Please download to get full document.

View again

of 25
All materials on our website are shared by users. If you have any questions about copyright issues, please report us to resolve them. We are always happy to assist you.

LOGOPæDIA. Rivista Italiana di Logopedia. Periodico Semestrale Anno 1 - N. 2. DIRETTORE RESPONSABILE Antonio R. De Caria

Category:

Small Business & Entrepreneurship

Publish on:

Views: 16 | Pages: 25

Extension: PDF | Download: 0

Share
Related documents
Description
logopædia :52 Pagina 1 DIRETTORE RESPONSABILE Antonio R. De Caria COMITATO DI DIREZIONE Eleonora Carravieri Antonio R. De Caria Maria F. Montuschi COMITATO SCIENTIFICO Sandro Burdo Varese
Transcript
logopædia :52 Pagina 1 DIRETTORE RESPONSABILE Antonio R. De Caria COMITATO DI DIREZIONE Eleonora Carravieri Antonio R. De Caria Maria F. Montuschi COMITATO SCIENTIFICO Sandro Burdo Varese Delfo Casolino - Cesena Antonio Cesarani - Milano Domenico Cuda Piacenza Francesco Galletti - Messina Giuseppe Gitti Firenze Antonio Quaranta - Bari Nicola Taurozzi Mantova SEGRETERIA DI REDAZIONE ASSOCIAZIONE LOGOPEDISTI LOMBARDI Servizio di Logopedia Policlinico di Milano Via Pace n Milano tel fax LOGOPæDIA Rivista Italiana di Logopedia Progetto grafico della copertina: Lamberto Radaelli Consulenza legale: Avv. Aldo De Caria via L. Boccherini 3, Roma tel Fotocomposizione e Stampa: GECA SpA via Magellano Cesano Boscone (MI) Si ringrazia Periodico Semestrale Anno 1 - N. 2 per la preziosa collaborazione Luglio-Dicembre logopædia :52 Pagina 2 2 logopædia :52 Pagina 3 INDICE Le ragioni di esistere pag. 5 E. Carravieri, A.R. De Caria, M. Montuschi Ricordo di Paola Casadio pag. 7 R. Formisano A Paola pag. 9 M. C. Caselli Dalla diagnosi alla valutazione: il questionario Il primo vocabolario del bambino PVB in rapporto ad altri strumenti per una diagnosi precoce pag. 11 P. Casadio, M. C. Caselli Agnosia visiva associativa risultante da una disconnessione tra memoria visiva intatta e sistemi semantici pag. 22 G. A. Carlesimo, P. Casadio, M. Sabbadini, C. Caltagirone La riabilitazione del soggetto in età evolutiva con gravi disturbi della coscienza pag. 38 R. Formisano, F. Piras, P. Casadio, P. Franco, F. Penta, D. Passafiume La Tinnitus Retraining Therapy nel trattamento degli acufeni pag. 49 S. Passi, M. Pace La sicurezza del logopedista pag. 54 P. Consolmagno Comunicazioni pag. 58 Eventi scientifici pag. 60 3 logopædia :52 Pagina 4 4 logopædia :52 Pagina 5 LE RAGIONI DI ESISTERE Carissimi colleghe e colleghi, come alcuni di Voi già sanno a fine luglio è stato pubblicato il primo numero di LOGOPaeDIA. LOGOPaeDIA è una rivista di logopedia, a pubblicazione semestrale, indirizzata a tutti i logopedisti, gestita da logopedisti, distribuita gratuitamente ai logopedisti e da essi traente fonte. Come recita la presentazione, LOGOPaeDIA sorge dall esigenza di avere uno strumento di divulgazione scientifica a carattere nazionale, che pubblica articoli di Logopedia, ma anche di Audiologia, Foniatria, Otorinolaringoiatria, Psicologia e Neuropsichiatria. LOGOPaeDIA nasce con mille difficoltà, soprattutto di carattere economico, superate grazie alla collaborazione preziosa di un importante sponsor. In ogni caso, nonostante il notevole impegno economico, chi ha finanziato l iniziativa, non è stato né mai sarà coinvolto in alcuna decisione riguardante le caratteristiche editoriali, la scelta degli articoli e la composizione del comitato scientifico di LOGOPaeDIA. Questa avventura editoriale, è iniziata soprattutto per passione e interesse culturale, con l intento di poter dare voce a quei lavori scientifici, che nascono come studio e riflessione e sono fondamentali per l aggiornamento e la formazione professionale. La nostra idea e volontà era ed è quella di dare una rivista ai logopedisti e alle Associazioni di Logopedia. Nessuno è proprietario di LOGOPaeDIA, la rivista vuole essere un patrimonio per tutti gli specialisti del settore. Non cerchiamo né abbiamo bisogno di tutors. Come tutti noi sappiamo, la formazione del logopedista avviene in sedi universitarie diverse, inserite in realtà cliniche e territoriali multiformi, all interno di équipe multidisciplinari e multiprofessionali, che