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Quaresima: Quaranta giorni per prepararci alla Pasqua

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Quaresima: Quaranta giorni per prepararci alla Pasqua Quaresima: quaranta giorni per prepararci alla Pasqua. Quaranta giorni come quelli in cui Gesù rimane nel deserto digiunando. Quaranta giorni come
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Quaresima: Quaranta giorni per prepararci alla Pasqua Quaresima: quaranta giorni per prepararci alla Pasqua. Quaranta giorni come quelli in cui Gesù rimane nel deserto digiunando. Quaranta giorni come il viaggio di Noè nell'arca, mentre il diluvio purificava la terra. Quaranta giorni vissuti da Mosè sul monte Sinai, prima di ricevere le tavole della legge. Quaranta giorni per verificare e rinnovare la nostra fede e la nostra relazione con Dio, con la preghiera, con gesti di rinuncia, mortificazione e riconciliazione con Dio e i fratelli, con gesti di carità. Cerchiamo di essere più attenti ai disagi e alle sofferenze di chi ci è vicino, scegliamo un impegno concreto di prossimità e di aiuto per dare la vita anche noi come Gesù. Questo è il cammino quaresimale al quale siamo chiamati. S. Paolo ci dice: Lasciatevi riconciliare con Dio ; la Quaresima è il momento propizio per guardare con occhi nuovi dentro di noi, accogliere Gesù nella nostra vita e lasciarci cambiare da Lui. La preghiera, insieme con il digiuno e le opere della misericordia, forma la struttura portante della nostra vita spirituale. In Quaresima, dei prolungati momenti di silenzio, possibilmente di ritiro, servono per rivedere la propria vita alla luce del disegno d amore del Padre celeste. Lasciamoci guidare in questo più intenso ascolto di Dio, dalla Vergine Maria, maestra e modello di preghiera. Lei, anche nel buio fitto della passione di Cristo, non perse ma custodì nel suo animo la luce del Figlio divino. Per questo la invochiamo Madre della fiducia e della speranza! (Benedetto XVI Angelus ) Pregare insieme in famiglia? Come è possibile? Pregare da soli è più facile, ci riusciamo a volte... ma con tutta la famiglia è più difficile, gli orari non coincidono... gli interessi sono diversi... Proviamoci... Questo sussidio ci aiuterà a pregare insieme in famiglia, durante questa Quaresima, per prepararci alla risurrezione gloriosa di Gesù. Prepariamo un luogo della casa dove riunirsi per pregare in un momento della settimana comodo a tutti e poniamo, in un luogo visibile, il Vangelo. Ogni settimana si propone una preghiera da fare insieme a tavola, specialmente quando siamo tutti presenti, per sottolineare che è bello ritrovarsi anche alla presenza del Signore. Si propongono due attività pratiche. 1) L'uso del NOTES DI QUARESIMA: ogni settimana, si riporta su di un foglio la frase del Vangelo che più ci ha colpito, perché sia di riferimento per la nostra famiglia per tutta la settimana e per questo lo attaccheremo in un luogo ben visibile della nostra casa. 2) il SALVADANAIO DI QUARESIMA: per dare il vero significato del digiuno cristiano, prendete in Parrocchia o alla Caritas, il SALVADANAIO, da usare in particolare ogni venerdì con l'equivalente di quanto abbiamo risparmiato mangiando in modo più sobrio, più economico. Lo porteremo in Chiesa per contribuire alla Quaresima di Carità proposta dalla Caritas. Buona Quaresima 1 Prima domenica di Quaresima 21 febbraio 2010 G. = un genitore, T. = tutti tua presenza. T. Amen Oggi, prima domenica di Quaresima, il Vangelo ci presenta Gesù nel deserto, tentato nella sua umanità dal Diavolo. Dal Vangelo secondo Luca (4,1-13) In quel tempo, Gesù, pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano ed era guidato dallo Spirito nel deserto dove, per quaranta giorni, fu tentato dal diavolo. Non mangiò nulla in quei giorni, ma quando furono terminati, ebbe fame. Allora il diavolo gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di a questa pietra che diventi pane». Gesù gli rispose: «Sta scritto: Non di solo pane vivrà l