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PRIMO RAPPORTO ITALIANO DI REFERENZIAZIONE DELLE QUALIFICAZIONI AL QUADRO EUROPEO EQF

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PRIMO RAPPORTO ITALIANO DI REFERENZIAZIONE DELLE QUALIFICAZIONI AL QUADRO EUROPEO EQF Giugno SOMMARIO Il processo europeo per la trasparenza e l EQF 3 Guida alla lettura del Rapporto Errore. Il
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PRIMO RAPPORTO ITALIANO DI REFERENZIAZIONE DELLE QUALIFICAZIONI AL QUADRO EUROPEO EQF Giugno SOMMARIO Il processo europeo per la trasparenza e l EQF 3 Guida alla lettura del Rapporto Errore. Il segnalibro non è definito. Sezione 1 IL SISTEMA DELL APPRENDIMENTO PERMANENTE 9 1. IL SISTEMA DI ISTRUZIONE E FORMAZIONE Il governo del sistema di istruzione e formazione Il sistema di istruzione e formazione Il primo ciclo di istruzione L obbligo di istruzione e il diritto-dovere all istruzione e formazione Il secondo ciclo: l istruzione secondaria superiore Il secondo ciclo: il sistema dell'istruzione e formazione professionale L istruzione e formazione tecnica superiore L istruzione superiore La formazione professionale iniziale: post-qualifica, post-diploma, post-laurea L apprendistato IL sistema di istruzione degli adulti La formazione continua L offerta privata di formazione 36 FOCUS: La validazione degli apprendimenti non formali e informali: stato dell arte IL sistema delle professioni LE professioni regolamentate LE professioni non regolamentate 48 Sezione 2 - QUALIFICAZIONI RILASCIATE NEL SISTEMA ITALIANO 51 QUALIFICAZIONI RILASCIATE DA AUTORITÀ COMPETENTI PUBBLICHE Titoli acquisibili attraverso i percorsi del I e II ciclo di istruzione Qualifiche, diplomi, certificati dell istruzione e formazione professionale (IeFP) Titoli rilasciati nell Istruzione e Formazione Tecnica Superiore Titoli acquisibili attraverso i percorsi di istruzione superiore universitaria Titoli rilasciati nel Sistema dell Istruzione Superiore non Universitaria: AFAM e altri Istituti Qualifiche, diplomi, certificati della formazione professionale Titoli, qualifiche e certificazioni in apprendistato Le qualificazioni rilasciate nel sistema delle professioni Le abilitazioni per le professioni regolamentate e le autorità competenti Qualificazioni rilasciate da soggetti privati 68 Sezione 3 - REFERENZIAZIONE ALL EQF DELLE QUALIFICAZIONI RILASCIATE NEL SISTEMA ITALIANO Rispondenza della referenziazione ai 10 criteri europei Quadro sinottico di referenziazione delle qualificazioni pubbliche nazionali Applicazione dell impianto di referenziazione: Qualifiche di operatore professionale e Diplomi professionali Applicazione dell impianto di referenziazione: Diplomi di Istruzione Secondaria Superiore Applicazione dell impianto di referenziazione: qualificazioni IFTS ed ITS Applicazione dell impianto di referenziazione: Titoli accademici e non accademici (6 7 8) 1101 SEZIONE 4 ALLEGATI 109 ANNEX 1 SCHEDE ESEMPLIFICATIVE QUALIFICAZIONI 111 ANNEX 2 - RACCOMANDAZIONE 2008/C 111/01/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 23 aprile IL PROCESSO EUROPEO PER LA TRASPARENZA E L EQF L istituzione dell European Qualification Framework (EQF), con Raccomandazione del 23 aprile 2008, rappresenta un passaggio decisivo all interno di un complesso processo, di cui il Consiglio europeo di Lisbona del marzo 2000 rappresenta sostanzialmente e anche simbolicamente il punto di avvio. Sulla base della comune esigenza di far fronte a problematiche nuove, derivanti da rapidi cambiamenti economici, sociali, tecnologici e dal continuo bisogno di rinnovamento delle competenze dei cittadini lavoratori, i Paesi europei decidono di puntare insieme sullo sviluppo dei propri sistemi di istruzione e formazione per accrescere il livello di competitività dell Europa. Con Lisbona si apre una prospettiva di stretta cooperazione in materia di istruzione e formazione professionale fra gli Stati membri. La dialettica fra Paesi fa emergere un panorama complesso e multiforme, caratterizzato da significative differenze: la realtà europea, dal punto di vista delle