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Manifesto Politico Friuli Venezia Giulia Pride. Pride Triveneto PDF

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Manifesto Politico Friuli Venezia Giulia Pride Pride Triveneto Cos è il Pride? Il 28 giugno 1969 è segnato nella storia dell umanità come l inizio simbolico del moderno movimento di liberazione
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Manifesto Politico Friuli Venezia Giulia Pride Pride Triveneto 2017 2 Cos è il Pride? Il 28 giugno 1969 è segnato nella storia dell umanità come l inizio simbolico del moderno movimento di liberazione lesbico, gay, bisessuale, transgender, queer, intersessuale e asessuale (da ora in poi LGBTQIA). La comunità LGBTQIA, stanca della violenza sistematica subita per secoli in silenzio, scende in strada per scontrarsi con la polizia di New York. La paura lascia il passo all orgoglio, all orgoglio di essere quello che siamo, all orgoglio di esserlo alla luce del sole e di lottare per i diritti propri e altrui. Quando parliamo di comunità LGBTQIA parliamo di persone lesbiche (donne che provano attrazione sessuale e romantica per altre donne), gay (uomini che provano attrazione sessuale e romantica per altri uomini), bisessuali (persone che provano attrazione sessuale e romantica per persone di due o più generi), transgender (persone che si riconoscono in un genere diverso da quello assegnato alla nascita), queer (persone il cui orientamento sessuale e/o identità di genere non rientra nelle categorie binarie create dalla cultura egemone), intersessuali (persone nate con caratteri sessuali che non rientrano nelle tipiche nozioni binarie del corpo maschile o femminile) e asessuali (persone che non provano attrazione sessuale né interesse per il sesso pur potendo provare attrazione intellettuale ed emotiva verso altre persone). Siamo cittadin* con gli stessi doveri di tutt* gl* altr* ma che a causa del pregiudizio sociale e politico nei confronti del nostro orientamento sessuale, identità di genere o sesso biologico non vedono riconosciute la stessa dignità, diritti e libertà, essendo bersaglio di discriminazioni a diversi livelli. Il Pride è un nostro diritto come cittadin*, ma è anche un nostro dovere nei confronti della nostra storia. La storia passata, commemorando e celebrando i moti di Stonewall e tutte le persone che con il loro orgoglio hanno portato al riconoscimento delle nostre identità e diritti e che, soprattutto, ci hanno insegnato la capacità di lottare e far sentire la nostra voce come comunità e come individui. La storia presente, vissuta preservando questa eredità, lottando per la conquista della piena parità di diritti e dignità di tutt* e festeggiando i traguardi già raggiunti. E la storia futura, in cui il nostro orgoglio avrà lasciato alle nostre spalle, come impronta per le prossime generazioni, una società più equa e libera per tutt*. Il Pride però non è soltanto una manifestazione della comunità LGBTQIA ma, per fortuna, le nostre istanze sono sempre di più una rivendicazione trasversale. Il Pride è una mobilitazione che coinvolge necessariamente tutte le componenti individuali e collettive della società civile nella rivendicazione e celebrazione pacifica dei valori universali di Uguaglianza e Libertà, che discendono dalla Rivoluzione Francese e dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e che sono alla base dell Articolo 3 della Costituzione Italiana. È per questo motivo che ci riconosciamo nei principi del femminismo per la parità e l autodeterminazione delle donne, nella lotta contro il razzismo e ogni forma di fascismo e totalitarismo. Siamo a fianco di ogni persona o comunità che subisce il pregiudizio e la discriminazione e i cui diritti e dignità non vengono riconosciuti. Siamo tutt* divers* ma i nostri diritti devono essere riconosciuti al pari dei nostri doveri. Questo è il Pride: la celebrazione della diversità e la rivendicazione della parità di e per tutte le persone, nello spirito di Stonewall. 