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Con il Patrocinio. C.L.I.M.A. Cambiamento Locale Innovazione per la Montagna e l Ambiente

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Con il Patrocinio C.L.I.M.A. Cambiamento Locale Innovazione per la Montagna e l Ambiente Relazione indagine strutturata Marzo 2017 INDICE 1. Introduzione Elaborazione dell indagine strutturata...
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Con il Patrocinio C.L.I.M.A. Cambiamento Locale Innovazione per la Montagna e l Ambiente Relazione indagine strutturata Marzo 2017 INDICE 1. Introduzione Elaborazione dell indagine strutturata Conclusioni Allegati 1. Introduzione La seguente elaborazione si configura come una delle azioni progettuali di C.L.I.M.A. - Cambiamento Locale Innovazione per la Montagna e l Ambiente e ha l obiettivo di illustrare i risultati dell indagine strutturata e analizzare il punto di vista della società civile su tematiche e argomenti riguardanti la percezione dei cambiamenti climatici. La divulgazione dell intervista a risposta multipla, contenente 11 quesiti, è avvenuta telematicamente ed è visibile online su Hanno partecipato un totale di 310 soggetti. I Comuni con più adesioni risultano essere Borgofranco d Ivrea con 29 questionari, Quincinetto con 23, Rueglio con 19, Chiaverano e Nomaglio con 17, Tavagnasco con 16, Alice Superiore con 15, Vico Canavese e Issiglio con 13 e Traversella con 10. I quesiti dell indagine sono stati suddivisi in quattro aree tematiche: cambiamento climatico: percezione della popolazione, cause e impatti, responsabilità di fronteggiarli; normativa in materia ambientale; azioni politiche volte a mitigare l innalzamento della temperatura; azioni personali intraprese per contrastare le variazioni climatiche. I risultati dell indagine rappresenteranno, inoltre, uno spunto di riflessione per le azioni concrete da intraprendere a livello locale in materia di riduzione dei gas climalteranti, partendo dal contributo e dalle riflessioni della popolazione. 2. Elaborazione dell indagine strutturata Analizzando la distribuzione per età del campione si osserva che il 62% ha un età compresa tra i 30 e i 50 anni, il 22% un età inferiore ai 30 anni e il 16% un età maggiore di 50 anni. La distribuzione di genere è, invece, così rappresentata: 61% femmine, 39% maschi. 3 Con il primo quesito si è richiesto se il cambiamento climatico fosse percepito come un problema serio. Solo l 1% (due risposte) considera il fenomeno dei cambiamenti climatici come un problema non serio, invece il 99% afferma che il fenomeno è reale e allarmante (Grafico n.1). Domanda n.1: Sei d accordo con l affermazione che il cambiamento climatico è un problema serio? Grafico n. 1 Per quanto concerne i motivi e le cause che hanno scatenato i cambiamenti climatici il 75% degli intervistati ritiene che le immissioni in atmosfera di gas serra prodotti dalle attività antropiche (produzione di energia, mezzi di trasporto, sfruttamento del suolo e desertificazione) siano alla base delle variazioni delle temperature medie e del clima. Il 25% del campione, invece, considera le variazioni climatiche ascrivibili a cause naturali, che non sono in alcun modo collegate con le attività umane (Grafico n. 2). 4 Domanda n.2: Quali sono, secondo te, le principali cause che hanno scatenato il cambiamento climatico? Grafico n. 2 Al fine di analizzare la percezione della cittadinanza in merito agli impatti del cambiamento climatico è stato richiesto di indicare le evidenze che testimonino i segnali del mutamento. Sulla base dei dati registrati, il 31% degli intervistati indica nell aumento della frequenza e/o intensità dei fenomeni metereologici estremi il segnale di un cambiamento in atto. Il 28% individua nella scomparsa dei ghiacciai la certezza che il riscaldamento globale stia mettendo a repentaglio tutti gli ecosistemi a partire da quelli più vulnerabili. Il 21% riconosce nell innalzamento della temperatura e nel riscaldamento degli oceani il segno tangibile di un alterazione ecosistemica. Il 20%, invece, segnala che i cambiamenti climatici inducono all estinzione le specie 5 viventi, modificano le abitudini di vita degli animali, i loro comportamenti, i tempi e i luoghi per la loro riproduzione (Grafico n.3). Domanda n.3: Qual è secondo te l impatto più tangibile di questo cambiamento? Grafico n. 3 Per quanto concerne la responsabilità di affrontare i cambiamenti climatici in atto il 26% ha dichiarato che a occuparsene dovrebbero essere i principali produttori di gas inquinanti (Cina, USA, India, ecc.). Il 17% ritiene che dovrebbero essere i Governi nazionali a compiere scelte che riducano il livello di sostanze climalteranti. Un 15% fa ricadere la responsabilità sull Unione Europea e un altro 15% sugli Enti a livello subnazionale (Regione, Città metropolitane e Comuni). Infine, il 14% risponde che a occuparsene dovrebbe essere la società civile e il 13% il settore industriale (Grafico n.4). 