Please download to get full document.

View again

of 15
All materials on our website are shared by users. If you have any questions about copyright issues, please report us to resolve them. We are always happy to assist you.

Il riconoscimento dell apprendimento non formale e informale

Category:

Religious & Philosophical

Publish on:

Views: 14 | Pages: 15

Extension: PDF | Download: 0

Share
Related documents
Description
Il riconoscimento dell apprendimento non formale e informale Progetti, sperimentazioni e risultati del Programma Leonardo da Vinci di Anna Sveva Balduini, Roberta Grisoni, Francesca Saraceni, Michela Volpi
Transcript
Il riconoscimento dell apprendimento non formale e informale Progetti, sperimentazioni e risultati del Programma Leonardo da Vinci di Anna Sveva Balduini, Roberta Grisoni, Francesca Saraceni, Michela Volpi Riassunto: il Programma Leonardo da Vinci, nei suoi periodici Inviti a presentare proposte, ha dedicato una notevole attenzione al tema della trasparenza delle competenze e delle qualificazioni, della validazione dell apprendimento non formale ed informale, dell accumulazione e del trasferimento dei learning outcome da un contesto ad un altro. A queste sollecitazioni, nel corso degli anni, l offerta educativa e formativa ha risposto con numerose iniziative progettuali presentate e finanziate nel quadro del Programma, prevalentemente con l obiettivo di applicare e testare i nuovi dispositivi comunitari per la trasparenza (EQF, ECVET, i principi sulla validazione dell apprendimento non formale e informale, ecc.) e gli approcci metodologici ad essi sottostanti. A tal proposito, molte delle esperienze finanziate si sono distinte per capacità innovativa, livello di sperimentazione e grado di impatto. Attraverso di esse sono state infatti messe a punto metodologie, strumenti, prassi operative centrate sul disegno e l implementazione di qualificazioni in termini di risultati dell apprendimento, di validazione degli apprendimenti acquisiti in contesti non formali ed informali, di trasferimento dei crediti. Parole chiave: Apprendimento non formale e informale; Riconoscimento; Risultati dell apprendimento Il contesto Il 20 dicembre 2012 il Consiglio dell Unione europea ha adottato la Raccomandazione sulla convalida dell apprendimento non formale e informale 1, che invita gli Stati 1 Raccomandazione del Consiglio del 20 dicembre 2012 sulla convalida dell apprendimento non formale e informale (2012/C 398/01). Osservatorio Isfol n. 1-2/ membri ad istituire entro il 2018, in conformità alle specificità nazionali e nel modo da essi ritenuto appropriato, modalità di validazione delle conoscenze, abilità e competenze acquisite al di fuori dei contesti formali, funzionali a consentire alle persone di ottenere un riconoscimento di tali risultati ed una qualificazione completa o parziale e coerenti con i principi e gli approcci dei dispositivi già disegnati a livello europeo in materia di trasparenza (EQF, ECTS, ECVET, Europass ed anche EQAVET). La Raccomandazione rappresenta il punto di arrivo di un lungo percorso di lavoro a livello comunitario, che ha trovato una sua prima declinazione strategica nell ambito del processo di Lisbona-Copenhagen e che Europa e lo specifico quadro di riferimento per l istruzione e la formazione Education and Training hanno fortemente rilanciato. In questi anni, alcune tappe importanti erano già state segnate con l adozione dei primi principi comuni europei per l identificazione e la validazione dell apprendimento non formale e informale 4, con il lavoro del gruppo tecnico sui learning outcome, con la creazione e l aggiornamento periodico dell Inventory europeo che raccoglie le buone pratiche realizzate in materia 5, nonché con la pubblicazione delle linee guida europee per la validazione dell apprendimento non formale e informale realizzate dal CEDEFOP (2009). Al contempo, la Raccomandazione dell Unione europea rappresenta anche il punto di partenza per un lavoro futuro che gli Stati membri sono chiamati a svolgere in una prospettiva temporale ben delineata per arrivare a costituire, consolidare e generalizzare sistemi istituzionali di validazione che includano l