3 Perché il Pride in Friuli Venezia Giulia? L Italia si trova in coda, in ambito europeo, in materia di rispetto dei diritti umani a causa della discriminazione verso i cittadini LGBTQIA, essendo uno dei pochi Stati europei rimasti che non prevede ancora un aggravante per i reati fondati sull omo-bi-transfobia. Anche se l Italia dopo tanti anni di lotta ha incominciato ad adeguarsi agli standard europei, è ancora molto lontana dalla piena parità prevista dall Articolo 3 della Costituzione. L approvazione della legge n. 76/2016, cosiddetta Cirinnà, ha rappresentato un importante passo avanti nella tutela dei cittadini LGBTQIA, ma la stessa legge, creando un nuovo istituto giuridico dedicato esclusivamente alle coppie di persone dello stesso sesso, sconfessa proprio gli ideali di parità fra tutt* i cittadin*. Alcuni vuoti legislativi riguardanti i diritti mancanti sono stati colmati dalla giustizia attraverso sentenze in tribunale, per esempio su tematiche legate al riconoscimento di diritti di custodia per i genitori non biologici in famiglie omogenitoriali o in tema di diritto all autodeterminazione per il riconoscimento del genere legale senza l adeguamento chirurgico delle persone transgender. Nonostante ciò, la mancanza di parità per le coppie dello stesso sesso, di tutela per le famiglie omogenitoriali e di riconoscimento dell autodeterminazione per le persone transgender continuano ad essere una realtà per migliaia di persone in questo Paese. Infatti questi diritti non sono garantiti dallo Stato, che pure ha la responsabilità di rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all organizzazione politica, economica e sociale del Paese. Questo contesto di cambiamento progressivo si è visto riflesso nella nostra Regione. Il Friuli Venezia Giulia ha fatto grandi passi avanti nella tutela de* cittadin* LGBTQIA negli ultimi anni. Dalla trascrizione dei matrimoni contratti all estero nei comuni dei quattro capoluoghi, al progetto A Scuola per Conoscerci di Arcigay e ArciLesbica sostenuto dal 2009 da diverse istituzioni fino a diventare progetto speciale della Regione Friuli Venezia Giulia nel 2014 e premiato dal Presidente della Repubblica Italiana, passando per le numerose campagne contro l omobi-transfobia per abbattere le barriere ed i pregiudizi che ancora pesano su* cittadin* LGBTQIA, supportate da diverse istituzioni. In questo clima di positiva evoluzione però, soprattutto negli ultimi anni, parte della politica locale e della società hanno messo a rischio questo progresso opponendosi all educazione alle diversità, negando l esistenza dell omo-bi-transfobia e facendo uso di concetti privi di ogni fondamento scientifico per sostenere posizioni in realtà fondate sul pregiudizio. Nelle passate elezioni amministrative i passi avanti fatti nel riconoscimento delle pari dignità e diritti delle persone LGBTQIA sono stati al centro delle campagne elettorali e del dibattito pubblico. Mentre certe amministrazioni locali hanno continuato a puntare sulla strada della parità, altre si impegnano ancora oggi attivamente nell ostacolare il compimento dei pochi traguardi raggiunti. Una situazione questa non unicamente rappresentativa del Friuli Venezia Giulia, ma condivisa con il Trentino Alto Adige - Sudtirol e il Veneto, motivo che ci ha sempre spinto a superare le barriere regionali per creare una comunità senza confini. 4 Per altri versi, la particolarità del Friuli Venezia Giulia come regione di confine palesa la paradossale situazione del riconoscimento dei diritti LGBTQIA in Europa. È quanto meno sorprendente pensare che a pochi chilometri di distanza dalla nostra regione * cittadin* LGBTQIA europe* abbiano diritti e tutele diverse a seconda dello Stato di appartenenza. Mentre per una coppia omosessuale austriaca è possibile adottare, in Italia ci ritroviamo senza la possibilità di adottare nemmeno i figli* del* nostr* partner. Mentre in Slovenia nel compimento di un reato l omofobia viene considerata un aggravante alla stessa stregua delle motivazioni razziali, etniche, religiose..., in Italia ci ritroviamo ancora