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Il Gruppo Archeologico del Pollino dal 1982 al 2007: venticinque anni di attività al servizio della ricerca archeologica.

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Il Gruppo Archeologico del Pollino dal 1982 al 2007: venticinque anni di attività al servizio della ricerca archeologica. Il Gruppo Archeologico del Pollino, nei suoi venticinque anni di vita, ha sviluppato un intensa attività a tutela dei beni culturali e al servizio, in particolare, della ricerca archeologica; ma, verso la fine del suo venticinquesimo anno di vita non può farsi a meno di ricordare i suoi momenti fondanti, intesi, appunto, nel senso di quell insieme di incontri e di eventi che condussero alla nascita del Gruppo. Il primo incontro, l incontro determinante fu proprio quello avuto con l Associazione nazionale, con i Gruppi Archeologico d Italia e, in particolar modo, con il loro fondatore, Ludovico Magrini a cui il Gruppo Archeologico del Pollino dedica il suo venticinquennale. Furono diversi gli incontri avuti a Roma con Magrini e fu lui il primo a parlarci dei beni culturali con precisi riferimenti a diritti e doveri che era ormai necessario dovessero radicarsi nei cittadini, i quali dovevano riappropriarsi di un patrimonio intimamente a loro appartenente e alla cui gestione dovevano partecipare direttamente: erano questi i primi argomenti che apprendevamo dai Gruppi archeologici d Italia e dovette essere quello il momento in cui tra di noi, molti dei quali ancora giovanissimi, cominciò, a insinuarsi una nuova concezione del bene archeologico come di qualcosa che era nostro e del quale dovevamo riappropriarci. Fu partendo da questi principi che, travalicando i confini della semplice passione per l archeologia, giungemmo a fondare a Castrovillari il 13 gennaio 1982 la libera Associazione Gruppo Archeologico del Pollino con sede provvisoria in Corso Calabria n.195 presso la Galleria d Arte Universo di Saverio Santandrea, altro benemerito socio fondatore; l associazione adottò, come simboli sociali, il Toro Sibarita e il Toro Graffito della Grotta del Romito di Papasidero, a significare la delimitazione geografica e i limiti cronologici entro i quali il Gruppo avrebbe 1 principalmente svolto le sue attività; a tre giorni dalla sua fondazione il 16 gennaio il G.A.P. avrebbe formalmente aderito all Associazione Nazionale dei Gruppi archeologici d Italia facendone propri i principi, gli scopi, lo Statuto e il Regolamento. Lo stemma dei Gruppi Archeologici d Italia, pertanto, veniva aggiunto, formando un insieme inscindibile, ai simboli sociali del Gruppo Archeologico del Pollino e suoi organi sarebbero stati l Assemblea dei Soci, il Consiglio Direttivo e il Direttore. Da quel 13 gennaio del 1982 iniziammo un intensa attività di conoscenza del nostro territorio e di serrato dibattito sugli obbiettivi della nostra attività fino a quando dopo oltre un anno di attività pubblicammo, su un giornale locale (Tribuna- Sud) quello che doveva essere il manifesto dei principi ispiratori della nostra attività di Volontariato per l archeologia del Pollino che, adesso, mi preme riportare testualmente: Il GAP è nato dall associazione di persone che uniscono a una semplice passione per l archeologia una precisa coscienza dell importanza storicoculturale del bene archeologico e che sono, inoltre, consapevoli della carenza delle strutture pubbliche preposte alla sua tutela e conservazione. Proprio da questa consapevolezza, infatti, nasce la funzione sociale del Gruppo, che si basa su un volontariato attivo e in grado di operare, nelle sue possibilità, dove ve ne sia più bisogno. Dalla passione nasce un rispetto verso i documenti del passato, che si esprime a livello di difesa di essi, affinché possano giungere alle generazioni future; nello stesso tempo essi vengono valorizzati perché siano sentiti come patrimonio di tutti. Ma questo rispetto, che si trasforma in impegno, si crea grazie alla partecipazione ad esperienze di ricerca e di studio, che si attua attraverso