possono variare o privilegiare l intervento logopedico rispetto alle patologie della comunicazione, del linguaggio e della voce. Questa ricchezza deve essere descritta e divenire oggetto di scambio mediante articoli, linee guida di lavoro, protocolli nati all interno della disponibilità delle singole Associazioni Regionali che dovranno essere sorgente di utile aggiornamento e riflessione. Questa era e rimane l idea originale. Il primo numero è nato rapidamente con l intenzione di dare visibilità, di farci conoscere. Non è esente da critiche, come tutte le prime ed è pertanto soggetto ad ulteriori miglioramenti e modifiche, che prenderanno spunto da chiunque voglia dare suggerimenti. Esprimere dissenso e/o critica quando è genuina e va al di là degli interessi di parte, quando supera le logiche di partito, è sempre molto positivo. Abbiamo il coraggio dell imperfezione insieme alla voglia e al desiderio di raccontare la profondità e la ricchezza del nostro lavoro. Alle varie Associazioni, a tutti Voi spetta il compito di vivere con Noi questo entusiasmante momento. 5 logopædia :52 Pagina 6 Poiché LOGOPaeDIA viene distribuita gratuitamente, spetterà ad ogni Presidente o Responsabile di Associazione, qualora lo ritenga opportuno e nel rispetto della volontà di tutti gli iscritti, richiedere al Comitato di Redazione il numero di copie idoneo alle esigenze territoriali. Tutti i Presidenti delle diverse Associazioni Italiane di Logopedia hanno già da diverso tempo ricevuto questa lettera, numerosi hanno risposto favorevolmente alla nostra iniziativa richiedendo il numero di copie necessario a raggiungere tutti gli iscritti. Diversi Presidenti non hanno ritenuto opportuno richiederci le copie, la loro decisione ci ha profondamente rammaricato. A loro spetta naturalmente, rispondere e spiegare ai propri iscritti i motivi di tale gesto. A noi spetta il compito di raggiungere il maggior numero di professionisti interessati al nostro lavoro. Aspettiamo con ansia i vostri suggerimenti ma soprattutto la vostra preziosa collaborazione. Perché LOGOPaeDIA continui a vivere, nello spirito con cui è nata. Per finire rimandiamo alle parole del ministro della salute prof. G. Sirchia nella sua gradita presentazione Ben venga, dunque, uno strumento di informazione a livello nazionale come LOGOPaeDIA, luogo di comunicazione dello stato della ricerca, di confronto sulle problematiche di questa disciplina, di riflessione sul cammino percorso e da percorrere. Con i migliori auguri di buon lavoro. Questo secondo numero esce in concomitanza con il Congresso FLI di Firenze, con l augurio di buon lavoro da parte di tutti noi a tutti i partecipanti. Cari colleghi, il secondo numero di LOGOPaeDIA era già pronto per andare in stampa, quando ci è pervenuta la dolorosa notizia che Paola Casadio non avrebbe partecipato al Congresso FLI, perché non è più tra noi. Ci sembra giusto ricordarla pubblicando alcuni suoi articoli, ringraziamo Serena Bonifacio che si è dedicata con sollecitudine alla raccolta dei documenti. Comitato di Redazione 6 logopædia :52 Pagina 7 Ricordo di Paola Casadio Rita Formisano Primario Unità Post-Coma Fondazione Santa Lucia, Roma Non è ancora facile parlare di Paola come di una persona che non tornerà più, perché ancora ogni giorno mi aspetto di vederla sulla porta sempre piena di entusiasmo e di energia nuova, alla ricerca di quella qualità assistenziale che per lei non era mai abbastanza. E quello che più mi manca è la sua ferma convinzione e le sue certezze sulle possibilità di cambiare tutto quello di cui non eravamo soddisfatte. È per questo che in qualche modo mi sono sentita abbandonata nel lavoro che da oltre 10 anni condividevo con Paola nella nostra Unità Post-Coma. Ma non voglio parlare solo della mia nostalgia. Quando si dice di Paola che era una persona speciale, non è solo un modo di dire. Chiunque l abbia conosciuta sa infatti che il dono più grande che aveva era la capacità di condivisione e di simpatia, nel senso greco della parola di sentire insieme. Nelle nostre riunioni di equipe non smettevo mai di stupirmi di come Paola riuscisse a immedesimarsi in quel paziente, in quella famiglia e nel loro futuro. Tutta questa