a dover subire discorsi di incitamento all odio (hate speech) da parte di personaggi pubblici, e non, che forti della libertà di manifestare la propria opinione, denigrano impunemente la nostra dignità. Questo scenario apre un interessante prospettiva di dibattito ed è per questo che abbiamo voluto coinvolgere in questa manifestazione anche altre realtà estere come la Slovenia, in un tentativo di creare un dialogo aperto con * nostr* vicin* e ampliare così la visione sulle questioni LGBTQIA in Italia. FVG Pride nasce dalla volontà delle associazioni LGBTQIA (Arcigay Friuli, Arcigay Arcobaleno Trieste e Gorizia, ArciLesbica Udine, La Fenice FVG e l Associazione Universitaria Iris) che lavorano sul territorio con l obiettivo di rappresentare una grande mobilitazione civile in risposta a questo contesto per sconfiggere le resistenze che tentano di allontanarci dalla parità e allo stesso tempo promuovere una cultura di inclusione sociale nella quale le diversità siano riconosciute e tutelate come un importante valore che arricchisce tutta la società. Per raggiungere questo obiettivo FVG Pride chiede l impegno nelle seguenti aree tematiche: POLITICHE NAZIONALI POLITICHE REGIONALI SALUTE E PREVENZIONE SOCIALE ISTRUZIONE 5 POLITICHE NAZIONALI MATRIMONIO EGUALITARIO Che lo Stato italiano introduca una legge che estenda il matrimonio civile anche alle coppie dello stesso sesso. ADOZIONE Che lo Stato italiano garantisca l adozione di minori anche da parte di persone singole e di coppie dello stesso sesso. Che lo Stato italiano altresì riconosca legalmente la figura del cogenitore, attraverso l adozione interna alle coppie di persone dello stesso sesso. LEGGE CONTRO L OMO-BI-TRANSFOBIA Che lo Stato italiano riconosca un aggravante per i reati fondati sull omo-bi-transfobia, e che l incitamento all odio contro le persone LGBTQIA sia perseguito e punito al pari dell odio razziale. AUTODETERMINAZIONE DELLE PERSONE TRANSGENDER E INTERSESSUALI Che lo Stato promuova il riconoscimento del diritto di autodeterminazione delle persone transgender e intersessuali, slegando l aggiornamento dei dati anagrafici dalla decisione di sottoporsi ad interventi chirurgici demolitivi-ricostruttivi, agevolando sia chi intende comunque sottoporvisi che chi non volesse o potesse subirli. Che lo Stato preveda anche la possibilità di specificare un genere non binario. RISPETTO DELLA LAICITÀ DELLO STATO Che lo Stato italiano garantisca la laicità affinché nessuna confessione religiosa possa imporre un modello comportamentale che giustifichi pratiche sociali discriminatorie. APPLICAZIONE DELLA LEGGE N. 76/2016 Che tutte le amministrazioni comunali rispettino la legge sulla regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze attenendosi specialmente al comma 20 che garantisce le stesse dignità tra unioni civili e matrimoni. TRASCRIZIONE MATRIMONI CONTRATTI ALL ESTERO Che i matrimoni contratti all estero siano trascritti come tali (e non trasformati in Unione Civile) nello Stato Civile dei nostri Comuni, riconoscendoli pertanto come primo passo verso l accesso egualitario all istituto del matrimonio anche nel nostro Paese. PREVENZIONE DELLA DISCRIMINAZIONE Che ai dipendenti pubblici sia offerta la formazione necessaria per trattare con rispetto e professionalità * cittadin* LGBTQIA, col fine di prevenire trattamenti discriminatori nelle Pubbliche Amministrazioni. REGOLAMENTAZIONE DELLA PROSTITUZIONE Basandoci sul principio di autodeterminazione delle persone, chiediamo che lo Stato italiano depenalizzi la prostituzione e regolamenti il lavoro sessuale al fine di tutelare la situazione lavorativa de* sex-worker garantendo così i loro diritti e la loro dignità in quanto lavorat*ri*. 