6 Domanda n.4: La responsabilità di affrontare i cambiamenti climatici è attribuita principalmente a: Grafico n. 4 Relativamente alla normativa in materia ambientale il 43% del campione conosce il Protocollo di Kyoto, il 22% asserisce di essere a conoscenza degli accordi internazionali di Parigi (COP21) e di Marrakech (COP22) e il 18% segnala la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici. Una parte più ristretta conosce rispettivamente: l 8% la Strategia Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici, il 6% la Strategia Regionale di Adattamento al Cambiamento Climatico e Piano di Azioni di Adattamento e solo il 3% dichiara di conoscere il Protocollo Under2Mou (Grafico n.5). 7 Domanda n.5: Quali di questi documenti conosci? Grafico n. 5 In riferimento alle azioni che i decisori politici nazionali dovrebbero attuare per contenere l aumento della temperatura globale sotto i 2 gradi e/o cercare di mantenerla entro 1,5 gradi così come previsto dall Accordo di Parigi, gli intervistati si sono così espressi: il 27% sostiene sia utile la promozione di una politica di efficienza energetica, il 22% ritiene importante aumentare la quota di energia ricavata da fonti rinnovabili, il 21% considera fondamentale diminuire l uso di 8 combustibili fossili, un 15% individua l attuazione delle strategie nazionali di adattamento ai cambiamenti climatici (ridurre il consumo di acqua, adeguare le norme nel campo dell'edilizia, costruire sistemi di difesa dalle alluvioni, sviluppare colture che resistono di più in condizioni di siccità) uno strumento per contenere l innalzamento della temperatura media e un altro 15% afferma la necessità di mantenere gli impegni specifici degli accordi internazionali a livello nazionale (Grafico n.6). Domanda n.6: I decisori politici nazionali per contenere l aumento della temperatura globale sotto i 2 gradi e cercare di mantenerla entro 1,5 gradi potrebbero Grafico n. 6 9 Per quanto concerne le azioni a carattere informativo di comunicazione/divulgazione che dovrebbero essere realizzate, con uguali preferenze (36%) viene considerato necessario l avvio di attività di sensibilizzazione e la cooperazione tra le istituzioni e le associazioni. La restante parte del campione, ovvero il 28%, ritiene utile l uso dei social network e della carta stampata (Grafico n.7). Domanda n.7: Quali sono secondo te le azioni di comunicazione/divulgazione che dovrebbero essere realizzate? Grafico n. 7 È stato, infine, richiesto di esplicitare quali azioni sono state intraprese negli ultimi sei mesi per contrastare i cambiamenti climatici. Il 32% del totale degli intervistati ha dichiarato di avere ridotto il consumo di energia attraverso l installazione di lampadine a basso consumo, il miglioramento dell isolamento termico dell abitazione e l utilizzo di pannelli fotovoltaici, ecc.. Il 28% ha ridotto l acquisto di prodotti usa e getta e/o migliorato la raccolta differenziata mentre il 26% ha acquistato alimenti stagionali e biologici locali. Il 13% ha preferito l uso di mezzi alternativi all auto 10 come la bicicletta o il car-sharing e solo l 1% (5 intervistati) non ha effettuato nessuna azione (Grafico n.8). Domanda n.8: Quali azioni hai intrapreso negli ultimi sei mesi per combattere i cambiamenti climatici? Grafico n. 8 11 3. Conclusioni Sulla base dei risultati ottenuti dall indagine strutturata è possibile sintetizzare gli aspetti maggiormente significativi emersi. Per quanto riguarda il tema del cambiamento climatico le risposte sono state univoche e dalla quasi totalità del campione viene considerato un problema serio. Solo l 1% degli intervistati considera non grave la questione climatica. In merito alle cause del cambiamento climatico la maggior parte dei soggetti intercettati concorda che le attività antropiche, a causa delle emissioni sempre maggiori di gas serra in atmosfera (uso di combustibili fossili, deforestazione, allevamento di bestiame, processi industriali), esercitano un'influenza crescente sul clima e sull