il contatto diretto con il dato archeologico e il ricorso in prima persona alle tecniche archeologiche. Proprio attraverso questo nuovo rapporto che si instaura tra il cultore ed il vasto campo dei beni archeologici in particolare e con i beni culturali in generale, nasce quella spinta partecipativa che permette di vedere l archeologia sotto una nuova luce e di stimolare quell esigenza di conoscenza e di comprensione 2 grazie alla quale sarà possibile procurarsi una sufficiente preparazione, che farà cogliere l importanza e la funzione di cataloghi prima ritenuti piatti e monotoni e di pubblicazioni scientifiche che sembravano fredde e noiose. E da questa nuova e più vissuta fruizione del bene archeologico che nasce la coscienza della sua importanza: cosa che non si verificherebbe se si fosse semplice lettore di esperienze altrui. L impegno, quindi, per la salvaguardia scaturisce da una educazione e da una forma mentis, che si possono acquisire solo grazie a questo modo di vivere l archeologia. Sulla base di queste considerazioni e dalla attuale disastrosa situazione delle arre archeologiche della nostra zona, si può cogliere l importanza della funzione del Gruppo Archeologico nell elaborazione di un valido piano di interventi nel territorio del Pollino, che consenta, per quanto è possibile, di raggiungere buoni risultati a livello di salvaguardia e di valorizzazione di un raro patrimonio archeologico, che di giorno in giorno subisce gravi e irreparabili danni. Nostro scopo, inoltre, è quello di abbattere l antica concezione che si ha della materia come di qualcosa di elitario, e di accelerare un processo di diffusione di una nuova concezione dell archeologia, permettendo in tal modo di eliminare la visione tesaurizzante che si ha di questa disciplina, consentendo ad un numero sempre più ampio di persone di saper distinguere giudicare e agire, quindi, correttamente nello svolgimento di quest opera di conservazione e rivalutazione del nostro patrimonio culturale, che tanta importanza ha per lo sviluppo della nostra zona. Le prime attività del Gruppo tesero ad acquisire la conoscenza del territorio e delle sue aree archeologiche con una serie di ricognizioni che portarono alla raccolta di diverso materiale archeologico a rischio di dispersione, in quanto affiorante in superficie, e alla sua consegna al Museo Civico di Castrovillari; furono svolti interventi di pulizia di aree archeologiche in stato di abbandono e degrado, come quella dell area necropolare altomedievale di Celimarro ove, nel corso degli interventi di ripulitura, fu rinvenuta un ulteriore tomba con triplice deposizione e, seppur allo stato erratico, fu rinvenuta una crocetta in piombo, riguardo alla quale il 3 G.A.P., con l obbiettivo di stimolare il dibattito culturale sui propri ritrovamenti, finanziò la pubblicazione di uno scritto di Francesco Di Vasto dedicato a tale crocetta e contenente alcune osservazioni e notizie pertinenti ai rinvenimenti della contrada; il G.A.P., inoltre, fin dalla sua costituzione perseguì l obbiettivo di realizzare momenti di collaborazione con la Soprintendenza e i suoi Uffici di Sibari fino a quando, a causa della fortuita scoperta, in contrada fabbriche, di una villa romana, ebbe modo di partecipare agli scavi e alle fasi di recupero di due dolia attualmente custoditi presso il Museo Nazionale della Sibaritide che, da qualche tempo cerchiamo di riavere al fine di poterli esporre degnamente nel Protoconvento: ed in tale operazione l intervento del Comune di Castrovillari, potrebbe essere determinante. Negli stessi anni inoltre, siamo alla metà degli anni Ottanta, il G.A.P. realizza in collaborazione con l emittente televisiva Televiva con la direzione tecnica di Giorgio Massacra una serie di video tesi alla divulgazione del patrimonio archeologico del territorio di Castrovillari: vengono, quindi, effettuate delle riprese televisive nell area della valle del Coscile tese a illustrare le dinamiche insediative del Colle della Madonna del Castello e la necropoli protostorica di Bellu