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i ii iii Senato della Repubblica Archivio storico Biografie brevi dei Senatori BIBLIOPOLIS iv Redazione a cura di Emilia Campochiaro, Giuseppe Filippetta, Elisabetta Lantero, Paola Muraca, Alessandra
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i ii iii Senato della Repubblica Archivio storico Biografie brevi dei Senatori BIBLIOPOLIS iv Redazione a cura di Emilia Campochiaro, Giuseppe Filippetta, Elisabetta Lantero, Paola Muraca, Alessandra Millozzi Ha collaborato Giovanna Antitomaso ProprietaÁ letteraria riservata ISBN Copyright # 2013 by «Senato della Repubblica» «Bibliopolis, edizioni di filosofia e scienze» v INDICE Presentazione di Pietro Grasso pag. vii Nota di lettura» xiii Biografie» 1 Appendice Senatori nominati e cessati dalla carica prima del giuramento» 669 Senatori nominati e non convalidati» 673 Senatori di diritto (Principi della Famiglia reale)» 679 vi vii PRESENTAZIONE L'attivitaÁ del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati eá stata accompagnata, legislatura dopo legislatura a partire dal 1949, dalla pubblicazione ad opera di un editore privato della Navicella, un repertorio recante le biografie brevi dei parlamentari che nasce per consentire la rapida consultazione dei principali dati biografici del singolo senatore o deputato, ma che oggi, attraverso la successione delle sue edizioni, offre allo sguardo retrospettivo dello studioso utili indicazioni riguardo l'evoluzione dei processi di selezione della classe politica e le caratteristiche sociali e professionali di quest'ultima. L'opera Biografie brevi dei Senatori porta quello sguardo piuá lontano nel tempo, dando al lettore la possibilitaá di inoltrarsi nel fitto reticolo delle ``storie'' dei componenti del Senato regio, per disporre di punti di osservazione assolutamente unici sullo strutturarsi del rapporto tra classe politica e societaá nell'italia liberale. Del resto, quando Petruccelli della Gattina sceglie di aprire I Moribondi del Palazzo Carignano con ``due parole di statistica'', che espongono tra l'altro la ripartizione dei parlamentari in tutta una serie di categorie, tra il professionale e il nobiliare, lo fa non solo per arrivare a una delle sue fulminanti conclusioni (``Non si diraá per certo giammai che il nostro eá un Parlamento democratico! Vi eá di tutto, il popolo eccetto''), ma percheâ sa bene, e lo scrive, che il Parlamento ``riepiloga la nazione'' e che scandagliarne la composizione aiuta a compren- biografie brevi viii dere della nazione ``il segreto del suo movimento, il meccanismo della sua vita''. La natura non elettiva del Senato regio non lo sottrae certo, e la storia statutaria sta a dimostrarlo, alla partecipazione a quel movimento e a quella vita, legittimandosi pur sempre la nomina regia quale strumento destinato a garantire l'influenza sulla politica dei piuá elevati valori, delle migliori qualitaá e delle maggiori competenze. Nell'assetto statutario il sistema delle categorie non fa del Senato un corpo chiuso, dentro il quale semplicemente si assemblano biografie e condizioni privilegiate. Al contrario, quel sistema, al pari dell'elezione dei deputati a suffragio ristretto, risponde all'esigenza liberale di configurare la rappresentanza parlamentare come sfera delle migliori capacitaá, cosõá da armonizzare la vita politica dello Stato con la graduale evoluzione della societaá. CioÁ spiega percheâ, durante l'esperienza statutaria, la questione della composizione rimanga sempre fondamentale per la Camera alta, sia percheâ strettamente connessa al tipo di rapporto che il Senato di volta in volta instaura con la Corona, il governo e la Camera dei deputati, sia percheâ da essa dipende il legame che il Senato puoá di volta in volta vantare o ricercare con la societaá. Solo la storia puoá raccontare i legami, le logiche, le prassi costituzionali che hanno modellato il Senato ± diversamente dalla Camera ± lungo la traiettoria anglosassone, nonostante un vocabolario statutario francese. Sfogliare le pagine della ricerca oggi offerta ai cittadini significa guardare dentro la trasformazione di un insieme di capacitaá (della cultura, del censo, dell'amministrazione, della politica) in un meccanismo rappresentativo pensato per alimentare la macchina statale con le piuá vive energie del corpo sociale e per legare l'azione dello Stato agli interessi piuá profondi e duraturi della nazione. Il fatto poi che ciascuna scheda riporti, per ciascun senatore, oltre alla professione, gli incarichi di governo o comunque ix presentazione significativi, le cariche rivestite negli enti comunali e provinciali, le funzioni svolte come prefetto o commissario governativo e quelle esercitate nei periodi di mutamento o di transizione costituzionale, permette di mettere in tensione la virtualitaá rappresentativa del Senato regio con i percorsi