opportunità di istruzione, formazione e lavoro, è ancora solo virtualmente fruibile in senso globale, a causa della mancanza di trasparenza di titoli e qualifiche e della carenza di disposizioni che permettano ai cittadini di trasferire le proprie competenze da un sistema all altro. Per far fronte a questa situazione e con l idea guida di realizzare uno spazio europeo dell'apprendimento permanente (lifelong learning), le linee di principio definite a Lisbona vengono progressivamente tradotte in obiettivi concreti: incoraggiare la mobilità e l apprendimento permanente attraverso la messa in trasparenza di titoli, qualifiche e competenze; migliorare la qualità dei sistemi di istruzione e formazione professionale; favorire l accesso personalizzato di tutti i cittadini ai percorsi di istruzione e formazione superiore attraverso il riconoscimento e la validazione dell'apprendimento non formale e informale; facilitare il trasferimento dei risultati dell apprendimento da un sistema all altro; definire un codice di riferimento comune per i sistemi di istruzione e formazione basato sui risultati dell apprendimento. Per realizzare l obiettivo trasparenza si delinea la prospettiva di un quadro unico per la trasparenza di titoli, qualifiche e competenze. La concretizzazione di questo processo è la Decisione n. 2241/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, con la quale viene istituito il Quadro unico europeo per la trasparenza delle qualifiche e delle competenze Europass. Dal 2005 ad oggi, i Paesi che hanno adottato la Decisione, stanno operando nell ambito dei propri Centri Nazionali Europass per la promozione dei documenti di trasparenza contenuti nel Portafoglio (Europass) e a supporto delle istituzioni e degli utenti ai fini dei rilascio dei documenti stessi. In funzione dell obiettivo qualità, con il Documento del Consiglio dell'unione europea del maggio 2004, gli Stati membri e la Commissione vengono invitati a promuovere un quadro comune di garanzia della qualità in tema di istruzione e formazione. Segue negli anni un articolato processo di lavoro, tutt ora in corso, che ha due tappe fondamentali, dapprima nella Proposta di Raccomandazione per la garanzia della qualità nell istruzione e formazione professionale dell aprile 2008 e di seguito nella Raccomandazione del giugno 2009, che impegna gli Stati membri a dotarsi di un Piano Nazionale per la garanzia di qualità dell istruzione e formazione professionale costruito a partire dal Quadro di riferimento europeo. 3 In funzione dell obiettivo riconoscimento e validazione dell apprendimento non formale e informale, nel maggio 2004 vengono definiti i Principi comuni europei concernenti l individuazione e la convalida dell apprendimento non formale e informale. Per favorire la progressiva convergenza di approcci e metodologie, negli anni a seguire la Commissione europea e il Cedefop hanno lavorato dapprima alla elaborazione e poi al costante aggiornamento dell European Inventory on Validation of non-formal and informal learning, strumento che raccoglie, illustra e mette in condivisione i diversi sistemi, processi, dispositivi e approcci alla convalida degli apprendimenti non formali e informali in uso nei diversi contesti europei. Lo scambio sistematico di informazioni realizzato tramite l Inventory, ha poi portato alla redazione, nel 2009, da parte del Cedefop, delle European guidelines for validating non formal and informal learning. Tali Linee Guida stanno fornendo un punto di riferimento per lo sviluppo di metodi e sistemi di validazione degli apprendimenti non formali e informali nei diversi Stati membri. Per la definizione di un approccio comune per il trasferimento dei risultati dell apprendimento si comincia a lavorare dal 2002, con la prima Proposta della Commissione europea su un sistema di trasferimento di crediti per l'istruzione e la formazione professionale (ECVET). L ECVET, ispirato all impianto ECTS (European credit transfer system) già in uso in ambito accademico (HE), deve consentire il trasferimento e la capitalizzazione dei risultati dell apprendimento in caso