uomo». Il diavolo lo condusse in alto, gli mostrò in un istante tutti i regni della terra e gli disse: «Ti darò tutto questo potere e la loro gloria, perché a me è stata data e io la do a chi voglio. Perciò, se ti prostrerai in adorazione dinanzi a me, tutto sarà tuo». Gesù gli rispose: «Sta scritto: Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto». Lo condusse a Gerusalemme, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù di qui; sta scritto infatti: Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo affinché essi ti custodiscano ; e anche: Essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra». Gesù gli rispose: «È stato detto: Non metterai alla prova il Signore Dio tuo». Dopo aver esaurito ogni tentazione, il diavolo si allontanò da lui fino al momento fissato. Gesù non andò nel deserto per essere tentato, ma per ritirarsi nel silenzio a pregare ed ascoltare la voce del Padre. L'invito a seguire Gesù nel deserto non è rivolto solo a monaci e eremiti. In forma diversa è rivolto a tutti. I monaci ed eremiti hanno scelto uno spazio di deserto, noi dobbiamo scegliere almeno un tempo di deserto. Trascorrere un tempo di deserto significa fare un po' di vuoto e di silenzio intorno a noi, ritrovare la via del nostro cuore, sottrarci al chiasso e alle sollecitazioni esterne, per entrare in contatto con le sorgenti più profonde del nostro essere e del nostro credere (*) Gesù è tentato dal diavolo. Anche oggi il male è forte intorno a noi, ma in mezzo a noi c'è Lui, che è più forte del male. La fede non ci mette al riparo dal male e dalle tentazioni, ma con Cristo possiamo vincere il male. Affidiamoci nella preghiera a Dio che ci donerà lo Spirito per vincere le tentazioni e le difficoltà. (*)R. Cantalamessa tu sei un uomo come noi e comprendi le nostre difficoltà. Anche tu hai dovuto scegliere da che parte stare, ma affidandoti a Dio Padre e allo Spirito Santo, hai vinto il male. Donaci, Gesù un po' della tua forza, sostienici con la tua presenza, perché nell'ora della prova e della difficoltà, possiamo vincere le tentazioni e rispondere al male con il bene. CONCLUSIONE. G. Benedici, Signore, la nostra famiglia e la nostra casa. Impegniamoci, questa settimana, ad incontrare il Signore nel deserto del nostro cuore, con un momento di preghiera giornaliera Signore, benedici noi e il cibo che stiamo per prendere, perché possiamo rallegrarci dei tuoi doni e servirti nei fratelli che ci metti accanto. Amen. 2 Seconda domenica di Quaresima 28 febbraio 2010 G. = un genitore, T. = tutti tua presenza. T. Amen Oggi, seconda domenica di Quaresima, il Vangelo ci presenta Gesù in preghiera avvolto da una grande luce. Dal Vangelo secondo Luca (9, 28-36) In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare. Mentre pregava, il suo volto cambiò d aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante. Pietro e i suoi compagni erano oppressi dal sonno; ma, quando si svegliarono, videro la sua gloria e i due uomini che stavano con lui. Mentre questi si separavano da lui, Pietro disse a Gesù: «Maestro, è bello per noi essere qui. Facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elìa». Egli non sapeva quello che diceva. Mentre parlava così, venne una nube e li coprì con la sua ombra. All entrare nella nube, ebbero paura. E dalla nube uscì una voce, che diceva: «Questi è il Figlio mio, l eletto; ascoltatelo!». Gesù prende con sé Pietro, Giacomo e Giovanni, amici un po' speciali, e li porta con sé a pregare sul monte Tabor; vuole far vivere loro un'esperienza straordinaria: manifestare loro la sua divinità e la gloria di Dio. Porta loro e non gli altri discepoli, perché la chiamata di Dio è personale e c'è un suo progetto per ciascuno di noi. Gesù, immerso nella preghiera, in colloquio col Padre, ha il volto luminoso e le vesti diventano bianchissime: risplende della luce di Dio! Per i discepoli è un'esperienza straordinaria, tanto che vorrebbero fermare il tempo e rimanere sempre lì. Anche noi, quando facciamo delle esperienze belle, vorremmo