individuazione, la documentazione, la valutazione e la certificazione (in termini di rilascio di una qualifica o di riconoscimento di crediti) dei risultati conseguiti dagli individui in contesti non formali e informali di apprendimento. La situazione dei paesi europei in proposito è ad oggi molto variegata: vi sono Stati in cui il sistema è ancora in larga parte da disegnare, paesi che vantano una tradizione consolidata in materia di validazione (anche sulla base di misure di carattere legislativo) ed infine paesi (tra cui l Italia), in cui sono state attivate procedure di validazione solo in segmenti specifici o in determinati contesti territoriali. Anche sull onda delle numerose sollecitazioni comunitarie, il nostro paese è oggi interessato da un profondo processo di riforma e sta progressivamente implementando 2 Comunicazione della Commissione europea Europa 2020 Una strategia per una crescita intelligente, sostenibile ed inclusiva COM (2010) 2020 del 03/03/2010. In particolare, tra gli obiettivi dell iniziativa faro Youth on the move vi è quello di promuovere il riconoscimento dell apprendimento non formale ed informale e l iniziativa Un agenda per nuove competenze e nuovi lavori si propone di fare in modo che le competenze necessarie per il proseguimento della formazione e per l ingresso nel mercato del lavoro, compreso l apprendimento non formale ed informale siano acquisite e riconosciute in tutti i sistemi di insegnamento generale, professionale, superiore e per adulti. 3 Conclusioni del Consiglio del 12/05/2009 su un quadro strategico per la cooperazione europea nel settore dell istruzione e della formazione ( ET 2020 ). 4 Progetto di conclusioni del Consiglio e dei rappresentanti dei governi degli Stati membri riuniti in sede di Consiglio relative ai principi comuni europei concernenti l individuazione e la convalida dell apprendimento non formale e informale - Consiglio dell Unione europea, 18 maggio 2004, 9600/ Il riconoscimento dell apprendimento non formale e informale diversi tasselli di una strategia nazionale di lifelong learning, che si poggia, tra l altro, su meccanismi per la messa in trasparenza, l accumulazione ed il trasferimento delle competenze comunque acquisite dall individuo: il testo unico sull apprendistato n. 167/2011, la legge 92/12 di riforma del mercato del lavoro 6 con alcuni suoi successivi provvedimenti attuativi (il successivo decreto legislativo n. 13/13 7, le linee guida in materia di tirocini adottate a gennaio 2013), ed anche il recente completamento del primo rapporto italiano di referenziazione ad EQF 8 sono, in effetti, tutti atti che vanno nella direzione della costruzione di un sistema nazionale di certificazione delle competenze, che comprenda non solo i titoli e le qualifiche del sistema formale di istruzione e formazione, ma anche procedure, percorsi e standard di riferimento per l individuazione, la validazione ed il riconoscimento degli apprendimenti comunque acquisiti dall individuo e, in particolare, di quelli maturati in contesti non formali ed informali. In questo scenario di intensa evoluzione delle policy in materia di apprendimento permanente e di trasparenza delle qualificazioni e delle competenze, le iniziative realizzate in materia nell ambito del Programma Lifelong Learning (LLP) e del Programma Leonardo da Vinci in particolare, possono sicuramente offrire utili spunti di riflessione. Il tema della validazione dell apprendimento non formale e informale ha trovato in effetti diversi spazi possibili di sperimentazione in Leonardo: da un lato nei progetti di cooperazione che prevedono lo scambio di esperienze, lo sviluppo e il trasferimento di innovazioni educative e formative; dall altro nei progetti di mobilità transnazionale che, attraverso il sostegno alla realizzazione di esperienze di formazione e lavoro in altri paesi europei, di fatto implementano modalità di apprendimento non formale, oltretutto in contesti di spostamento geografica dei discenti, e quindi offrono un contenitore già strutturato per l applicazione dei dispositivi comunitari in materia di trasparenza (in particolare Europass ed ECVET). E d altronde, l insieme delle esperienze realizzate