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Convenzione internazionale per la repressione degli attentati terroristici con esplosivo

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Traduzione 1 Convenzione internazionale per la repressione degli attentati terroristici con esplosivo Conclusa a New York il 15 dicembre 1997 Approvata dall Assemblea federale il 12 marzo Strumento
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Traduzione 1 Convenzione internazionale per la repressione degli attentati terroristici con esplosivo Conclusa a New York il 15 dicembre 1997 Approvata dall Assemblea federale il 12 marzo Strumento di ratifica depositato dalla Svizzera il 23 settembre 2003 Entrata in vigore per la Svizzera il 23 ottobre 2003 Gli Stati Parte della presente Convenzione, avendo presenti gli obiettivi e i principi della Carta delle Nazioni Unite relativi al mantenimento della pace e della sicurezza internazionali nonché allo sviluppo di relazioni di buon vicinato, di amicizia e di cooperazione tra gli Stati, profondamente preoccupati dal moltiplicarsi, in tutto il mondo, degli atti di terrorismo in ogni sua forma e manifestazione, ricordando la Dichiarazione del cinquantesimo anniversario dell Organizzazione delle Nazioni Unite, in data 24 ottobre 1995, ricordando altresì la Dichiarazione sulle misure finalizzate ad eliminare il terrorismo internazionale annessa alla risoluzione 49/60 che l Assemblea generale delle Nazioni Unite ha adottato il 9 dicembre 1994, in cui gli «Stati Membri dell Organizzazione delle Nazioni Unite ribadiscono solennemente la loro condanna categorica, in quanto criminali e ingiustificabili, di tutti gli atti, di tutti i metodi e di tutte le pratiche terroristiche, ovunque essi siano compiuti e chiunque ne sia l autore, in particolare di quelli che compromettono i rapporti amichevoli tra gli Stati e i popoli e minacciano l integrità territoriale e la sicurezza degli Stati», tenendo presente che d altra parte la Dichiarazione invita gli Stati «a esaminare urgentemente la portata delle disposizioni giuridiche internazionali vigenti relative alla prevenzione, alla repressione e all eliminazione del terrorismo in ogni sua forma e manifestazione, al fine di accertarsi dell esistenza di un ambito giuridico generale che includa tutti gli aspetti della questione», ricordando inoltre la risoluzione 51/210 del 17 dicembre 1996 e la Dichiarazione integrativa della Dichiarazione del 1994 sulle misure finalizzate ad eliminare il terrorismo internazionale annessa a quest ultima, notando che gli attentati terroristici perpetrati per mezzo di ordigni esplosivi o di altri ordigni micidiali sono sempre più diffusi, notando inoltre che gli strumenti giuridici multilaterali esistenti non trattano adeguatamente questo tipo di attentato, convinti della necessità urgente di sviluppare una cooperazione internazionale tra gli Stati per l elaborazione e l adozione di misure efficaci destinate a prevenire questo tipo di atti terroristici e a perseguire e punire i loro autori, RS Del testo originale francese (RO ). 2 RU considerando che tali attentati sono motivo di viva preoccupazione per l intera comunità internazionale, notando che le attività delle forze armate degli Stati sono disciplinate da norme di diritto internazionale che esulano dall ambito della presente Convenzione e che l esclusione di alcuni atti dal campo di applicazione della Convenzione non giustifica né legittima atti peraltro illeciti e non impedisce l esercizio di azioni giudiziarie in virtù di altre leggi, convengono quanto segue: Art. 1 Ai fini della presente Convenzione: 1. Per «installazione governativa o pubblica» s intende ogni attrezzatura o ogni mezzo di trasporto di tipo permanente o temporaneo utilizzato o occupato da rappresentanti di uno Stato, da membri del governo, del parlamento o della magistratura, o dagli agenti o dal personale di uno Stato o di ogni altra autorità o ente pubblico, o dagli agenti o dal personale di un organizzazione intergovernativa, nell ambito delle loro funzioni ufficiali. 