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funzione close() La funzione close è utilizzata normalmente per chiudere un descrittore di file, è utilizzata per chiudere un socket e terminare una connessione TCP. int close (int socketfd); restituisce 0 se tutto OK, -1 in caso di errore. L argomento socketfd è un descrittore di socket. Normalmente la chiamata alla close() fa marcare closed il socket, e la funzione ritorna il controllo al chiamante. Il socket allora non può più essere usato dal processo, ovvero non può più essere usato come argomento di read e write. Però il TCP continua ad utilizzare il socket trasmettendo i dati che eventualmente stanno nel suo buffer interno, fino a che non sono stati trasmessi tutti. In caso di errore (che impedisce questa trasmissione) successivo alla close l applicazione non se ne accorge e l altro end system non riceverà alcuni dei dati. Esiste un opzione però (la SO_LINGER socket option) che modifica il comportamento della close, facendo in modo che la close restituisca il controllo al chiamante solo dopo che tutti i dati nei buffer sono stati correttamente trasmessi e riscontrati. Se un socket connesso sockfd è condiviso da più processi (padre e figlio ottenuto da una fork), il socket mantiene il conto di quanti sono i processi a cui appartiene. In tal caso la chiamata alla close(sockfd) per prima cosa decrementa di una unità questo contatore, e non innesca la sequenza FIN+ACK+FIN+ACK di terminazione della connessione fino a che tale contatore è maggiore di zero, perchè esiste ancora un processo che tiene aperta la connessione. Per innescare veramente la sequenza di terminazione, anche se ci sono ancora processi per quella connessione si usa la funzione shutdown(). 111 funzione getsockname() La funzione getsockname serve a conoscere l indirizzo di protocollo (IP e port number) dell host locale associato ad un certo descrittore di socket connesso. int getsockname ( int socketfd, struct sockaddr *Localaddr, socklen_t *ptr_addrlen ); restituisce 0 se tutto OK, -1 in caso di errore. Il primo argomento socketfd è un descrittore di socket connesso. Il secondo argomento Localaddr è un puntatore ad una struttura di tipo sockaddr, in cui la funzione metterà l indirizzo locale della connessione. Il terzo argomento ptr_addrlen è un puntatore ad intero in cui la funzione metterà la dimensione della struttura scritta. Questa funzione viene utilizzata in varie situazioni: In un client, dopo una connect se non è stata effettuata la bind, e quindi non si è specificato nessun indirizzo: in tal caso getsockname permette di conoscere l indirizzo IP e la porta assegnati dal kernel alla connessione. In un client dopo una bind in cui come port number è stato specificato il valore 0, con il quale si è informato il kernel di scegliere lui la porta. In tal caso la getsockname restituisce il numero di porta locale assegnato dal kernel. In un server multihomed, dopo una accept preceduta da una bind in cui come indirizzo IP LOCALE è stata messa la wildcard INADD_ANY, ciòè una volta che si sia stabilita una connessione, la getsockname permette al server di sapere quale indirizzo IP ha la propria interfaccia di rete utilizzata per la connessione. 112 funzione getpeername() La funzione getpeername serve a conoscere l indirizzo di protocollo (IP e port number) dell host remoto associato ad un certo descrittore di socket connesso. int getpeername ( int socketfd, struct sockaddr *Remoteaddr, socklen_t *ptr_addrlen ); restituisce 0 se tutto OK, -1 in caso di errore. Il primo argomento socketfd è un descrittore di socket connesso. Il secondo argomento Remoteaddr è un puntatore ad una struttura di tipo sockaddr, in cui la funzione metterà l indirizzo remoto della connessione. Il terzo argomento ptr_addrlen è un puntatore ad intero in cui la funzione metterà la dimensione della struttura scritta. 