che non finissero mai, ma poi dobbiamo tornare alla quotidianità custodendo nel cuore questi momenti belli, certi che Gesù è con noi e cammina con noi. Quando siamo in preghiera davanti al tabernacolo, davanti a Gesù Eucaristia, possiamo comprendere la gioia dei discepoli nello stare con lui. Per noi il cammino quaresimale deve essere come quel salire, scalare la montagna, un cammino di preparazione, spesso faticoso e difficile, per arrivare all'incontro con Dio. nella trasfigurazione, ci riveli lo splendore della tua bellezza di figlio di Dio. Ti prego, donaci quell'amore che può trasformare il nostro cuore, spesso appesantito dai nostri difetti e dai nostri peccati, in un cuore nuovo pronto a donarsi alle persone che avviciniamo. Aiutaci ad essere luce per gli altri, come tu ti sei fatto luce per noi sul monte Tabor. CONCLUSIONE. G. Benedici, Signore, la nostra famiglia e la nostra casa. Vogliamo essere discepoli di Gesù? Impegniamoci a testimoniare a tutti con il nostro amore, con gesti di attenzione, di servizio, il Suo amore infinito per noi. Signore, grazie per questi doni, segno della tua provvidenza. Fa che ci nutriamo ogni giorno anche della tua Parola, per vivere nella tua luce e portarla nel mondo. 3 Terza domenica di Quaresima 7 marzo 2010 G. = un genitore, T. = tutti tua presenza. T. Amen Oggi, terza domenica di Quaresima, il Vangelo ci parla della pazienza di Dio, che aspetta che ci convertiamo. Dal Vangelo secondo Luca (13, 1-9) In quel tempo Gesù disse questa parabola: «Un tale aveva piantato un albero di fichi nella sua vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trovò. Allora disse al vignaiolo: Ecco, sono tre anni che vengo a cercare frutti su quest albero, ma non ne trovo. Tàglialo dunque! Perché deve sfruttare il terreno?. Ma quello gli rispose: Padrone, lascialo ancora quest anno, finché gli avrò zappato attorno e avrò messo il concime. Vedremo se porterà frutti per l avvenire; se no, lo taglierai». Questa parabola è un appello alla conversione. Dio non vuole che periamo ma che ci convertiamo e ci salviamo. Tutti siamo peccatori e tutti abbiamo bisogno della misericordia di Dio. Ce lo mostra chiaramente nella parabola del fico sterile, ricco di foglie, ma senza frutti. Il padrone della vigna è Dio Padre e il vignaiolo è Gesù. Insieme si prendono cura di noi. Viene sottolineata la pazienza di Dio che aspetta i nostri frutti: ci concede tante possibilità, si prende cura di noi, ci vanga, ci concima, e attende... senza stancarsi. Il fico è un albero che non ha bisogno di tante cure, prende dal terreno tutto quello che gli serve (noi abbiamo già la grazia dei Sacramenti che ci salvano), ma Dio non ci vuole perdere, ci dà altre cure, ci zappa e ci concima con il suo amore. Questa Quaresima può essere l'occasione di fruttificare i doni che Dio ci dà con l'aiuto di Gesù, che ci sostiene per crescere nell'amore. vieni in aiuto alle nostre debolezze. Non ti stancare delle nostre fragilità, delle nostre pigrizie che ci impediscono di crescere e dare frutti. Grazie del tuo amore senza limiti; noi ci impegniamo a ricambiarlo facendo fruttificare la tua Parola dentro di noi e mettendo in pratica i tuoi insegnamenti. CONCLUSIONE. G. Benedici, Signore, la nostra famiglia e la nostra casa. Questa settimana mettiamo in pratica un proposito che ci serva a migliorare noi stessi e dare frutti. Ti ringraziamo, Signore, per l'abbondanza dei tuoi doni, segno del tuo amore per noi: facci strumenti concreti della tua misericordia e della tua provvidenza. 4 G. = un genitore, T. = tutti 1 Quarta domenica di Quaresima 14 marzo 2010 tua presenza. T. Amen Oggi, quarta domenica di Quaresima, il Vangelo ci dice che Dio è nostro Padre e desidera che ci sentiamo figli amati. Dal Vangelo secondo Luca (15, ) In quel tempo Gesù disse agli Scribi e ai Farisei questa parabola: «Un uomo aveva due figli. Il più giovane dei due disse al padre: Padre, dammi la parte di patrimonio che mi spetta. Ed egli divise tra loro le sue sostanze. Pochi giorni dopo, il figlio più giovane partì per un paese lontano e là sperperò il suo patrimonio vivendo in modo dissoluto. Quando ebbe speso tutto, ritornò in sé e disse: andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi salariati. Si alzò e tornò da suo padre. Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò e disse ai servi: mangiamo e facciamo festa. Il figlio maggiore al ritorno si indignò: non ho mai disobbedito.. mentre lui ha divorato le tue sostanze... Gli rispose il padre: Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo; ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato». Il protagonista di questa parabola è il padre che cerca una relazione d'amore con i due figli. Non impedisce al suo secondogenito di allontanarsi da lui, di commettere errori, ma rispetta la sua libertà. Però non si stanca di aspettarlo fino al momento in cui potrà riabbracciarlo. Non aspetta che sia il figlio a chiedere perdono, ma gli va incontro, l'abbraccia, fa festa: ha di nuovo con sé suo figlio, questo solo conta. Ma anche l'atteggiamento del figlio primogenito è sbagliato: lavora per il padre, ubbidisce al padre per dovere, non per amore: si sente più servo che figlio. Entrambi i figli devono fare un cammino di conversione: credere che il padre li ama come figli, indipendentemente da quello che sono o fanno. Il desiderio di Dio è che tutti gli uomini lo considerino Padre e lo dimostrino agendo fra di loro come fratelli. Spesso anche noi ci comportiamo come i due figli: a volte seguiamo le regole, i Comandamenti, ma per dovere, altre volte ci allontaniamo da Dio, vogliamo fare di testa nostra e sbagliamo. Ma Dio, come il padre misericordioso, ci vuole bene, ci attende con le braccia aperte, paziente e comprensivo, e ci perdona, perché è il padre di tutti e vuole che tutti lo cerchiamo e torniamo a lui con cuore sincero, per dirgli Papà, Abbà e fare festa insieme. i nostri errori ci fanno capire quanto è grande la nostra debolezza, ma ci fanno anche scoprire l'immensa bontà di Dio Padre. Aiutaci a non sottrarci al suo amore, e come il figliol prodigo, tornare a lui. Concedici il tuo aiuto per amare incondizionatamente tutti i fratelli, come tu ci hai insegnato e andare incontro a chi ha più bisogno. CONCLUSIONE. T. Benedici, Signore, la nostra famiglia e la nostra casa. Ogni sera facciamo esperienza di perdono: un sorriso, un abbraccio... accettando i difetti gli uni degli altri. Ti ringraziamo, Signore, per il cibo che anche oggi tu ci doni. Mantieni la nostra famiglia unita nell'amore. 5 G. = un genitore, T. = tutti Quinta domenica di Quaresima - 21 marzo 2010 tua presenza. T. Amen Oggi, quinta domenica di Quaresima, il Vangelo ci parla della misericordia di Dio e di come il suo perdono può cambiare una vita. Dal Vangelo secondo Giovanni (8, 1-11) Condussero a Gesù una donna sorpresa in adulterio e gli dissero: «Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?». Ma Gesù si chinò e si mise a scrivere col dito per terra. Tuttavia, poiché insistevano nell interrogarlo, si alzò e disse loro: «Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei». E, chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani. Lo lasciarono solo, e la donna era là in mezzo. Allora Gesù si alzò e le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?». Ed ella rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù disse: «Neanch io ti condanno; va e d ora in poi non peccare più». Gesù porta una novità: il perdono. Nella storia, di solito, fino allora, ad ogni azione contraria alla legge, corrispondeva un castigo. Così fu per l'adultera: una donna sorpresa a commettere peccato e che doveva essere punita pubblicamente con la lapidazione. Gesù non approva le cattive azioni che aveva commesso la donna, ma la perdona se si pente: va e non peccare più ; le dà la possibilità di essere una persona nuova. Due sono gli insegnamenti di Gesù: il perdonare incondizionatamente e il non giudicare. A chi l'ha portata per sottoporla al suo giudizio chiede: Chi di voi è senza peccato?. Gesù mette in evidenza che tutti siamo peccatori e che nessuno può giudicare il prossimo, che dobbiamo essere misericordiosi con tutti, come lui lo è con noi. Spesso riteniamo di essere dei buoni cristiani; pensiamo di essere sulla strada giusta e che devono essere gli altri a convertirsi; ricordiamoci di quello che ci ha detto Gesù: Perché guardi la pagliuzza che è nell'occhio del tuo fratello, e non t'accorgi della trave che è nel tuo?.