2. Per «infrastruttura» s intende ogni impianto pubblico o privato che fornisce servizi di utilità pubblica, quali l approvvigionamento idrico, l evacuazione delle acque reflue, l energia, il combustibile o le comunicazioni. 3. Per «ordigno esplosivo o altro ordigno micidiale» s intende: a) ogni arma o ogni ordigno esplosivo o incendiario concepito per causare la morte, gravi lesioni corporali o rilevanti danni materiali, o suscettibile di causarli; oppure b) ogni arma o ogni ordigno concepito per causare la morte, gravi lesioni corporali o rilevanti danni materiali, o suscettibile di causarli, mediante l emissione, la propagazione o l impatto di prodotti chimici tossici, di agenti biologici, tossine o sostanze analoghe o di radiazioni o di materie radioattive. 4. Per «forze armate di uno Stato» s intendono le forze che uno Stato organizza, addestra ed equipaggia conformemente al proprio diritto interno essenzialmente ai fini della difesa nazionale o della sicurezza nazionale, nonché le persone che agiscono a sostegno di dette forze armate e poste ufficialmente sotto il loro comando, autorità e responsabilità. 5. Per «luogo pubblico» s intendono le parti di qualsiasi edificio, terreno, pubblica via, corso d acqua, e altro luogo accessibili o aperte al pubblico in modo continuato, periodico o occasionale, e comprende ogni luogo adibito ad uso commerciale, culturale, storico, educativo, religioso, ufficiale, ludico, ricreativo o altro, pertanto accessibile o aperto al pubblico. 6. Per «sistema di trasporto pubblico» s intendono tutte le attrezzature, veicoli e mezzi, pubblici o privati, utilizzati nell ambito di servizi di trasporto di persone o di merci accessibili al pubblico. 2522 Art Commette reato ai sensi della presente Convenzione chiunque illecitamente e intenzionalmente consegni, collochi, o faccia esplodere o detonare un ordigno esplosivo o altro ordigno micidiale in o contro un luogo pubblico, un installazione governativa o un altra installazione pubblica, un sistema di trasporto pubblico o un infrastruttura: a) nell intento di causare la morte o gravi lesioni corporali; o b) nell intento di causare massicce distruzioni di tale luogo, installazione, sistema o infrastruttura, quando tali distruzioni comportino o rischino di comportare considerevoli perdite economiche. 2. Commette altresì reato chiunque tenti di commettere un reato previsto dal paragrafo Commette altresì reato chiunque: a) si renda complice di un reato previsto dai paragrafi 1 o 2; b) organizzi la perpetrazione di un reato previsto dai paragrafi 1 o 2 o ordini ad altre persone di commetterlo; c) contribuisca in qualsiasi altro modo alla perpetrazione di uno o più dei reati previsti ai paragrafi 1 o 2 da parte di un gruppo di persone che agiscono di comune accordo; il suo contributo deve essere deliberato e fornito sia per facilitare l attività criminale generale del gruppo o servirne gli scopi, sia in piena cognizione dell intento del gruppo di commettere il reato o i reati di cui sopra. Art. 3 La presente Convenzione non si applica qualora il reato sia commesso all interno di un solo Stato, il presunto autore e le vittime del reato siano cittadini di quello Stato, il presunto autore del reato si trovi nel territorio di quello Stato, e nessun altro Stato abbia motivo, in virtù dei paragrafi 1 o 2 dell articolo 6 della presente Convenzione, di far valere la sua competenza, fermo restando che in tale caso, eventualmente, si applicano le disposizioni degli articoli Art. 4 Ogni Stato Parte adotta le misure necessarie per: a) qualificare come reato secondo il proprio diritto interno i reati di cui all articolo 2 della presente Convenzione; b) punire detti reati con pene che tengano debitamente conto della loro gravità. Art. 5 Ogni Stato Parte adotta le misure necessarie e, eventualmente, una legislazione interna, per assicurare che gli atti criminali rientranti nella presente Convenzione, in particolare quelli concepiti o calcolati per diffondere il terrore nella popolazione, in 2523 un gruppo di persone o in singoli individui, non possano in alcun caso essere giustificati da considerazioni di natura politica, filosofica, ideologica, razziale, etnica, religiosa o da altri motivi analoghi, e siano passibili di pene commisurate alla loro gravità. Art Ogni Stato Parte adotta le misure necessarie per stabilire la sua competenza relativamente ai reati di cui all articolo 2 qualora: a) il reato sia stato commesso nel suo territorio; o b) il reato sia stato commesso a bordo di una nave battente la sua bandiera o di un aeromobile immatricolato in conformità alla sua legislazione al momento della perpetrazione del reato; o c) il reato sia stato commesso da uno dei suoi cittadini. 