rappresenta oggi, in chiusura della programmazione , una massa critica significativa, rispetto alla quale è possibile trarre alcune considerazioni di sintesi in termini di risultati raggiunti dalle sperimentazioni, di soggetti coinvolti, di risorse mobilitate, di ambiti di intervento approfonditi e di piste di lavoro invece ancora aperte che possono porsi al servizio sia dei processi di riforma in atto sia della riprogrammazione futura. Queste considerazioni naturalmente discendono dalla disamina delle diverse tipologie di iniziative che l Isfol, in qualità di Agenzia Nazionale del Programma LLP Leonardo da Vinci, ha finanziato nel periodo , ovvero, nello specifico, progetti di: 6 Legge 18 giugno 2012, n. 92, Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita, art. 4, commi 58 e Decreto legislativo 16 gennaio 2013, n. 13 Definizione delle norme generali e dei livelli essenziali delle prestazioni per l individuazione e validazione degli apprendimenti non formali e informali e degli standard minimi di servizio del sistema nazionale di certificazione delle competenze, a norma dell articolo 4, commi 58 e 68, della legge 28 giugno 2012, n Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, Ministero dell Istruzione, Università e ricerca, Dipartimento delle Politiche europee, Isfol, Primo Rapporto italiano di referenziazione delle qualificazioni al quadro europeo EQF, Osservatorio Isfol n. 1-2/ Trasferimento dell Innovazione, che si propongono l implementazione, la diffusione, il trasferimento (geografico, settoriale, verso nuovi target group) ed il mainstreaming di approcci, metodologie, strumenti e prodotti innovativi per il settore dell istruzione e della formazione; Mobilità transnazionale dei discenti (tirocini) e dei docenti (scambi); Partenariati multilaterali, che sostengono il networking e la cooperazione tra stakeholder dei sistemi educativi e formativi ed attori del mercato del lavoro. Queste tipologie di progetti costituiscono le cosiddette azioni decentrate del Programma, la cui gestione è appunto affidata (quando coordinate da un organismo italiano come capofila nei primi due casi ed anche quando inclusive di organismi partner italiani per i Partenariati) all Agenzia Nazionale italiana e rispetto alle quali sono quindi disponibili informazioni risultanti dal monitoraggio, dal controllo e dalle attività di analisi e valutazione compiute dall AN. A livello generale, si può dire che alle numerose piste di lavoro offerte sul tema trasparenza e del riconoscimento delle competenze comunque acquisite nei diversi Inviti a presentare proposte, l offerta educativa e formativa italiana abbia risposto con una notevole mole di iniziative sul campo a livello territoriale o settoriale e con lo sviluppo di soluzioni e pratiche sperimentali ed innovative, di accordi specifici e reti di cooperazione tra istituzioni e stakeholder. Questo forte interesse assume naturalmente sfumature e connotazioni diverse a seconda della tipologia di organismi coinvolti (prevalentemente provenienti dal settore dell istruzione e della formazione professionale, in misura minore espressione del mercato del lavoro), dei territori interessati (alcuni tradizionalmente più attivi nel Programma e sul tema, altri partecipi delle sperimentazioni in maniera più discontinua), delle tipologie di progetti attivati. La disamina che segue si propone proprio di dar conto del contributo che il Programma ha dato e sta dando a questo tema, anche attraverso la presentazione diretta di alcune esperienze particolarmente significative finanziate nell ambito delle diverse azioni Leonardo. Il contributo dei progetti di Trasferimento dell Innovazione I progetti multilaterali di Trasferimento dell Innovazione (TOI), in particolare, per la loro natura hanno rappresentato un terreno fertile per la diffusione, l adattamento, la sperimentazione e il mainstreaming di metodologie e strumenti innovativi in tema di riconoscimento dell apprendimento non formale e informale, già implementati in altri contesti geografici o settoriali o in precedenti esperienze progettuali. Il tema della trasparenza delle competenze e delle qualificazioni, della validazione dell apprendimento