di transizione da un contesto di apprendimento ad un altro o di passaggi fra sistemi VET diversi. Il processo di costruzione del sistema ECVET si consolida con la Raccomandazione del 18 giugno Dal 2009, con modalità diversificate tra Paesi, si sta operando per l implementazione del Sistema ECVET, sia sul fronte della mobilità geografica degli studenti, sia sul fronte del riconoscimento di competenze (attraverso la struttura tecnica dell Unità di LOs) dei lavoratori. In vista dell obiettivo di realizzare un codice di riferimento comune per i sistemi di istruzione e formazione, obiettivo ampio e inclusivo di tutti gli altri finora descritti, viene istituito il Quadro europeo EQF (Raccomandazione 2008). E già nel marzo 2005 che viene promossa e poi avviata una consultazione tra gli Stati membri, per valutare la prospettiva di istituzione del Quadro europeo EQF e riflettere sul possibile impatto sui vari sistemi nazionali di una meta-struttura di referenziazione delle diverse qualification nazionali. Sulla base delle conclusioni del processo di consultazione, il 5 settembre 2006 è stata poi presentata dalla Commissione una Proposta di Raccomandazione sulla realizzazione dell EQF, per poi arrivare alla definitiva Raccomandazione dell aprile EQF, coerentemente con l EHEA Framework of qualifications of the European Higher Education (adottato a Bergen nel maggio del 2005 nel solo contesto dell Istruzione superiore) è la risposta, traversale a tutti i sistemi, messa a punto in Europa per: semplificare la comunicazione fra gli attori coinvolti nei processi di istruzione e formazione dei diversi Paesi e all interno di ciascun Paese; permettere la traduzione, il posizionamento e il confronto tra differenti esiti dell apprendimento, consentendo il trasferimento e la spendibilità di titoli, qualifiche e competenze anche al di fuori del Paese in cui sono stati conseguiti; facilitare il matching tra i bisogni espressi dal mercato del lavoro e le opportunità di istruzione e formazione offerte nei diversi Paesi; sostenere i processi di validazione dell apprendimento non formale e informale; fungere da riferimento comune per la qualità e lo sviluppo di istruzione e formazione; 4 contribuire allo sviluppo di qualifiche a livello settoriale; stimolare e guidare riforme e sviluppo di nuove strutture nazionali di qualificazione. Con una meta-struttura (meta-framework) come quella EQF si vuole realizzare un azione di facilitazione che si possa esprimere verso diverse categorie di beneficiari: verso le Istituzioni dei diversi Paesi europei, consentendo una maggiore possibilità di comunicazione e rendendo maggiormente permeabili i sistemi di istruzione e formazione; verso gli studenti e i cittadini in generale, garantendo un maggior livello di portabilità dei propri titoli, qualifiche e competenze, in funzione di una più ampia possibilità di vagliare le proposte di istruzione e formazione e le opportunità lavorative dei diversi Paesi europei; verso le imprese, rendendo più dinamico il mercato del lavoro e facilitando la costituzione di una forza lavoro europea mobile e flessibile. La Raccomandazione EQF enuclea i diversi campi di intervento in cui viene richiesto il coinvolgimento attivo degli Stati membri. Nello specifico ai Paesi si chiede di: usare l EQF come strumento di riferimento per confrontare i livelli delle qualificazioni come insieme di attestati di qualifica, diplomi, ecc.) rilasciate nei diversi sistemi nazionali, promuovere l'apprendimento permanente e le pari opportunità nella società basata sulla conoscenza, nonché consentire l'ulteriore integrazione del mercato del lavoro europeo nel rispetto della ricca diversità fra sistemi; rapportare i sistemi nazionali delle qualificazioni all EQF, sviluppando ove opportuno, quadri nazionali delle qualificazioni, conformemente alla legislazione e alle prassi nazionali; adottare misure, se del caso, affinché entro il 2012 tutti i nuovi certificati e i documenti Europass rilasciati dalle autorità competenti contengano un chiaro riferimento, in base ai sistemi nazionali delle qualificazioni, all'appropriato