2. Ogni Stato Parte può inoltre stabilire la sua competenza su tali reati qualora: a) il reato sia commesso contro uno dei suoi cittadini; b) il reato sia commesso contro un installazione pubblica di detto Stato situata fuori del suo territorio, compresa un ambasciata o locali diplomatici o consolari di detto Stato, c) il reato sia commesso da un apolide residente abitualmente nel suo territorio; d) il reato sia commesso con l obiettivo di costringere detto Stato a compiere un atto qualsiasi o ad astenersi dal compierlo; e) il reato sia commesso a bordo di un aeromobile della compagnia di bandiera di detto Stato. 3. Al momento della ratifica, dell accettazione o dell approvazione della presente Convenzione o dell adesione ad essa, ogni Stato Parte informa il Segretario Generale dell Organizzazione delle Nazioni Unite della competenza che ha stabilito in virtù della sua legislazione interna conformemente al paragrafo 2. In caso di modifica, lo Stato Parte interessato ne informa immediatamente il Segretario Generale. 4. Ogni Stato Parte adotta altresì le misure necessarie per stabilire la sua competenza relativamente ai reati di cui all articolo 2 nei casi in cui il presunto autore del reato si trovi nel suo territorio e lo Stato Parte non lo estradi verso uno qualunque degli Stati Parte che hanno stabilito la loro competenza conformemente ai paragrafi 1 e La presente Convenzione non esclude l esercizio di alcuna competenza penale stabilita da uno Stato Parte conformemente al suo diritto interno. Art Qualora venga a sapere che l autore o il presunto autore di un reato di cui all articolo 2 potrebbe trovarsi nel suo territorio, lo Stato Parte interessato adotta le misure che, conformemente alla sua legislazione interna, sono necessarie per indagare sui fatti di cui è venuto a conoscenza. 2524 2. Se ritiene che le circostanze lo giustifichino, lo Stato Parte sul cui territorio si trovi l autore o il presunto autore del reato, adotta le misure che, in virtù della sua legislazione interna, sono adeguate ad assicurare la presenza di quella persona ai fini di procedimenti o di estradizione. 3. Chiunque sia oggetto delle misure di cui al paragrafo 2 del presente articolo ha il diritto di: a) mettersi tempestivamente in contatto con il più vicino rappresentante qualificato dello Stato di cui ha la cittadinanza o è altrimenti abilitato a tutelare i suoi diritti o, se si tratta di un apolide, dello Stato sul cui territorio risiede abitualmente; b) ricevere la visita di un rappresentante di quello Stato; c) essere informato dei diritti che gli conferiscono i commi a) e b). 4. I diritti di cui al paragrafo 3 si esercitano nell ambito delle leggi e dei regolamenti dello Stato sul cui territorio si trova l autore o il presunto autore del reato, fermo restando tuttavia che tali leggi e regolamenti devono permettere la piena realizzazione dei fini per i quali i diritti sono concessi in virtù del paragrafo Le disposizioni dei paragrafi 3 e 4 mantengono intatto il diritto di ogni Stato Parte che abbia stabilito la sua competenza conformemente al comma c) del paragrafo 1 o al comma c) del paragrafo 2 dell articolo 6 di invitare il Comitato internazionale della Croce Rossa a comunicare con il presunto autore del reato e a fargli visita. 