6 POLITICHE regionali RETE RE.A.DY Che la Regione Friuli Venezia Giulia, così come i comuni che ancora non sono iscritti, aderiscano alla Rete RE.A.DY per lo scambio di buone pratiche nella lotta alle discriminazioni. GARANZIA DEI DIRITTI LGBTQIA IN AMBITO PENITENZIARIO Che si garantisca il benessere psico-fisico anche de* carcerat* LGBTQIA favorendo iniziative di informazione e sensibilizzazione per dipendenti e carcerat* per prevenire situazioni discriminatorie, attivando campagne informative sulle MST e applicando piani attuativi di prevenzione della violenza con radice omo-bi-transfobica. ABROGAZIONE DELLA MOZIONE N 270/2014 SULLA FAMIGLIA NATURALE Che il Consiglio Regionale del Veneto abroghi la mozione n 270/2014, che sotto il pretesto di una difesa della cosiddetta famiglia naturale nasconde un pronunciamento discriminatorio contro tutte le altre forme di famiglia che già esistono. ABROGAZIONE DELLA MOZIONE N 13/2015 SULLE IDEOLOGIE DESTABILIZZANTI PER LO SVILUPPO DE* STUDENT* Che il Consiglio Regionale del Veneto abroghi altresì la mozione n 13/2015 che, nel timore che si diffonda un ideologia, che non ha fondamento scientifico alcuno, chiede alle Scuole di svolgere azioni che sono già di loro competenza. PROMOZIONE DELLA CULTURA DELLE DIFFERENZE IN VENETO Che il Consiglio Regionale del Veneto applichi la mozione n 4/2010 volta alla promozione di iniziative destinate a sensibilizzare l opinione pubblica verso la cultura delle differenze, la prevenzione e la condanna degli atteggiamenti e dei comportamenti di natura omo-bi-transfobica, nonché a sostenere progetti per lo sviluppo di iniziative dedicate alla lotta alla discriminazione per orientamento sessuale e identità di genere, e che si faccia portavoce presso il Parlamento Italiano per l approvazione di leggi che tutelino e legittimino le persone LGBTQIA. ESTENSIONE DELLA DOPPIA PREFERENZA DI GENERE AL TRENTINO ALTO ADIGE - SUDTIROL Che nella Provincia Autonoma di Trento e nella regione Trentino Alto Adige - Sudtirol venga approvata una legge sulla doppia preferenza di genere nelle elezione amministrative come già avviene in tutto il resto del Paese. 7 salute e prevenzione CENTRO MST/IST DI RIFERIMENTO REGIONALE Che si crei un coordinamento regionale dei reparti MST/IST con il fine di offrire un servizio più efficiente e realizzare la prevenzione in modo strategico; che la Regione Friuli Venezia Giulia conceda al Centro di Malattie Sessualmente Trasmissibili di Gorizia il riconoscimento come Centro di Riferimento Regionale data la sua eccellenza e l esperienza maturata nel trattamento e prevenzione delle infezioni sessualmente trasmissibili. CAMPAGNE DI PREVENZIONE IST Che siano create, attivate e coordinate nuove campagne pubbliche di informazione sulle infezioni da HIV e sulle infezioni a trasmissione sessuale in generale e che sia promosso a larga scala il preservativo come strumento di prevenzione contro le IST; che si organizzino iniziative di informazione e sensibilizzazione rivolte al personale medico e paramedico sul rapporto medico-paziente, qualora si trovassero davanti persone LGBTQIA. AMPLIAMENTO DEI SERVIZI DI PREVENZIONE IST Che sia esteso il regime di anonimato e gratuità dei test per le IST più comuni come gonorrea, epatiti e sifilide, che il servizio sia offerto con maggiore visibilità; che sia promosso il test rapido per HIV, attraverso iniziative di informazione, prevenzione, e sia offerto attivamente il test HIV community-based in luoghi non convenzionali in ottica CBVCT (Community-Based Voluntary Counselling and Testing) e secondo il protocollo HIV COBATEST a popolazioni maggiormente esposte all HIV (MSM - Maschi che fanno sesso con Maschi, IDU - chi usa droghe iniettabili e Migranti). Inoltre si chiede l ampliamento della gratuità del vaccino dell HPV. PROIBIZIONE DELLE TERAPIE RIPARATIVE Che vengano vietate ufficialmente le cosiddette terapie di conversione o riparative che pretendono di correggere nelle persone LGBTQIA la differenza dalla norma cis-eterosessuale. DEPATOLOGIZZAZIONE DELLA TRANSESSUALITÀ Che sia portata a compimento la depatologizzazione della transessualità. DEPATOLOGIZZAZIONE DELL INTERSESSUALITÀ Che lo Stato italiano depatologizzi le varianti di caratteristiche sessuali all interno di linee guida mediche e protocolli. Che lo Stato italiano altresì combatta le medicalizzazioni volte a normalizzare come la chirurgia genitale o altri trattamenti psicologici, favorendo così l autodeterminazione delle persone intersessuali. INTERVENTI SULL INTERSESSUALITÀ Che siano proibiti gli interventi chirurgici e farmacologici di riassegnazione di genere su persone nate con caratteri sessuali che non rientrano nelle tipiche nozioni binarie del corpo maschile o femminile, effettuati senza il previo consenso della persona interessata o su persone minori. 