umanità riusciva comunque a non scadere mai nel coinvolgimento affettivo, mantenendo inalterata la sua professionalità e la sua lucidità nel giudizio prognostico. Posso solo dire che più infausta era la prognosi e più Paola riusciva ad affinare la sua capacità di accoglienza del familiare e la sua disponibilità alla soluzione di problemi anche pratici e concreti. Questa combinazione di umanità e professionalità è sempre stata la dote che ho ammirato di più in Paola e che le consentiva di essere comunque sempre molto amata dai familiari dei nostri ragazzi post-comatosi. E anche questo manca molto a tutti noi. Quando nel 90 iniziammo insieme ad accogliere i primi pazienti post-comatosi presso l Ospedale Santa Lucia, ero appena tornata da Innsbruck, e mi commuoveva la sua sete e l impazienza nel voler migliorare le sue conoscenze e il suo sapere sull argomento. Dopo oltre 10 anni, nonostante l enorme esperienza e le competenze specifiche acquisite, la sua umiltà non era cambiata, ancora mi chiedeva, in qualità di suo Primario, di poter partecipare a questo o a quel corso di aggiornamento o di poter invitare questo o quel relatore. Questo suo desiderio costante di confronto faceva parte della sua unicità e della sua capacità di mettersi sempre in discussione e di non dare mai nulla per scontato. Mia consigliera preferita, è stata la prima tra i miei collaboratori a leggere la guida che avevo scritto per i familiari del paziente post-comatoso, e la sua approvazione, insieme a quella di una mamma, mi convinse che valeva la pena di pubblicarla e diffonderla. Paola sapeva infatti essere un giudice molto severo, persino spietato, quando si trattava di un servizio offerto ai pazienti e ai loro familiari. 7 logopædia :52 Pagina 8 In una delle nostre ultime chiacchierate, quando mi vedeva schiacciata dagli impegni, dalle pressioni quotidiane del nostro lavoro e dalle continue risorse emozionali dedicate ai nostri pazienti e alle loro famiglie, mi guardava con quel suo sorriso nordico, tra l affettuoso e il complice e mi diceva: ce la puoi fa! cercando di parlare persino in romanaccio, unica cosa che davvero non le riusciva bene. Eppure nonostante tutto questo affetto e intimità, ha voluto vivere la sua lunga malattia con una riservatezza e una discrezione, che non ci ha permesso la vicinanza che avremmo voluto farle sentire. Forse era il suo modo di continuare a vivere nel presente, sapendo di non avere un futuro lungo. E allo stesso modo, la sua sincera preoccupazione del futuro dei pazienti che le venivano affidati per la terapia cognitiva, era il suo modo di guardare avanti, sapendo forse che lei non ci sarebbe più stata. Nel mio ultimo messaggio che le ho inviato al telefonino, dopo la perdita della sua mamma, e appena qualche giorno prima che ci lasciasse, le scrivevo di non dimenticare mai che ero sua amica prima di essere il suo Primario, ma sono convinta che lo sapesse già. Ora credo che a Paola non piacerebbe un ricordo più lungo di quanto ho già scritto, so che avrebbe invece molto apprezzato lo sforzo dei suoi colleghi di dedicarle un numero di questa rivista con i suoi scritti e so bene che nel nostro lavoro quotidiano possiamo continuare ad averla con noi. Infatti il nostro impegno di sempre deve ancora più tenere conto di tutto quello per cui Paola si è sempre battuta, come il lavoro di equipe e l uso della cartella riabilitativa, su cui ha lavorato tanto negli ultimi anni. Un altro dei suoi ultimi sforzi, a cui ha dedicato ogni sua energia residua, è stato il corso di aggiornamento sulla riabilitazione del paziente post-comatoso, che si è tenuto presso la Fondazione Santa Lucia, accreditato ECM. Vorremmo tanto, con l aiuto di tutti i relatori di questo corso, raccogliere i diversi contributi scientifici in un libro, per trasformarlo in uno strumento di consultazione in cui ci sia almeno qualcuna delle risposte che Paola tanto cercava. La mia promessa a Paola è che ci sarà sempre un po di lei nel nostro lavoro, così che chi non ha avuto la gioia di conoscerla, possa comunque godere di una parte della sua umanità e delle sue conoscenze, che ha lasciato in tutti noi. Solo così Paola continuerà a vivere nelle cose in cui credeva. 