6. Qualora uno Stato Parte abbia posto una persona in stato detentivo conformemente alle disposizioni del presente articolo, esso lo comunica immediatamente, unitamente alle circostanze che lo motivano, direttamente o mediante il Segretario Generale dell Organizzazione delle Nazioni Unite, agli Stati Parte che hanno stabilito la loro competenza conformemente ai paragrafi 1 e 2 dell articolo 6 e, se lo ritiene opportuno, a tutti gli altri Stati Parte interessati. Lo Stato che procede all indagine di cui al paragrafo 1 ne comunica tempestivamente le conclusioni a detti Stati Parte indicando se intende esercitare la sua competenza. Art Nei casi in cui si applicano le disposizioni dell articolo 6, lo Stato Parte sul cui territorio si trova il presunto autore del reato è tenuto, se non lo estrada, a sottoporre il caso, senza eccessivo ritardo e senza alcuna eccezione, a prescindere che il reato sia stato o meno commesso sul suo territorio, alle sue autorità competenti per l esercizio dell azione penale secondo una procedura conforme alla legislazione di tale Stato. Queste autorità adottano la loro decisione alle stesse condizioni previste per ogni altro reato grave conformemente alle leggi di tale Stato. 2. Ogniqualvolta, in virtù della sua legislazione interna, uno Stato Parte è autorizzato ad estradare o a consegnare uno dei suoi cittadini solo a condizione che l interessato gli sia restituito per scontare la pena inflittagli al termine del processo o della procedura nell ambito della quale l estradizione o la consegna era stata richiesta, e tale Stato e lo Stato richiedente l estradizione accettino questa formula e le altre condi- 2525 zioni che possono ritenere appropriate, l estradizione o la consegna condizionale è sufficiente a dispensare lo Stato Parte richiesto dall obbligo previsto al paragrafo 1. Art I reati previsti all articolo 2 sono di pieno diritto considerati come casi di estradizione in qualsiasi trattato di estradizione concluso tra Stati Parte prima dell entrata in vigore della presente Convenzione. Gli Stati parte si impegnano a considerare tali reati come casi di estradizione in ogni trattato di estradizione da concludere in seguito tra loro. 2. Qualora uno Stato Parte che subordina l estradizione all esistenza di un trattato sia investito di una richiesta di estradizione da parte di un altro Stato Parte al quale non è vincolato da un trattato di estradizione, lo Stato Parte richiesto ha la facoltà di considerare la presente Convenzione come la base giuridica dell estradizione relativamente ai reati previsti all articolo 2. L estradizione è subordinata alle altre condizioni previste dalla legislazione dello Stato richiesto. 3. Gli Stati Parte che non subordinano l estradizione all esistenza di un trattato, riconoscono i reati previsti all articolo 2 come casi di estradizione tra loro, alle condizioni previste dalla legislazione dello Stato richiesto. 4. I reati previsti all articolo 2 sono, eventualmente, considerati ai fini estradizionali tra Stati Parte come commessi sia nel luogo della loro perpetrazione sia sul territorio degli Stati che hanno stabilito la loro competenza conformemente ai paragrafi 1 e 2 dell articolo Le disposizioni di tutti i trattati o accordi di estradizione conclusi tra Stati Parte relative ai reati di cui all articolo 2 sono ritenute modificate tra Stati Parte qualora siano incompatibili con la presente Convenzione. Art Gli Stati Parte si concedono la massima assistenza giudiziaria per ogni indagine o procedimento penale o procedura di estradizione relativa ai reati di cui all articolo 2, nonché per l acquisizione degli elementi di prova di cui dispongono e che sono necessari ai fini del procedimento. 2. Gli Stati Parte adempiono agli obblighi che attribuisce loro il paragrafo 1 in conformità a qualsiasi trattato o accordo di assistenza giudiziaria che può esistere tra loro. In assenza di un tale trattato o accordo, gli Stati Parte si concedono tale assistenza in conformità alla loro legislazione interna. Art. 11 Ai fini dell estradizione o dell assistenza giudiziaria tra Stati Parte, nessuno dei reati di cui all articolo 2 è considerato come reato politico, reato connesso a un reato politico o reato ispirato da moventi politici. Pertanto, una richiesta di estradizione o d assistenza giudiziaria fondata su un tale reato non può essere respinta per il solo motivo che essa riguarda un reato politico, un reato connesso a un reato politico o un reato ispirato da moventi politici. 