livello EQF; adottare un approccio basato sui risultati dell'apprendimento nel definire e descrivere le qualificazioni e promuovere la convalida dell'apprendimento non formale e informale, secondo i principi europei comuni concordati nelle conclusioni del Consiglio del 28 maggio 2004, prestando particolare attenzione ai cittadini più esposti alla disoccupazione o a forme di occupazione precarie, per i quali tale approccio potrebbe contribuire ad aumentare la partecipazione all'apprendimento permanente e l'accesso al mercato del lavoro; promuovere e applicare i principi di garanzia della qualità nell'istruzione e nella formazione al momento di correlare le qualificazioni relative all'istruzione superiore e all'istruzione e formazione professionale previste nei sistemi nazionali delle qualificazioni all EQF; designare punti nazionali di coordinamento, collegati alle strutture e alle condizioni specifiche degli Stati membri, che sostengano e, unitamente ad altre autorità nazionali competenti, orientino la correlazione tra sistemi nazionali delle qualificazioni e il Quadro europeo EQF, per promuovere la qualità e la trasparenza di tale correlazione. 5 In particolare, sulla base di quanto indicato nella Raccomandazione, i punti nazionali di coordinamento devono svolgere le seguenti funzioni: correlare i livelli delle qualificazioni previsti dai sistemi nazionali a quelli del Quadro europeo EQF; assicurare che il metodo usato per correlare i livelli delle qualificazioni nazionali al Quadro europeo EQF sia trasparente, onde facilitare i raffronti, da un lato, e assicurare che le decisioni che ne derivano vengano pubblicate, dall'altro; fornire alle parti interessate accesso alle informazioni e orientamenti sul collegamento stabilito tra le qualificazioni nazionali e il Quadro europeo EQF attraverso i sistemi nazionali delle qualificazioni; promuovere la partecipazione di tutte le parti interessate, compresi, conformemente alla legislazione e alle prassi nazionali, gli istituti di istruzione superiore, gli istituti di istruzione e formazione professionale, le parti sociali, i settori e gli esperti in materia di comparazione e uso delle qualificazioni a livello europeo. Da un punto di vista tecnico l EQF è una griglia di referenziazione, funzionale a mettere in relazione e posizionare le diverse qualification rilasciate nei Paesi membri; il confronto si basa su livelli comuni di riferimento, correlati a learning outcomes (risultati dell apprendimento) e collocati in una struttura ad otto livelli. La struttura a livelli permette di articolare secondo un ordine crescente - dalla minima alla massima complessità - i risultati dell apprendimento raggiungibili nell arco di vita, attraverso percorsi non solo formali, ma anche non formali e informali. Successivamente alla Raccomandazione 2008, nell ambito dell EQF Advisory Group è stato elaborato il documento Criteria and procedures for referencing National qualifications levels to the EQF, nel quale sono declinati in 10 punti i criteri e le procedure che tutti i Paesi aderenti al processo EQF stanno utilizzando a riferimento del proprio percorso di referenziazione. Tali criteri, sono analizzati e argomentati, con riferimento al processo italiano di referenziazione, nella sezione 3 del presente Rapporto. 6 GUIDA ALLA LETTURA DEL RAPPORTO Il Rapporto di Referenziazione ad EQF dell Italia nasce in risposta a quanto richiesto dalla Raccomandazione del 23 aprile 2008 della Commissione Europea. Il gruppo tecnico che ha guidato il processo di referenziazione e curato la redazione del Rapporto è composto da rappresentanti del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, del Ministero dell Istruzione, Università e Ricerca, del Dipartimento delle Politiche Europee e dall Isfol, all interno del quale opera il Punto Nazionale di Coordinamento. Il Rapporto è anche il frutto di un confronto con le Regioni, attraverso il loro Coordinamento Tecnico, e con le Parti Sociali. In particolare con le Regioni sono stati condivisi i criteri di selezione delle tipologie di qualificazioni attualmente