biografici di una parte importante del notabilato italiano. Lo scenario complessivo di questi percorsi, sinteticamente ma puntualmente esposto nell'opera, eá senz'altro di grande utilitaá per riflettere sull'importanza del ruolo di mediazione tra Stato e comunitaá locali svolto dai cosiddetti notabili all'interno della modernizzazione politica dell'italia liberale, e in particolare per verificare, per cosõá dire ictu oculi, come questo ruolo si dispieghi anche sul terreno scientifico e culturale. A questo proposito tengo a ricordare il meritorio impegno con il quale l'archivio storico del Senato sta seguendo due importanti ricerche, riguardanti rispettivamente i senatori scienziati e i senatori giuristi, secondo un percorso finalizzato a dare doverosamente conto della forte valenza politica del ruolo svolto dalla cultura scientifica e da quella giuridica all'interno del processo di costruzione e di consolidamento dello Stato unitario. Credo inoltre che le indicazioni contenute in ciascuna scheda riguardo i luoghi (di nascita, di morte, di svolgimento dell'incarico rivestito, dell'ufficio ricoperto) maggiormente rilevanti nella vicenda biografica del singolo senatore possano essere di grande utilitaá ai fini della percezione di come il dipanarsi e l'intrecciarsi del reticolo notabilare nel corso del processo di unificazione si svolga anche nella direzione di una decisiva nazionalizzazione delle eâlites locali. L'imperativo di ``fare gli italiani'' riguarda anche le eâlites e, pur con i pesanti limiti a lungo derivanti dalla ristrettezza del suffragio e dalla conseguente profonditaá del solco che separa le istituzioni politiche dalle classi meno abbienti, le istituzioni parlamentari svolgono su questo terreno un ruolo fondamentale biografie brevi x percheâ le due Camere costituiscono il principale elemento di unificazione del variegato mosaico delle societaá locali e dei loro ceti dirigenti. Sfogliare oggi le pagine delle Biografie brevi dei senatori del Regno puoá restituirci il senso, e anche la difficoltaá, del Parlamento quale luogo di una concordia discors, di un chiamare i notabili locali a una disciplinata e dialogante fusione in un'eâlite dirigente italiana, a un allargare i ristretti orizzonti di luogo e di parte per pensarsi unitariamente in nome della responsabilitaá verso la nazione. Nell'Italia statutaria quella concordia discors puoá trovare ancor maggiore possibilitaá di realizzazione nel Senato, che eá camera del merito e della competenza, ed eá sicuramente la Camera alta ad esprimere piuá a lungo, sino alla fine dell'italia liberale e malgrado l'inserimento delle ``tendenze politiche'' per il tramite della categoria degli ex deputati, l'idea della rappresentanza politica come designazione e selezione di capacitaá. Peraltro, eá proprio il movimento della societaá ± che vuole farsi istituzione in conformitaá alla ragione storica del parlamentarismo ± a bussare con forza crescente alla porta del Senato, e a farla apparire innaturalmente chiusa, a mano a mano che le aspirazioni dei ceti popolari, e la conseguente conflittualitaá sociale, non risultano piuá ``disciplinabili'' attraverso la ``virtuá educatrice'' dei migliori, neâ ormai contenibili ad opera della sovranitaá della nazione, quale forma politica e istituzionale di quella stessa virtuá. Di cioá non ci si puoá certo stupire visto che il parlamentarismo, per il legame essenziale ed originario che lo lega alla societaá, puoá essere espressione e garanzia di una politica della libertaá individuale e del benessere collettivo solo se riesce a stare in ascolto del ritmo della societaá per provare ad integrarlo nell'armonia, mai predeterminata e sempre da comporre, dell'interesse generale. xi presentazione L'opera non eá pertanto una mera ``rassegna'' di ``illustri biografie''. Si configura come narrazione di una ``storia'' che si forgia attraverso le ``storie'' di italiani, innanzitutto, ma anche di tradizioni, di culture, di pensieri. Ed eá una storia, per cosõá dire, ``graduale'', che, sedimentandosi, consolida e delinea l'identitaá, crea appartenenza alla comunitaá, permette la maturazione di un rinnovato senso dello Stato. A quanti hanno collaborato, con scrupolo e rigore scientifico davvero encomiabili, va il nostro sentito ringraziamento. In particolare alla dottoressa Emilia Campochiaro, che con tenacia e determinazione ha dischiuso la storia del Senato, l'ha raccontata, l'ha resa viva, facendola divenire cultura. A Lei si indirizza il plauso per l'imponente e preziosa opera di scavo e pubblicazione degli archivi che il suo lavoro e la fatica di una vita hanno reso possibile. Ed un ringraziamento rivolgo infine al dottor Giuseppe Filippetta, che con sensibilitaá e impegno sta continuando nel racconto sempre nuovo della storia del nostro Senato. Pietro Grasso
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