113 esempio di trasmissione con TCP Vediamo un semplice esempio di programma che sfrutta i socket TCP per instaurare una connessione tra un client e un server, trasmettere dal client al server una stringa di caratteri, aspettare che il server modifichi questi caratteri (tranne l ultimo, lo \0 che delimita la stringa) shiftandoli di due posizioni (es: a diventa c, 2 diventa 4 ) e li rispedisca indietro così traslati, infine stampare il risultato. Il server è l host , mentre il client è l host Il punto di accesso del servizio di traslazione è la porta TCP server client traslazione caratteri buf[i]=buf[i]+2 application write read write read application TCP transport 5001 TCP transport network network data link physical data link physical media Il codice completo (con la gestione degli errori) dei due programmi che realizzano l esempio qui mostrato è disponibile allo indirizzo 114 server TCP per l esempio /* servtcp.c eseguito sull host */ void main(void) { struct sockaddr_in Local, Client; short int local_port_number=5001; char buf[sizebuf]; int sockfd, newsockfd, n, nread, nwrite, len; /* prende un socket per stream TCP */ sockfd = socket (AF_INET, SOCK_STREAM, 0); /* collega il socket ad un indirizzo IP locale e una porta TCP locale */ memset ( &Local, 0, sizeof(local) ); Local.sin_family = AF_INET; Local.sin_addr.s_addr = htonl(inaddr_any); Local.sin_port = htons(local_port_number); bind ( sockfd, (struct sockaddr*) &Local, sizeof(local)); /* accetta max 10 richieste simultanee di inizio conness., da adesso */ listen(sockfd, 10 ); /* accetta la prima conness. creando un nuovo socket per la conness. */ newsockfd = accept(sockfd, (struct sockaddr*) &Cli, &len); /* riceve la stringa dal client */ nread=0; while( (n=read(newsockfd, &(buf[nread]), MAXSIZE )) 0) { nread+=n; if(buf[nread-1]=='\0') break; /* fine stringa */ /* converte i caratteri della stringa */ for( n=0; n nread -1 ; n++) buf[n] = buf[n]+2; /* spedisce la stringa traslata al client */ nwrite=0; while((n=write ( newsockfd, &(buf[nwrite]),nread-nwrite)) 0 ) nwrite+=n; /* chiude i socket */ close(newsocketfd); close(socketfd); 115 /* clitcp.c eseguito sull host */ void main(void) { struct sockaddr_in Local, Serv; short int remote_port_number=5001; char msg[]= 012345abcd ; int sockfd, newsockfd, n, nread, nwrite, len /* prende un socket per stream TCP */ sockfd = socket (AF_INET, SOCK_STREAM, 0); /* collega il socket senza specificare indirizzo IP e porta TCP locali */ memset ( &Local, 0, sizeof(local) ); Local.sin_family = AF_INET; Local.sin_addr.s_addr = htonl(inaddr_any); Local.sin_port = htons(0); bind ( sockfd, (struct sockaddr*) &Local, sizeof(local)); /* specifica l indirizzo del server, e chiede la connessione */ memset ( &Serv, 0, sizeof(serv) ); Serv.sin_family = AF_INET; Serv.sin_addr.s_addr = inet_addr ( string_remote_ip_address); Serv.sin_port = htons(remote_port_number); connect ( socketfd, (struct sockaddr*) &Serv, sizeof(serv)); /* spedisce la stringa al server */ len = strlen(msg)+1; nwrite=0; while((len nwrite)&&(n=write(socketfd,&(msg[nwrite]),len-nwrite)) 0)) nwrite+=n; nread=0; /* riceve la stringa traslata dal server */ while( (n=read(newsockfd, &(msg[nread]), MAXSIZE )) 0) { nread+=n; if(buf[nread-1]=='\0') break; /* fine stringa */ printf( %s\n, msg); /* stampa la stringa traslata */ /* chiude i socket e termina*/ close(socketfd); client TCP per l esempio 116 La funzione fork è usata per duplicare un processo. #include unistd.h pid_t fork (void); funzione fork() restituisce -1 in caso di errore. Se tutto va a buon fine restituisce 0 nel processo figlio ed un valore maggiore di zero (il pid process identifier) nel processo padre. Questa funzione viene chiamata nel processo (padre=parent), e restituisce il risultato in due diversi processi (padre e figlio). Se il figlio vuole conoscere il pid del padre userà la funzione getppid(). I descrittori di file e di socket aperti dal padre prima della fork sono condivisi col figlio, e possono perciò essere usati da entrambi per l I/O. Inoltre, per come funziona la funzione close(), è possibile per uno dei processi (padre o figlio) chiudere una connessione aperta condivisa (dai due processi) senza con questo impedire all altro processo di continuare ad utilizzare la connessione. La fork viene usata per generare delle repliche del processo server, per gestire in parallelo le connessioni che via via vengono instaurate. 