8 logopædia :52 Pagina 9 A Paola Ho molto riflettuto su quale contributo scegliere fra quelli che ho pubblicato insieme a Paola e alla fine ho deciso non sulla base della rilevanza teorica o della diffusione sul piano applicativo, non ho scelto il mio preferito, né quello più bello, né quello più noto. Ho invece scelto, sulla base della nostra (di Paola e mia) storia comune, un capitolo che riflette al tempo stesso il nostro passato, il nostro presente e certamente il nostro futuro di ricerca. Ho deciso così perché so che a Paola piaceva pensare in avanti e le piaceva trascinarmi con calma e grande pazienza, ma inesorabilmente, verso nuove cose che io, senza di lei, non avrei potuto portare avanti. È nata e continuata con questo stile la nostra collaborazione sul lavoro che ha dato a entrambe molte soddisfazioni e visibilità a livello nazionale. Abbiamo lavorato tanto insieme nel progetto MacArthur, per la realizzazione del questionario Il primo vocabolario del bambino -PVB. Abbiamo iniziato intorno al 1982, mi sembra, con una versione assai preliminare, molto diversa da quella attuale e siamo poi andate avanti, in parallelo con il gruppo americano (per molto tempo coordinato da Liz Bates) fino ad arrivare alle schede attuali pubblicate nel 1995 insieme al manuale. Negli ultimi anni i nostri sforzi sono stati indirizzati su due fronti: la realizzazione delle forme brevi del questionario PVB (con quella relativa alla scheda Parole e Frasi abbiamo già raccolto dati su circa 600 bambini) e, sulla base dei dati normativi del PVB, la costruzione di una Prova Lessicale per bambini molto piccoli. Con Paola abbiamo discusso ogni scelta relativa agli items da includere nelle schede, una scelta che richiede decisioni di carattere teorico e precise assunzioni sullo sviluppo comunicativo e linguistico dei bambini. Analogamente, abbiamo scritto a quattro mani diversi articoli, portando ciascuna il proprio contributo di sapere e di pratica, condividendo la conoscenza e la passione per i bambini, nelle loro innumerevoli diversità. È stato fondamentale questo tipo di confronto tra noi, che partivamo da prospettive e background diversi ma complementari, quello della ricerca e quello della clinica. E questo ci ha ancora guidato nella costruzione della nuova Prova Lessicale, in cui è stato necessario agire secondo esigenze di tipo metodologico ma anche (e soprattutto) tenere in mente i bimbi (quelli con sviluppo tipico e quelli con difficoltà) che avrebbero giocato con le nostre fotografie. Abbiamo per questo scelto un materiale e una modalità di somministrazione che piacessero ai bambini, rispettassero i loro interessi e le loro capacità attentive e garantissero la relazione e la naturalezza dell interazione. Aspetti verso i quali Paola aveva una sensibilità speciale. I nuovi progetti intrapresi mi appaiono oggi ancora più impegnativi e sarà difficilissimo portarli avanti senza Paola. Una sfida che affronto quotidianamente con un grande senso di solitudine, nonostante i preziosi collaboratori che mi sono accanto. Paola non è mai stata solo una collega di lavoro, ma per me anche un amica e un insostituibile punto di riferimento. Temevo il suo giudizio severo, le sue osservazioni critiche, la sua ironia. Ero affascinata dalla sua serietà, dalla coerenza delle sue scel- 9 logopædia :52 Pagina 10 te, dalla sua generosità e bontà, troppo spesso solo intuite per quella sua grande riservatezza che non mi ha permesso di starle abbastanza vicino nei momenti più difficili. E di questo avrò sempre un rimpianto. Maria Cristina Caselli Roma 23 ottobre logopædia :52 Pagina 11 LOGOPaeDIA 2003; vol.2: pag La specificità logopedica: valutazione e bilancio Atti del V Convegno Nazionale della Federazione Logopedisti Italiani Padova, novembre 1998 EDIZIONI DEL CERRO 1999 DALLA DIAGNOSI ALLA VALUTAZIONE: IL QUESTIONARIO IL PRIMO VOCABOLARIO DEL BAMBINO-PVB. IN RAPPORTO AD ALTRI STRUMENTI PER UNA DIAGNOSI PRECOCE P. Casadio*, M.C. Caselli* * * Logopedista IRCCS, S. Lucia - Roma ** Ricercatore Istituto di Psicologia, CNR - Roma Con l intervento di oggi intendiamo focalizzare l attenzione su due aspetti della valutazione del disturbo comunicativo che reputiamo sostanzialmente