non formale e informale nonché dell accumulazione e trasferimento dei risultati dell apprendimento è stato oggetto di specifiche priorità negli Inviti annuali a presentare proposte inerenti i progetti Leonardo da Vinci di Trasferimento dell Innovazione, stimolando la continua realizzazione di iniziative in materia. L insieme delle iniziative progettuali TOI finanziate in Italia negli anni 66 Il riconoscimento dell apprendimento non formale e informale incentrate sulla tematica in oggetto rappresenta quindi un patrimonio significativo, sia in termini quantitativi che per la qualità di alcuni dei risultati conseguiti nell ambito di tali progetti. In questa sede sono stati presi in esame, in particolare, solo i progetti TOI che hanno direttamente risposto alla priorità dell Invito annuale specificamente dedicata a tale tema, intorno alla quale è stato quindi costruito tutto l impianto progettuale, con sfumature e contributi specifici assai articolati e diversificati. Le 33 iniziative selezionate comprendono sia progetti che hanno direttamente affrontato i temi della validazione dell apprendimento non formale e informale e del trasferimento dei crediti, quanto progetti che, in linea con quanto previsto dall Invito a presentare proposte per l annualità di riferimento, hanno supportato il più ampio tema della promozione della trasparenza e del riconoscimento delle competenze e delle qualificazioni. Come evidenziato dalla Tabella 1, il 17% circa del totale dei progetti di Trasferimento dell Innovazione approvati negli anni in Italia ha direttamente esaminato la tematica della trasparenza delle competenze e delle qualificazioni, della validazione dell apprendimento non formale e informale e del trasferimento dei crediti. Tabella 1. Distribuzione progetti rilevanti per annualità Annualità Nr. Totale Approvati % , , , , , , ,7 Totale ,2 Fonte: ISFOL - Agenzia Nazionale LLP - Programma settoriale Leonardo da Vinci Il rilievo di tale tematica tra le priorità di intervento del Programma Leonardo da Vinci trova conferma nell analisi del dato inerente il sostegno finanziario accordato ai progetti di Trasferimento dell Innovazione rilevanti in materia di trasparenza nel periodo In tale arco temporale, il Programma ha complessivamente destinato oltre nove milioni di Euro, corrispondenti a circa il 17% del totale delle sovvenzioni accordate, alla realizzazione di iniziative direttamente finalizzate all adattamento, sperimentazione e trasferimento di metodologie, strumenti e prassi innovativi in tema di riconoscimento dell apprendimento non formale e informale. In considerazione del fatto che, in aggiunta al contributo comunitario, ogni organismo titolare di un progetto TOI approvato è chiamato a erogare una quota di co-finanziamento di circa il 25% del Osservatorio Isfol n. 1-2/ totale del budget approvato, l ammontare complessivo delle risorse finanziarie (sia pubbliche che private) destinate a supportare la realizzazione di iniziative in materia di trasparenza è stato di circa dodici milioni di euro nel periodo di riferimento. Il dato sui finanziamenti erogati ai progetti TOI selezionati, seppur parziale in quanto relativo ai contributi assegnati alle sole iniziative a titolarità italiana, è comunque indicativo del peso che la tematica in questione ha acquisito nell economia complessiva del Programma nel nostro paese. Osservando la tipologia di organismi coinvolti nella realizzazione di iniziative TOI in tema di riconoscimento dell apprendimento non formale e informale in qualità di organismi titolari dell iniziativa (Tab. 2), è interessante notare la forte presenza di organismi no-profit, sovente portatori di interessi di soggetti a rischio di esclusione sociale (come ad esempio lavoratori, spesso immigrati, impegnati nell assistenza domiciliare, disoccupati over 40) che necessitano di vedere formalmente riconosciute le competenze, sovente acquisite in contesti non formali e informali. Tabella 2. Distribuzione progetti selezionati per tipologia di organismo beneficiario Tipologia di organismo Nr. Organismi no-profit 9 Amministrazioni pubbliche 5 Organismi di formazione 5 Istituti scolastici 4 Imprese 4 Associazioni di