aumento della temperatura terrestre. Sotto il profilo degli impatti del cambiamento climatico più della metà degli intervistati (il 59%) afferma di assistere a un aumento dell intensità e della frequenza dei fenomeni metereologici estremi, effetto tangibile del cambiamento, uniti allo scioglimento dei ghiacciai con una conseguente modificazione degli ecosistemi alpini. Un gruppo più ristretto di soggetti (il 41%) individua altri segnali imputabili al cambiamento climatico come: le fioriture anticipate, le estinzioni di specie animali e vegetali, le modificazioni delle abitudini migratorie e riproduttive, l innalzamento della temperatura degli oceani e dei mari. Alla domanda La responsabilità di affrontare i cambiamenti climatici è attribuita principalmente a il 26% dei partecipanti all indagine sostiene che a guidare gli sforzi globali per affrontare i cambiamenti climatici dovrebbero essere i paesi responsabili della maggiore emissione di gas inquinanti ovvero USA, Cina e India. Solo il 17% attribuisce tale responsabilità ai Governi nazionali. Tale dato fa emergere che il campione ha una visione del cambiamento climatico non strettamente legato al territorio di appartenenza, ma bensì globale. Con lo scopo di verificare la conoscenza delle politiche in materia ambientale è stata posto un quesito specifico sui documenti emanati. È emerso dunque che quasi la metà dei partecipanti all indagine (43%) conosce il Protocollo di Kyoto e solo il 22% dichiara di conoscere gli accordi internazionali di Parigi e di Marrakech di recente negoziazione. Ancora inferiore la percentuale di soggetti (18%) che afferma di essere a conoscenza della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC). La 12 percentuale di preferenze accordate alla Strategia Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici (8%), alla Strategia Regionale di Adattamento al Cambiamento Climatico (6%) e al Protocollo Under2Mou (3%) rivelano scarsa conoscenza della normativa nazionale e regionale. Si evince pertanto che nonostante la recente stipula degli accordi internazionali e la relativa diffusione, anche tra i non addetti ai lavori, il campione non è venuto a conoscenza di tali documenti. Inoltre si può dedurre che le politiche nazionali e regionali non siano abbastanza recepite dal vasto pubblico, dunque si potrebbero prevedere delle azioni di divulgazione più dirette ed efficaci. Per quanto concerne gli interventi che i decisori politici dovrebbero compiere per contenere l aumento della temperatura terrestre vengono indicate delle azioni volte a migliorare l efficienza energetica civile e industriale: favorire i cittadini a isolare termicamente gli edifici, incoraggiare le industrie a migliorare l'efficienza energetica dei macchinari utilizzati, ecc.. Emerge inoltre la volontà di convertire il sistema energetico attuale petrocapitalistico verso uno più sostenibile per l ambiente (solare, eolico e idroelettrico). L elaborazione dei dati ha permesso di rilevare che i mezzi d informazione e divulgazione che si dovrebbero attivare per accrescere la consapevolezza della cittadinanza in merito al cambiamento climatico sono azioni di sensibilizzazione rivolte alla popolazione come giornate a tema, conferenze e percorsi educativi. Si dichiara inoltre la necessità di sperimentare collaborazioni fra istituzioni e organizzazioni locali come politiche di rete, co-progettazione e lavoro sul territorio comune. In merito al contributo personale dei cittadini alla lotta contro il cambiamento climatico si osserva, a tale proposito, che tutto il campione ha adottato dei provvedimenti, tranne l 1% che non ha intrapreso nessuna iniziativa. Nel dettaglio il 32% a ridotto il consumo di energia istallando lampadine a basso consumo, acquistando elettrodomestici in base alla loro efficienza energetica, abbassando la temperatura in casa, ecc., il 28% ha diminuito l utilizzo di prodotti usa e getta e ottimizzato il conferimento in discarica dei rifiuti solidi, il 26% si è approvvigionato 13 di cibi locali e stagionali e un ultimo 13% ha utilizzato, come modalità di spostamento la bicicletta, i mezzi pubblici e il car sharing. Da quest ultimo quesito emerge che, nonostante venga attribuita la responsabilità di affrontare le variazioni climatiche ai paesi maggiormente inquinanti, ogni singolo cittadino può contribuire attivamente alla lotta al cambiamento climatico. 14 4. Allegati All. 1: Indagine strutturata 15
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