Luco. Durante le riprese comparivano i soci del Gruppo che, in termini estremamente divulgativi, commentavano l archeologia e la storia dei luoghi. Allo stesso modo, e con taglio particolarmente suggestivo si fece anche con l insediamento preistorico delle grotte di Santo Iorio, ed altre riprese si fecero anche presso la sede del Gruppo tese a illustrare i metodi e gli obbiettivi dell associazione. La fase televisiva, in effetti, ebbe particolare successo in quanto era il periodo in cui le televisioni locali avevano molto seguito e, pertanto, riuscimmo a divulgare la ricchezza culturale del nostro territorio ed anche il G.A.P. ebbe un soddisfacente seguito di adesioni. Alla fine degli anni Ottanta il G.A.P. giungeva con un notevole grado di conoscenza del territorio di Castrovillari e del suo circondario, con un corposo corredo bibliografico e cartografico ad esso pertinente e con discreta capacità di leggere nel territorio i segni di antiche frequentazioni in quanto si erano assimilate le caratteristiche delle locali tipologie insediative e le logiche che sottendevano alle 4 trame degli antichi percorsi e delle grandi vie di penetrazione nelle aree dell entroterra nell ambito dei lunghi collegamenti da costa a costa, da mare ionio a mar tirreno. Si era in grado di avvertire il pulsare dei segni del passaggio dell uomo antico. Ma l approcio alle tematiche archeologiche era, comunque, critico e disincantato, i nostri dibattiti erano sempre permeati di valutazioni soppesate e di ipotesi che presto diventavano programmi di ricerca dei riscontri sul territorio. Nei primi anni Novanta ebbe inizio una delle più entusiasmanti esperienze di ricerca: la collaborazione con l Istituto Archeologico dell Università di Groningen (Olanda) alla campagna di scavi condotta sul sito di Timpone della Motta di Francavilla Marittima sotto la direzione della Prof.ssa Marianne Maaskant Kleibrink allieva della Prof.ssa Stoop che partecipò negli anni sessanta alle prime ricerche che nell area di Francavilla Marittima furono allora dirette dalla Prof.ssa Paola Zancani Montuoro, archeologa di fama che ha legato il suo nome alla grande scoperta del tempio di Era alle foci del Sele. L esperienza di scavo condotta con l Università olandese sull area di Francavilla Marittima avvicinava il Gruppo Archeologico del Pollino alla grande archeologia della Magna Grecia e lo rendeva uno dei protagonisti di quel grande progetto di ricerca teso a individuare il momento di incontro della cultura greca con quella indigena e il momento di genesi di un area sacra greca o di continuazione con forme greche di un preesistente culto indigeno. La ricerca era estremamente stimolante e il G.A.P. partecipò in modo costante e organizzato alle diverse campagne condotte annualmente su sito di Timpone della Motta; con i sui soci fu presente sui diversi cantieri aperti nelle aree dei pianori e della vetta e con la sua organizzazione diede la possibilità a chiunque ne avesse il desiderio di partecipare a una delle più interessanti campagne di ricerca archeologica condotta in quel periodo sul nostro territorio. I cittadini del luogo, in questo modo e attraverso il Gruppo Archeologico si riappropriavano della loro storia e leggevano, direttamente nella loro terra e nelle antiche testimonianze di cultura materiale che essa restituiva, le vicende del loro territorio. Il GAP, in tal modo, dava un significativo aiuto ai ricercatori 5 stranieri, esprimendo un tangibile segno di riconoscenza nei confronti di chi affronta migliaia di chilometri e settimane di lavoro per la nostra storia e, al contempo, vedeva la concreta attuazione dei suoi fondamenti ideologici di rispetto per i beni culturali e di impegno nella loro tutela che si creano grazie alla partecipazione a esperienze di ricerca e di studio che si attuano attraverso il contatto diretto col dato e il ricorso in prima persona alle tecniche archeologiche. In seguito, alla partecipazione a queste campagne di ricerca, il G.A.P., al fine di dare sempre maggiore divulgazione ai risultati delle indagini