2526 Art. 12 Nessuna disposizione della presente Convenzione sarà interpretata nel senso di comportare un obbligo di estradizione e d assistenza giudiziaria se lo Stato Parte richiesto ha seri motivi di ritenere che la richiesta di estradizione per i reati di cui all articolo 2 o la richiesta d assistenza riguardante tali reati sia stata presentata al fine di perseguire o di punire una persona per motivi di razza, di religione, di nazionalità, di origine etnica o di opinioni politiche, o che dare seguito a tale richiesta arrecherebbe danno alla situazione di quella persona per uno qualsiasi di questi motivi. Art La persona detenuta o che sta scontando una pena sul territorio di uno Stato Parte la cui presenza sia richiesta in un altro Stato Parte ai fini di testimonianza o di identificazione o al fine di contribuire all accertamento dei fatti nell ambito di inchieste o di azioni giudiziarie avviate in virtù della presente Convenzione può essere oggetto di un trasferimento se sono soddisfatte le seguenti condizioni: a) detta persona dà liberamente il suo consenso al trasferimento in piena cognizione di causa; e b) le autorità competenti dei due Stati interessati acconsentono al trasferimento, fatte salve le condizioni che possono giudicare opportune. 2. Ai fini del presente articolo: a) lo Stato verso il quale è effettuato il trasferimento può e deve mantenere l interessato in stato detentivo, salvo richiesta o autorizzazione contraria da parte dello Stato a partire dal quale la persona è stata trasferita; b) lo Stato verso il quale è effettuato il trasferimento adempie tempestivamente all obbligo di riconsegnare l interessato alla custodia dello Stato dal quale il trasferimento è stato effettuato, conformemente a quanto preventivamente convenuto o a quanto le autorità competenti dei due Stati hanno altrimenti deciso; c) lo Stato verso il quale è effettuato il trasferimento non può esigere dallo Stato a partire dal quale è effettuato il trasferimento, che avvii una procedura di estradizione riguardante l interessato; d) si tiene conto del periodo che l interessato ha passato in stato detentivo nello Stato verso il quale è stato trasferito ai fini del computo della pena da espiare nello Stato dal quale è stato trasferito. 3. A meno che lo Stato Parte dal quale una persona deve essere trasferita, conformemente alle disposizioni del presente articolo, non vi acconsenta, la persona in questione, a prescindere dalla sua cittadinanza, non può essere perseguita, detenuta o sottoposta ad altre restrizioni della sua libertà di movimento sul territorio dello Stato in cui è trasferita a causa di atti o condanne precedenti alla sua partenza dal territorio dello Stato dal quale è stata trasferita. 2527 Art. 14 Alla persona posta in stato detentivo o nei confronti della quale è adottata qualsiasi altra misura o è avviato un procedimento in virtù della presente Convenzione sono garantiti un trattamento equo e tutti i diritti e tutte le garanzie conformi alla legislazione dello Stato nel territorio del quale si trova e alle disposizioni applicabili del diritto internazionale, comprese quelle riguardanti i diritti dell uomo. Art. 15 Gli Stati Parte collaborano al fine di prevenire i reati previsti all articolo 2, in particolare: a) adottando tutte le misure possibili, anche adattando eventualmente la loro legislazione interna, per prevenire o ostacolare la preparazione, nei loro rispettivi territori, di reati destinati ad essere commessi all interno o all esterno dei loro territori, in particolare le misure che vietano nei loro territori le attività illecite di individui, gruppi e organizzazioni che promuovono, fomentano, organizzano, finanziano con cognizione di causa o commettono i reati di cui all articolo 2; b) scambiando informazioni esatte e verificate in conformità alle disposizioni della loro legislazione in
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