(lc. 6, 41). Il perdono di Dio passa attraverso il sacramento della Riconciliazione: viviamolo come un incontro gioioso con il Padre che perdona e per la nostra crescita spirituale. T. Amen. non permettere che lanciamo sassate a danno del nostro prossimo, facendoci giudici degli altri. Vogliamo chiederti aiuto perché il nostro agire sia pieno di carità e di comprensione e perché diventiamo misericordiosi con tutti, come il Padre lo è con noi. CONCLUSIONE. T. Benedici, Signore, la nostra famiglia e la nostra casa. Impegniamoci a non giudicare il nostro prossimo: cerchiamo di comprenderlo e dargli fiducia.. 6 Grazie, Signore, per questo cibo che ci dai. Libera il nostro cuore dall'egoismo e aprilo ai bisogni dei nostri fratelli. G. = un genitore, T. = tutti - Le palme 2010 tua presenza. T. Amen Oggi, domenica delle palme, il Vangelo ci presenta Gesù che entra trionfalmente in Gerusalemme e poi arrestato. Dal Vangelo secondo Luca (23, 1-49) In quel tempo, tutta l assemblea si alzò; condussero Gesù da Pilato e cominciarono ad accusarlo: «Abbiamo trovato costui che metteva in agitazione il nostro popolo, impediva di pagare tributi a Cesare e affermava di essere Cristo re». Pilato allora lo interrogò: «Sei tu il re dei Giudei?». Ed egli rispose: «Tu lo dici». Pilato disse ai capi dei sacerdoti e alla folla: «Non trovo in quest uomo alcun motivo di condanna». Lo rinviò a Erode, a Gerusalemme. Erode, con i suoi soldati, lo insultò, si fece beffe di lui, gli mise addosso una splendida veste e lo rimandò a Pilato. Pilato, riuniti i capi dei sacerdoti, le autorità e il popolo, disse loro: «Egli non ha fatto nulla che meriti la morte. Perciò, dopo averlo punito, lo rimetterò in libertà». Ma essi si misero a gridare tutti insieme: «Togli di mezzo costui! Rimettici in libertà Barabba!». Pilato allora decise che la loro richiesta venisse eseguita. Mentre lo conducevano via, fermarono un certo Simone di Cirene, che tornava dai campi, e gli misero addosso la croce, da portare dietro a Gesù. Insieme con lui venivano condotti a morte anche altri due, che erano malfattori. Quando giunsero sul luogo chiamato Cranio, vi crocifissero lui e i malfattori, uno a destra e l altro a sinistra. Gesù diceva: «Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno». Poi dividendo le sue vesti, le tirarono a sorte. Il popolo stava a vedere; i capi invece lo deridevano dicendo: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso». Sopra di lui c era anche una scritta: «Costui è il re dei Giudei». Era già verso mezzogiorno e si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio, perché il sole si era eclissato. Gesù, gridando a gran voce, disse: «Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito». Detto questo, spirò. Visto ciò che era accaduto, il centurione dava gloria a Dio dicendo: «Veramente quest uomo era giusto». La Quaresima sta per finire. Ci avviciniamo alla Pasqua. ma per arrivare alla Pasqua, alla sua Risurrezione, Gesù deve passare dalla passione e morte. Il lungo racconto della Passione, ci introduce nella Settimana Santa. Quante volte lo abbiamo ascoltato, eppure ogni volta ci coinvolge emotivamente! Molti sono i personaggi che incontriamo in questo brano: Pietro, Giuda, Càifa, Pilato, i soldati, le donne, il cireneo... C'è chi lo ha amato, seguito, accompagnato, c'è chi lo ha tradito, c'è chi lo ha condannato e ucciso. Se facciamo un esame di coscienza, forse anche noi possiamo ritrovarci in quei personaggi del racconto: anche noi a volte s
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