interdipendenti: quello relativo all esigenza frequentemente espressa dagli operatori di conoscere e fruire di affidabili strumenti di valutazione del primo sviluppo comunicativo e linguistico; quello, altresì importante, di riflettere sulla necessità di condurre l osservazione del bambino, avvalendosi sì di diversi strumenti, sottesi però da una comune filosofia, attraverso cui poter costruire un profilo diagnostico del bambino armonico ed esaustivo. In relazione all obiettivo da osservare, l adeguatezza di uno strumento si valuta sul fatto che sia stato costruito su un modello teorico di sviluppo linguistico che abbia consentito previsioni e scelte metodologiche circa le strutture comunicative caratteristiche per una certa età. Inoltre, perché le prove siano interpretabili nel senso atteso, occorre che queste risultino adeguate al soggetto e non influenzate ad es. dalla scarsa comprensione delle consegne, da eccessiva complessità e così via. Nella scelta di una determinata prova, anche correttamente organizzata, occorre 11 logopædia :52 Pagina 12 tener presenti questi ed altri aspetti ancora. Si fa spesso riferimento ad un concetto di normalità dello sviluppo troppo astratto, che va invece definito e valutato con grande prudenza. Molte ricerche hanno messo in evidenza che riconoscere tendenze generali di comportamento non significa ancora descrivere il singolo bambino: l età evolutiva è infatti caratterizzata da una grande variabilità individuale e da rapidi cambiamenti nei processi di acquisizione (Bretherton, McNew, Snyder, Bates, 1983; Bates et al., 1988). Inoltre è opportuno ricordare come diversi contesti di osservazione e/o elicitazione, e quindi tipi di prove, facciano emergere competenze o livelli differenti della stessa capacità. In un medesimo bambino, ad esempio, possono evidenziarsi discrepanze nell uso delle flessioni verbali tra un compito di rievocazione spontanea di eventi, una descrizione libera di figure o una prova di ripetizione. Per questo l interpretazione dei risultati di ogni singola prova deve riferirsi alle tendenze normali, (fattore esterno ) e, contemporaneamente, alle prestazioni del bambino nei diversi contesti, liberi e/o strutturati. Presenteremo l applicazione pilota del prototipo di un test di comprensione lessicale per bambini a partire dal secondo anno di vita. Disporre di nuove prove e metodologie per studiare la comprensione in età precoci permette di operare in modo preventivo o impostare un intervento riabilitativo nei tempi e con le modalità più adeguati, quando ancora il processo di acquisizione del linguaggio è nel suo pieno svolgimento. Infatti, come sottolinea Bates: la maggior parte degli eventi di modellamento cerebrale hanno luogo entro un ristretto periodo di tempo, una finestra di opportunità che raggiunge il suo massimo fra 8 e 48 mesi, precisamente il periodo in cui il linguaggio è normalmente acquisito... (Bates, 1995). Studiare la comprensione nei prini anni di vita è inoltre cruciale alla luce dei risultati di alcune ricerche che hanno evidenziato come questa capacità possa funzionare da indice predittivo per la produzione lessicale nei periodi successivi (Bates et al. 1988; Thal et al., in stampa). Valutare il repertorio lessicale di un bambino in comprensione, anche prima che produca le prime parole, non è però semplice. In generale, per la rilevazione dei dati si utilizzano metodi osservativi o sperimentali (Taeschner, Volterra, 1986). Tra le tecniche osservative i questionari che chiedono ai genitori di fornire informazioni circa le abilità comunicativo-linguistiche dei loro figli (Camaioni et al. 1992; Caselli, Casadio 1995) e la cui attendibilità è stata accertata con indagini comparative (Dale et al. 1989; Camaioni et al. 1991). È però importante riflettere sul fatto che per un genitore valutare la comprensione non è cosa sempli
Similar documents
View more...
Search Related
We Need Your Support
Thank you for visiting our website and your interest in our free products and services. We are nonprofit website to share and download documents. To the running of this website, we need your help to support us.

Thanks to everyone for your continued support.

No, Thanks