referenziate e delineate le prospettive di futura inclusione di quanto non ancora incluso nel Quadro di correlazione ad EQF. Il presente Rapporto è quindi da considerarsi un lavoro in progress, anche alla luce delle innovazioni contenute nel disegno di riforma del mercato del lavoro 1, in cui si prevede l istituzione di un sistema pubblico nazionale di certificazione delle competenze, basato su un repertorio nazionale dei titoli di istruzione e formazione e delle qualifiche professionali, nonché la definizione di norme generali per l individuazione e validazione delle competenze acquisite in contesti di apprendimento non formali e informali. Il processo di referenziazione delle qualificazioni italiane all EQF si è articolato nelle seguenti fasi: - una prima fase di analisi dell esistente, in cui si sono stati considerati e analizzati tutti i sistemi e i sottosistemi educativi, formativi e professionali che prevedono il rilascio di titoli, qualifiche, certificazioni, abilitazioni da parte di un autorità competente. Non sono stati invece considerati i sistemi di codifica e le classificazioni del lavoro e delle professioni ove questi non avessero prodotto certificazioni rilasciate da autorità competenti; - una seconda fase in cui è stata effettuata la mappatura delle qualificazioni rilasciate nell ambito di ciascuno dei sub-sistemi precedentemente analizzati; - una terza fase di selezione delle qualificazioni e referenziazione ai livelli EQF, a seguito dell analisi dei criteri dati per la referenziazione a livello europeo e della definizione delle scelte metodologiche e procedurali da parte del gruppo tecnico. Da questo percorso è scaturita la struttura conica del Rapporto, tale che, a partire da una rappresentazione completa del sistema nazionale (e di tutti i sub-sistemi) di istruzione e formazione (Sezione 1), si è andati a convergere sulle singole tipologie di qualificazioni rilasciate (Sezione 2) fino ad un focus ancora più mirato sugli oggetti ad oggi referenziati ad EQF (Sezione 3). 1 Disegno di Legge 3249 Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in un prospettiva di crescita, Capo VII sull apprendimento permanente, presentato dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali, attualmente in discussione alla Camera dei Deputati 7 Il Rapporto consta, quindi, di tre sezioni speculari alle fasi del processo. Struttura conica del Rapporto Sezione 1 Descrizione generale dei diversi sistemi e sottosistemi educativi, formativi e professionali Sezione 2 Mappatura delle qualificazioni rilasciate nei sistemi e sottosistemi analizzati nella sez. 1 Sezione 3 Quadro di referenziazione con l analisi dei criteri europei e le scelte metodologiche e procedurali adottate In riferimento ai contenuti delle tre sezioni del Rapporto, è utile precisare le ragioni di due scelte operate dal gruppo tecnico. La prima riguarda la presenza di uno spazio di approfondimento e rappresentazione del Sistema delle Professioni, nell ambito della Sezione 1, e poi della descrizione delle relative qualificazioni nella Sezione 2. Questa scelta è stata adottata al fine di supportare, fin da ora, il processo di armonizzazione in corso a livello europeo tra la Direttiva 2005/36/CE, che regola il riconoscimento delle qualifiche professionali tra i paesi, e i principi regolatori del Quadro EQF. La referenziazione delle abilitazioni e dei titoli professionali non è stata rappresentata nel Quadro di Referenziazione (Sezione 3) in quanto il processo, avviato con le autorità competenti, è ancora in corso. La seconda scelta riguarda l inserimento, nell ambito della Sezione 1, di un Focus sulle buone pratiche di validazione degli apprendimenti non formali e informali. Nell ambito della descrizione delle opportunità offerte dal sistema dell apprendimento permanente, si è infatti ritenuto opportuno dare traccia delle prassi e degli strumenti che stanno supportando nel nostro paese scelte sempre più sistemiche, per l ampliamento, al di là del canale formale, delle opportunità di acquisizione di una qualifica
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