117 Server TCP Concorrenti (1) Un server banale in attesa su una porta TCP serializza le varie richieste di apertura di una connessione dei client permettendo la connessione ad un solo client per volta. Server TCP più evoluti invece, come i web server, una volta risvegliati dalla richiesta di una connessione da parte di un client, effettuano una fork() duplicando se stessi (il processo). Il processo figlio viene dedicato a servire la connessione appena instaurata, il processo padre attende nuove richieste di connessione sulla stessa porta. A livello di interfaccia socket, questa situazione si ottiene così: Il server chiama la accept passando come argomento il socket listening (socket in ascolto), e subito dopo chiama la fork. il processo padre chiude il connected socket, e ripete la accept sul listening socket, in attesa della prossima richiesta di connessione. Invece il descrittore del connected socket (socket connesso) restituito dalla accept resta aperto per il figlio, e viene utilizzato da questo utilizzato per gestire l I/O con la connessione. Quando infine il figlio termina il suo lavoro e chiude il connected socket con la close(), la connessione viene finalmente terminata con la sequenza di FIN. pid_t pid; int listenfd, connfd; listenfd = socket (AF_INET, SOCK_STREAM, 0); bind ( listenfd, (struct sockaddr*) &Local, sizeof(local)); listen(listenfd, 10 ); for( ; ; ) { connfd = accept ( listenfd, (struct sockaddr*) &Cli, &len); pid = fork(); if ( pid!=0) close(connfd); /* processo padre */ else { /* processo figlio */ close(listenfd); usa_nuova_connessione_indicata_da_newsockfd(connfd); close(connfd); exit(0); 118 Server TCP Concorrenti (2) Vediamo graficamente cosa capita a livello di TCP e di porte. Entriamo un pò nei dettagli del programma appena visto, per quanto riguarda la scelta delle porte. Consideriamo la situazione più complicata, quella di un applicazione server collocata su un host con più interfacce di rete, che vuole permettere le connessioni su una certa porta convenzionale (la 6001) da parte di client che accedono a una qualsiasi delle due interfacce del server. listenfd = socket (AF_INET, SOCK_STREAM, 0); /* collega il socket ad un indirizzo IP locale e una porta TCP locale */ memset ( &Local, 0, sizeof(local) ); Local.sin_family = AF_INET; Local.sin_addr.s_addr = htonl(inaddr_any); /* wildcard */ Local.sin_port = htons(6001); bind ( listenfd, (struct sockaddr*) &Local, sizeof(local)); /* accetta max 100 richieste simultanee di inizio conness., da adesso */ listen(listenfd, 100 ); /* accetta la prima conness. creando un nuovo socket per la conness. */ for( ; ; ){ connfd = accept(listenfd, (struct sockaddr*) &Cli, &len); pid = fork(); if ( pid!=0 ) /* processo padre */ close ( connfd ); else { /* processo figlio */ close ( listenfd ); /* chiuso il listening socket */ il figlio usa il connected socket () close ( connfd ); exit(0); 119 La quaterna (IP locale, Port Number locale, IP remoto, Port Number remoto) che identifica univocamente una connessione TCP viene di solito chiamata socket pair. SERVER CLIENT IP = IP_A1 IP = IP_B IP = IP_A2 port = 2222 IP_A1 listening socket ( *, 6001, *, * ) Server TCP Concorrenti (3) dopo la listen(), prima della accept() IP_A2 dopo la accept(), prima della fork() IP_A1 listening socket ( *, 6001, *, * ) IP_A2 connected socket ( IP_A2, 6001, IP_B, 2222 ) 120 IP_A1 dopo la fork() listening socket ( *, 6001, *, * ) IP_A2 connected socket ( IP_A2, 6001, IP_B, 2222 ) Server TCP Concorrenti (4) padre figlio dopo la close(connfd) del padre, e la close(listenfd) del figlio IP_A1 IP_A2 listening socket ( *, 6001, *, * ) padre figlio connected socket ( IP_A2, 6001, IP_B, 2222 ) 121 I/O Multiplexing Un applicazione di rete può avere la necessità di