organismi e soggetti operanti nell ambito dell IFP 2 Enti di Ricerca 1 Università 1 Centri per l orientamento 1 Altri organismi 1 Totale 33 Fonte: ISFOL - Agenzia Nazionale LLP - Programma settoriale Leonardo da Vinci La presenza di amministrazioni pubbliche tra gli organismi titolari delle iniziative TOI esaminate, trova riscontro nella tipologia stessa dei progetti di Trasferimento dell Innovazione che, per loro natura, richiedono la partecipazione diretta di attori istituzionali al fine di garantire la messa a sistema dei contenuti innovativi oggetto del trasferimento. A ciò va aggiunto che il tema del riconoscimento di risultati dell apprendimento conseguiti al di fuori dei contesti formali è direttamente connesso ad uno degli elementi chiave delle politiche di istruzione e formazione, quale quello della certificazione delle competenze che spetta alle amministrazioni provinciali. Ciò ha spinto negli anni le amministrazioni pubbliche a investire sulle opportunità di sperimentazione messe a disposizione dal Programma Leonardo da Vinci, offrendo al contempo una maggiore garanzia di impatto 68 Il riconoscimento dell apprendimento non formale e informale dei risultati progettuali in virtù della responsabilità istituzionale di cui sono titolari. La significativa presenza di organismi di formazione e istituti scolastici tra gli enti beneficiari di iniziative in materia di riconoscimento di risultati dell apprendimento acquisiti al di fuori dei contesti formali conferma da un lato il frequente ricorso, da parte di tale tipologia di organismi, a fonti di finanziamento pubblico per la realizzazione delle proprie attività e dall altro evidenzia l esperienza accumulata da alcuni di tali organismi in tema di riconoscimento delle competenze come strumento di supporto alla mobilità e all inserimento professionale. Analizzando anche i dati relativi alle diverse tipologie di organismi coinvolti in qualità di partner nelle iniziative di Trasferimento dell Innovazione selezionate, si conferma la forte presenza di amministrazioni pubbliche, organismi no profit e organismi che si occupano di istruzione e formazione, mentre si registra una discreta partecipazione di imprese e PMI, e, in misura leggermente inferiore, anche di parti sociali e datoriali e associazioni di categoria. Gli organismi rappresentativi delle diverse istanze del mondo del lavoro storicamente privilegiano un coinvolgimento indiretto in qualità di partner nelle iniziative TOI, scelta verosimilmente condizionata dalla complessità che la gestione diretta di un progetto transnazionale comporta, soprattutto per imprese di piccole dimensioni che non dispongono delle necessarie risorse umane, finanziarie e temporali per gestire adeguatamente tali iniziative, anche se ci si attenderebbe un maggiore interesse nei confronti delle iniziative destinate a promuovere il riconoscimento di competenze pregresse e acquisite on the job. La loro partecipazione, seppur indiretta, è comunque importante in quanto garanzia di sostenibilità delle iniziative progettuali e di concreta applicazione dei loro risultati, in particolare da parte dei lavoratori frequentemente portatori di specifici fabbisogni in tema di riconoscimento delle competenze e validazione dell apprendimento pregresso che le iniziative Leonardo intendono soddisfare. Un interessante spunto di riflessione è offerto dall analisi della connotazione geografica dei partenariati, sia in termini di regione di provenienza degli organismi beneficiari e dei partner italiani che in termini di paesi di provenienza dei partner stranieri coinvolti nelle iniziative selezionate. La disamina della componente italiana del partenariato evidenzia una forte presenza, sia in termini di organismi beneficiari che di partner, di strutture situate al Centro e al Nord Italia, mentre decisamente più ridotta è la parteci
Similar documents
View more...
Search Related
We Need Your Support
Thank you for visiting our website and your interest in our free products and services. We are nonprofit website to share and download documents. To the running of this website, we need your help to support us.

Thanks to everyone for your continued support.

No, Thanks