8 salute e prevenzione GARANZIA DI INTERRUZIONE DI GRAVIDANZA E CURE RIPRODUTTIVE Che siano potenziati i consultori del territorio per garantire l accesso alle cure e all interruzione di gravidanza, assicurando quella libertà di scelta che negli ultimi anni è costantemente ostacolata dall altissima percentuale di medici obiettori. MODIFICA LEGGE N. 40/2004 Che sia modificata la legge n. 40/2004 allo scopo di consentire l accesso alla procreazione medicalmente assistita a single e coppie, anche dello stesso sesso. LEGGE SUL FINE VITA Basandoci sul principio di autodeterminazione, chiediamo che lo Stato italiano approvi una legge sul fine vita che riconosca il diritto de* cittadin* alla libera scelta e allo Stato il dovere di farsi carico di situazioni cliniche eccezionali per porre fine ad agonie prolungate. GARANZIA DI SERVIZIO PER IL CENTRO MST/IST DI TRENTO Che il Centro MST/IST di Trento, unico riferimento provinciale, continui a garantire i servizi ad oggi in essere senza la paventata riduzione di attività, data l importanza che il Centro stesso riveste nella salute sessuale della popolazione trentina. 9 sociale GARANZIE PER I RICHIEDENTI ASILO POLITICO Che si garantisca l erogazione sul territorio dei servizi speciali di accoglienza per i richiedenti la protezione internazionale portatori di esigenze particolari, previsti dall art. 17 del D.lgsv 142/2015 (attuazione della direttiva 2013/33/UE recante norme relative all accoglienza de* richiedent* protezione internazionale, nonché della direttiva 2013/32/UE, recante procedure comuni ai fini del riconoscimento e della revoca dello status di protezione internazionale), anche per le persone LGBTQIA perseguitate nel loro paese d origine a causa del loro orientamento sessuale o della loro identità di genere. GARANZIA DI DIRITTI PER LE PERSONE ANZIANE LGBTQIA Che siano avviate all interno delle case di cura o strutture protette per anzian* campagne d informazione e formazione mirate alle problematiche della terza età LGBTQIA, allo scopo di prevenire situazioni di discriminazione. GARANZIA DI DIRITTI PER LE PERSONE LGBTQIA DIVERSAMENTE ABILI Che sia garantita l educazione all affettività all interno di centri e strutture protette anche per persone LGBTQIA diversamente abili e siano avviate campagne d informazione e formazione mirate a prevenire situazioni di discriminazione, sia all interno di dette strutture, sia più ampiamente nella società. RIFUGIO LGBTQIA Che si crei in Regione una casa di accoglienza temporanea per persone LGBTQIA vittime di maltrattamenti in famiglia. istruzione FORMAZIONE SCOLASTICA Che nei piani dell offerta formativa delle scuole pubbliche sia garantita una vera educazione all affettività e alla sessualità, così come alle differenze, attuata di concerto con i soggetti competenti, adeguata all età de*l* studenti, che coinvolga anche le famiglie, improntata sui principi democratici del rispetto e dell accoglienza di ogni diversità. PREVENZIONE DELLA DISCRIMINAZIONE IN AMBITO SCOLASTICO Che il personale delle scuole pubbliche accolga e valorizzi tutte le esperienze familiari di provenienza degl* alunn* e che al corpo docente e amministrativo delle scuole sia offerta la formazione necessaria per trattare con rispetto l* studenti LGBTQIA. 10 Siamo certi che la regione Friuli Venezia Giulia, avendo in tante occasioni dimostrato grande rispetto e sensibilità nei confronti delle differenze e delle rivendicazioni della comunità LGBTQIA, sia pronta ad accogliere e ospitare FVG Pride, Pride del Triveneto Crediamo che le istituzioni e i suoi r
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