accedere contemporaneamente a più tipi di input e di output, ad es. input di tipo stream dalla tastiera, input di tipo stream da rete eventualmente da più connessioni contemporaneamente, input di tipo datagram da rete anch esso eventualmente da più socket contemporaneamente. Esistono vari modelli di I/O disponibili in ambiente Unix: I/O Bloccante I/O Non Bloccante I/O tramite Multiplexing I/O guidato da signal I/O asincrono (per ora poco implementato) Consideriamo per ora il modello di I/O standard, per cui quando viene effettuata una richiesta di I/O mediante una chiamata ad una primitiva di tipo read() o write(), la primitiva non restituisce il controllo al chiamante fino a che l operazione di I/O non è stata effettuata, ovvero o la read() ha letto da un buffer del kernel dei dati, o la write() ha scritto dei dati dell utente in un buffer del kernel. Le funzioni di I/O finora analizzate sono state descritte nel loro funzionamento proprio secondo la modalità standard (bloccante). Il problema è che, quando l applicazione effettua una read su un certo descrittore di file o di socket, se i dati non sono già presenti nella coda del kernel dedicata a quel descrittore, l applicazione rimane bloccata fino a che i dati non sono disponibili, ed è impossibile leggere dati eventualmente già pronti sugli altri descrittori di file o socket. Analogamente per la write() se i buffer del kernel in cui si deve scrivere il dato è già occupato. Un problema analogo, caratteristico dei socket, si ha quando l applicazione effettua una chiamata alla funzione accept(), che restituisce il controllo solo quando una richiesta di inizio connessione è disponibile (o meglio è già stata soddisfatta ed è nella coda delle 122 connessioni stabilite). I/O Multiplexing Quello che serve è un modo di ordinare al kernek di avvertirci quando, in un insieme di canali di I/O, si verifica una condizione di disponibilità all I/O, che può essere così definita: 1) o dei dati sono pronti alla lettura in una coda del kernel, e si può accedere mediante una read che restituirà immediatamente il controllo al chiamante con i dati letti, 2) o una coda di output del kernel si è svuotata ed è pronta ad accettare dati in scrittura mediante una write, 3) o si è verificato un errore in uno dei dispositivi di I/O e quindi una read() o write() restituirebbe il valore -1, 4) o quando un socket listening è disponibile a fornire immediatamente un connected socket in risposta ad una chiamata di tipo accept(), perchè ha ricevuto una richiesta di connessione da un client, Posix.1g mette a disposizione una primitiva, detta select(), che: 1) permette di effettuare attesa contemporaneamente su più tipi di canali di I/O in modo da essere risvegliati quando uno di questi canali è disponibile all I/O in lettura o scrittura o ha verificato un errore, o ancora nel caso dei socket quando sono disponibili i cosiddetti dati fuori banda (usati solo in casi particolarissimi perchè meno utili di quanto il nome farebbe presupporre), 2) e permette di fissare un limite all attesa, in modo da essere risvegliati se non accade nulla allo scadere di un certo tempio limite. Quest ultima possibilità può collassare in un attesa di durata nulla, ovvero permette di non effettuare attesa alcuna, ma solo di controllare lo stato istantaneo dei vari canali e restituire subito il controllo al chiamante. 123 funzione select() La funzione select permette di chiedere al kernel informazioni sullo stato di descrittori di tutti i tipi, riguardo a loro disponibilità in lettura scrittura o condizioni eccezionali, e di specificare quanto tempo al massimo aspettare. #include sys/select.h int select ( int maxfdp1, fd_set *readset, fd_set *writeset, fd_set *exceptset, const struct timeval *timeout); La funzione restituisce -1 in caso di errore, 0 se il timeout fissato è scaduto, altrimenti restituisce il numero di descrittori che hanno raggiunto la condizione di disponibilità loro richiesta. L ultimo argomento timeout dice al kernel quanto aspettare al