98 e 1.179,68 euro; 0, per quella, invece, compresa tra 1.179,68 e 1.472,39 euro; 0, sulla parte di retribuzione eccedente 1.472,39 euro. La seconda quota, la cosiddetta Quota B, invece, si ricava da questa operazione: A1(anzianità contributiva) x B1(retribuzione media settimanale) x 0, ; dove A1 è l'anzianità contributiva, sempre in settimane, maturata dal 1 gennaio 1993 e fino alla data del pensionamento non superiore, però, a quella maturata al 31 dicembre 2011, B1 è la retribuzione media settimanale pensionabile calcolata, per chi aveva più di 15 anni di contributi al 31 dicembre del 1992, sulle ultime 260 settimane più il 50 per cento delle settimane comprese tra il 1 gennaio 1993 e il 31 dicembre 1995 più il 66,66% di quelle che intercorrono tra il 1 gennaio 1996 e la data del pensionamento. Per chi, invece, non aveva maturato tale requisito, la retribuzione da prendere a base per il calcolo è, come abbiamo già detto, pari alla media delle ultime 260 settimane di lavoro più tutte quelle settimane che intercorrono tra il 1^ gennaio 1993 e la di decorrenza della prestazione; 0, è, invece, lo stesso coefficiente fisso applicato per la prima quota fino ad una retribuzione media settimanale pensionabile non superiore a 886,98 euro. Anche in questo caso, qualora la retribuzione media settimanale sia superiore 886,98, i moltiplicatori cambiano, divenendo decrescenti via via che aumenta la retribuzione pensionabile. In questi casi il coefficiente fisso è: 0, per la parte di retribuzione settimanale compresa tra 886,98 e 1.179,68 euro; 0, per quella compresa tra 1.179,68 e 1.472,39 euro; 0, sulla parte di retribuzione compresa tra 1.472,39 e 1.685,26 euro; 0, sulla parte eventualmente eccedente 1.685,26 euro. La quota di pensione retributiva lorda pagata dall'inps per 13 mensilità è pari alla somma delle due quote (A + B). 8 Il calcolo contributivo È il sistema che, per stabilire l importo della pensione, non tiene conto degli ultimi anni di retribuzione ma dell ammontare dei versamenti dell intera vita assicurativa. Sono interessate al calcolo contributivo le pensioni: di tutti gli assicurati prima del 1996 con una anzianità contributiva inferiore ai 18 anni al 31 dicembre 1995, per la quota della pensione calcolata con il sistema a partire dal 1 gennaio 1996 fino al momento del pensionamento; di tutti gli assicurati prima del 1996 con una anzianità contributiva pari o superiore ai 18 anni al 31 dicembre 1995, per la quota della pensione calcolata con il sistema contributivo per la contribuzione accreditata dal 1 gennaio 2012 al momento del pensionamento; dei lavoratori che hanno iniziato a lavorare e versare la contribuzione obbligatoria dal 1 gennaio del 1996; di coloro che hanno versamenti alla Gestione Separata; di quelli che optano per sistema di calcolo contributivo; dei lavoratori che si avvalgono della totalizzazione secondo le norme contenute nel decreto legislativo n. 42/2006; delle donne che accedono al pensionamento di anzianità nel periodo con i requisiti previsti dalla Legge 243/2004 Opzione donna (57/58 anni di età e 35 anni di contribuzione). Cosa occorre conoscere Nel sistema contributivo l importo annuo della pensione viene determinato moltiplicando il montante contributivo per il coefficiente di trasformazione relativo all età posseduta all atto del pensionamento: ad una maggiore età corrisponde un più elevato e favorevole coefficiente di trasformazione. Il montante Il montante individuale è la somma di tutti i contributi versati dal lavoratore, opportunamente capitalizzati con tassi virtuali stabiliti annualmente dall Istat. Il montante si ottiene applicando alla retribuzione o al reddito imponibile l aliquota di computo, diversa a seconda si tratti di lavoro dipendente, autonomo o iscritto alla gestione separata. Al 31 dicembre di ciascun anno si provvede, poi, alla rivalutazione delle quote accantonate 9 mediante il tasso di capitalizzazione. Il sistema è simile a quello usato per il calcolo del TFR anche se sono diverse le percentuali di accantonamento e gli indici di rivalutazione. Montante individuale per i lavoratori dipendenti Per determinare il montante individuale dei contributi si individua, per prima cosa, la base imponibile annua riferita ai periodi di contribuzione fatti valere in ciascun anno. Poi si calcola l'ammontare dei contributi di ciascun anno, moltiplicando la base imponibile annua per l'aliquota del 33%, per i periodi di contribuzione nel caso di un lavoratore dipendente. Infine si determina il montante individuale dei contributi sommando l'ammontare dei contributi di ciascun anno. La rivalutazione del montante contributivo è operata al 31 dicembre di ciascun anno, con esclusione della contribuzione relativa all anno di decorrenza della pensione e di quello precedente. Essa, pertanto, ha effetto per le pensioni aventi a partire dal 1 gennaio dell anno immediatamente successivo. Per ricavare il montante individuale abbiamo bisogno quindi di conoscere: retribuzione (o il reddito, per i lavoratori autonomi) imponibile annuo aliquota di computo tasso di capitalizzazione La retribuzione imponibile La retribuzione imponibile è costituita dalla retribuzione o reddito annuo, corrispondente ai periodi di contribuzione obbligatoria, volontaria, da ricongiunzione, da riscatto e figurativa. C è, però, da ricordare che nel sistema contributivo puro ovvero quello da applicare a chi ha iniziato a versare i contributi dopo il 31 dicembre 1995 esiste un massimale di contribuzione cioè un limite oltre il quale non si pagano i contributi previden
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