condotte sul sito greco-indigeno di Francavilla Marittima, organizzò a Castrovillari, presso la Cappella Gallo un seminario dedicato a tali ricerche che vide quattro seguitissime lezioni tenute dai soci Milena Filomia, Annalisa Mitidieri, Donatella Martinisi e Saverio Santandrea e a ultimo completamento di tale esperienza di ricerca il G.A.P. realizzo dei pannelli dedicati al sito, ai reperti, ai templi e, infine, ai membri del gruppo ripresi durante gli scavi. L esperienza con gli archeologi olandesi si sviluppò, nei periodi estivi, fino a metà degli anni Novanta. Nel 1995 il G.A. del Pollino organizza a Castrovillari il secondo convegno dei Gruppi Archeologici della Calabria dove, tra gli interventi dei vari Gruppi, è presente con relazioni sugli scavi di Francavilla Marittima tenuta da Annalisa Mitidieri, su Castiglione di Paludi tenuta da Milena Filomia, sulla necropoli di Celimarro tenuta da Giuseppe Russo. Negli stessi anni e in quelli successivi il Gruppo svolse ricerche nel territorio di Saracena individuando l insediamento protostorico di Cittavetere, nel territorio di Civita individuando tracce di frequentazione dell età del Bronzo nell area della contrada Chiesa Nuova, nel territorio di Morano Calabro lungo il vallone San Paolo con l obbiettivo di studiare e verificare sul terreno i punti di passaggio delle antiche strade che conducevano al valico di Campotenese e ciò nel più ampio programma di individuazione di quelle che potevano essere le aree di passaggio della romana Via Popilia. 6 Tale allargamento geografico delle attività del Gruppo lo trasformò in una vera organizzazione comprensoriale che teneva rapporti e che aveva soci dall area ionica all entroterra del Pollino. Tale sviluppo portò alla nascita di ben due sue sezioni: la Sezione di Francavilla Marittima e la Sezione di San Sosti; attualmente ancora in vita, trasformatasi l una quella di Francavilla - in un Gruppo autonomo, e l altra evolutasi in un validissimo team di ricercatori in stretto contatto con l Università di Cosenza e forte di un apparato logistico in grado di costituire valida base di appoggio a grossi Gruppi di ricercatori e che, per tali capacità, si appresta a organizzare e gestire un campo nazionale di ricerca, con l egida dei Gruppi archeologici d Italia, dedicato al sito altomedievale dei Casilini di Porta Serra e con la direzione scientifica del Prof. Giuseppe Roma titolare della Cattedra di Archeologia Cristiana dell Università della Calabria. E proprio con questa Cattedra e con il prof. Giuseppe Roma il G.A. del Pollino inizia una prestigiosa collaborazione a metà degli anni Novanta con la ripresa delle ricerche sul sito altomedievale di Sassone ove, il G.A.P. già nel 1985 aveva effettuato alcune ricognizioni rinvenendo del materiale che, conservato presso il deposito del Museo Civico, veniva messo a disposizione dei ricercatori dell ateneo cosentino. La collaborazione con la Cattedra di Archeologia Cristiana si intensifica e il G.A.P. è pressocchè sempre presente con i suoi soci nelle varie campagne di ricerca condotte dal prof. Roma annualmente nel nostro territorio; è presente agli scavi di contrada Calandrino, ove si cerca tra l altro di porre rimedio alle devastazioni dei clandestini, alla continuazione degli scavi di contrada Celimarro dove già nel 1982, come detto, aveva rinvenuto un altra tomba scavata nella roccia e la crocetta in piombo; e la nostra associazione è stata felice di mettere a disposizione dell Università la documentazione fotografica raccolta in quei momenti: è nostra la foto che documenta la triplice deposizione. Nel 1998 il G.A. del Pollino, in collaborazione con l Università della Calabria organizza una giornata di studi dal tema Habitat Altomedievale nella Calabria Settentrionale con interventi della prof.ssa Pani Ermini dell Università La 7 Sapienza di Roma, del Prof. Giuseppe Roma, della Prof.ssa Lusuardi Siena della Cattolica di Milano, del Prof. Vannini dell università di Firenze, del Dott. Ardovino, Soprintendente Archeologico per la Lombardia, del