massimo, ed è una struttura così fatta: struct timeval { long tv_sec; /* secondi */ long tv_usec; /* microsecondi */ con questa struttura noi possiamo specificare alla select: attesa infinita: attesa fino a che una delle condizioni si è verificata. Si passa un puntatore timeout nullo. attesa limitata: attesa il numero di secondi e microsecondi specificati nella struttura puntata dal puntatore timeout passato. In caso di timeout la select restituisce 0. attesa nulla: ritorna subito al chiamante dopo avere fotografato la situazione dei descrittori. SI specifica settando a zero tv_sec e tv_usec. NB: la timeval specifica microsecondi, ma i kernel non riescono a discriminare solitamente sotto i 10 msec. 124 funzione select() (2) int select ( int maxfdp1, fd_set *readset, fd_set *writeset, fd_set *exceptset, const struct timeval *timeout); I tre argomenti centrali di tipo fd_set*, readset writeset exceptset specificano i descrittori che si vuole controllare rispetivamente per verificare disponibilità alla lettura scrittura o eccezioni (out of band data only). Il tipo fd_set (descriptor set) è un array di interi, in cui ogni bit corrisponde ad un descrittore. Se il bit è settato il descrittore viene considerato appartenente al set, altrimenti non vi appartiene. Esistono delle macro per settare o resettare gli fd_set. void FD_ZERO (fd_set *fdset); clear di tutti i bit di fd_set void FD_SET ( int fd, fd_set *fdset); setta il bit fd in fd_set void FD_CLR ( int fd, fd_set *fdset); clear del bit fd in fd_set int FD_ISSET ( int fd, fd_set *fdset);!=0 se il bit fd è settato in fd_set 0 se il bit fd non è settato Con queste macro posso settare pulire e controllare l appartenenza o meno di un descrittore all insieme. Es.: fd_set readset; dichiaro la variabile fd_set FD_ZERO ( &readset ); inizializzo, azzero tutto, insieme vuoto FD_SET ( 1, &readset ); 1 appartiene all insieme FD_SET ( 4, &readset ); 4 FD_SET ( 7, &readset ); FD_ISSET ( 4, &readset ) restituisce!= 0 FD_ISSET ( 3, &readset ) restituisce 0 Ricordarsi di inizializzare il set (FD_ZERO) altrimenti risultati impredicibili. 125 funzione select() (3) int select ( int maxfdp1, fd_set *readset, fd_set *writeset, fd_set *exceptset, const struct timeval *timeout); Il primo argomento maxfdp1, specifica quali descrittori controllare, nel senso che deve avere il valore più alto tra i descrittori settati + 1. Es.: se i descrittori settati sono 1, 4, 7 maxfdp1 deve essere 8 = 7+1 I 3 descrittori di set passati per argomento contengono quindi i descrittori da controllare, e vengono passati per puntatore perchè la select li modifica scrivendoci sopra il risultato. Quando la select termina si controllano ciascuno dei 3 fd_set, chiedendo tramite la macro FD_ISSET() quali descrittori sono settati. Se un descrittore (es. 4) non è settato (es. FD_ISSET(4, &readset )== 0) significa che non è pronto. Se invece il descrittore è settato (es. FD_ISSET(4, &readset )!= 0) significa che è pronto. Il valore restituito dalla select dice quanti descrittori sono stati settati. se la select restituisce 0 significa che è scaduto il timeout. se la select restituisce -1 c e stato un errore o è avvenuta una signal. N.B. esiste una define che specifica la costante FD_SETSIZE ovvero il numero di descrittori che può contenere la struttura fd_set. Vediamo ora un esempio di uso della select, con cui implementiamo un web server, che lavora in parallelo senza dover fare delle fork(). 126 esempio d uso della select() server che non utilizza la fork() (1) Prima parte del server, inizializzazione: typedef SA struct sockaddr; int main(int argc, char **argv) { int i, maxi, maxfd, listenfd, connfd, sockfd; int nready, client[fd_setsize]; ssize_t n; fd_set rset, allset; char line[maxline]; socklen_t clilen; struct sockaddr_in cliaddr, servaddr; listenfd = socket(af_inet, SOCK_STREAM, 0); bzero(&servaddr, sizeof(servaddr)); servaddr.sin_family = AF_INET; servaddr.sin_addr.s_addr = htonl(inaddr_any); se
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