Dott. Russo dell Università di Pisa e della Dott.ssa Luppino, Direttrice del Museo della Sibaritide. Il G.A. del Pollino investe le sue energie per creare qualificati momenti di dibattito sulla storia e l archeologia medievale alle quali le contrade di Castrovillari apportano significativi contributi. E anche nello scorso mese di luglio il G.A. del Pollino è presente alla campagna di ricerche condotte dal Prof. Roma sul sito di Sassone, ove un discreto nucleo di soci guidati e coordinati dal nostro geologo Giuseppe Lanza uno dei nostri migliori dirigenti tecnici, si dedicano allo scavo e alla ripulitura di una delle piccole cappelle bizantine del sito ove, nel corso dell intervento il nostro socio Antonio La Gamma tiene, a nostro uso interno, un discreto diario di scavo: anche in questo caso, come per la collaborazione avuta con l equipe di ricercatori olandesi, l esperienza è di notevole valore culturale e avvicina il nostro Gruppo alle grandi tematiche dell archeologia medievalistica e a quell entusiasmante settore di indagine dedicato all individuazione delle grandi linee di confine bizantino-longobardo e al sistema dei castra, cui il nostro territorio è particolarmente interessato. Con la Soprintendenza archeologica della Calabria il G.A.P. ha avuto feconde collaborazioni ponendosi al suo servizio, come, in particolar modo, durante i lavori di restauro del magnifico complesso del Protoconvento Francescano. La Soprintendenza, infatti, aveva dato incarico al G.A. del Pollino di seguire i restauri per il profilo archeologico, in quanto non era da escludere che nel corso dei lavori di restauro potessero verificarsi dei rinvenimenti di interesse archeologico come, in effetti, avvenne. Nel corso, infatti, di uno dei numerosi sopralluoghi effettuati dai soci del G.A. del Pollino venivano rinvenuti una serie di frammenti di ceramica a rilievo e a figure rosse di fattura italiota, ora facenti parte del Museo Civico di Castrovillari e costituenti un ulteriore tassello della storia del Protoconvento Francescano; questo e numerosi altri contributi giungevano dal Gruppo Archeologico del Pollino alla storia 8 del territorio e, quindi, all arricchimento del Museo: reperti rinvenuti nell area della villa romana di Camerelle, dalla necropoli medievale di Celimarro e dal deposito preistorico della stessa contrada, dai siti di alta quota come il piano di Vaquarro e Serra del Prete, così come, a tal proposito, sono in fase di allestimento dei pannelli che, posti presso il Museo Civico, documenteranno le ricerche e i rilievi, finora unici per la difficoltà di esecuzione, effettuati dal G.A. del Pollino sul sito archeologico della vetta orientale del monte Manfriana. Per comprendere le notevoli difficoltà di esplorazione di tale località è necessario fare presente che il sito, a circa duemila metri di altezza, è raggiungibile con almeno quattro ore di marcia (solo andata) quasi senza sentiero e lungo un aspro crinale di alta quota, sempre sotto il sole e nella totale mancanza di sorgenti d acqua. L opera profusa, poi, per il Museo Civico è stata particolarmente articolata; i contributi del G.A.P. al Museo Civico Archeologico di Castrovillari, infatti, si sono attuati in diverse forme: nel 1993 nei lavori di trasferimento del Museo dal primo al secondo piano di Palazzo Gallo; nel 1995 nel corso dei lavori di schedatura dei reperti; e particolarmente meritoria è stata l opera profusa dal socio Saverio Santandrea per l opera di restauro dei reperti custoditi; Il G.A. del Pollino, inoltre, dal 1992 sino al 1999 ha provveduto all apertura serale del Museo nel corso delle festività natalizie, ove, per oltre quindici giorni, i soci del G.A.P. effettuarono visite guidate dalle ore 18,00 alle ore 20,00 offrendo la possibilità di conoscere ed esaminare le civiche collezioni di reperti in un orario che, in genere, è svincolato da impegni di lavoro ed in un periodo in cui si è maggiormente predisposti a una passeggiata serale. Il G.A.P. ha così inteso favorire u
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