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Il Palazzetto Bru Zane beneficia del sostegno della Fondation Bru fondation-bru.org

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italiano Il Palazzetto Bru Zane beneficia del sostegno della Fondation Bru fondation-bru.org L équipe del Palazzetto Bru Zane continua a esplorare il ricco patrimonio musicale del romanticismo francese
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italiano Il Palazzetto Bru Zane beneficia del sostegno della Fondation Bru fondation-bru.org L équipe del Palazzetto Bru Zane continua a esplorare il ricco patrimonio musicale del romanticismo francese per riportare alla luce opere dimenticate e farci riscoprire talenti poco noti del XIX secolo. Alcuni incantano, altri colpiscono o commuovono La nuova stagione promette ancora tante belle sorprese da condividere! Nicole Bru, presidente editoriale Dopo Cherubini, Dubois, Gouvy, Alkan, David e Onslow, è la volta per Benjamin Godard e Édouard Lalo di tornare alla ribalta attraverso la ricreazione di un insieme estremamente vario di brani sinfonici, opere liriche e musica da camera. Due opere ancora inedite saranno ricreate in questa occasione: lo spettacolare Dante di Godard a Monaco di Baviera e a Versailles, e la molto wagneriana Jacquerie di Lalo portata a termine da Arthur Coquard, a Montpellier e a Parigi. Questa programmazione sarà completata da diverse registrazioni integrali e antologie: mélodies e musica orchestrale di Lalo, musica per violino e per pianoforte, mélodies di Godard. Uno spettacolo scenico, molto indicativo dell interesse del Palazzetto Bru Zane per i generi comici, permetterà di riscoprire l opéra-bouffe Les Chevaliers de la Table ronde di Hervé (1866), prodotta in collaborazione con la compagnia Les Brigands, in un allestimento dirompente di Pierre-André Weitz. Una trentina di rappresentazioni in Francia e in Italia dovrebbero portare a una completa rivalutazione del più strampalato tra i compositori francesi, l inventore dell operetta, soprannominato «picchiatello». Per la sua quarta edizione, il Festival Palazzetto Bru Zane a Parigi proporrà a fine stagione una panoramica della musica romantica francese, attraverso Olympie di Gaspare Spontini, modello dei Troyens di Berlioz, diretta da Jérémie Rhorer al Théâtre des Champs-Élysées, e diversi concerti di musica da camera e recital al Théâtre des Bouffes du Nord. Le tre collane di CD con libro del Palazzetto Bru Zane continueranno ad arricchirsi, grazie alla pubblicazione di Herculanum di Félicien David per la serie «Opéra français», nonché di numerosi inediti sinfonici e vocali di Paul Dukas e di Marie Jaëll nelle collane «Prix de Rome» e «Portraits». Infine, la settima stagione del Palazzetto Bru Zane vede nascere un centro di risorse digitali dedicato al patrimonio musicale francese dell Ottocento e destinato a tutti i pubblici: Bru Zane Mediabase (bruzanemediabase.com). Specialisti e semplici curiosi potranno trovarvi numerosi documenti iconografici, schede biografiche o saggi online, tutti derivati dalle ricerche, dai convegni o dai lavori di digitalizzazione condotti dal Palazzetto Bru Zane sin dalla sua creazione. Questo centro di risorse continuerà ad arricchirsi nel corso delle stagioni grazie alle molteplici attività del Palazzetto Bru Zane. Destare curiosità, rimettere in discussione idee precostituite, approfondire e trasmettere conoscenze sono anche gli obiettivi di una nuova collaborazione istituita nel settore della didattica e della formazione con l Académie internationale de musique Maurice Ravel di Saint-Jean-de-Luz. Tale collaborazione darà luogo a masterclass e a conferenze incentrate sul repertorio romantico francese: sarà un modo di sensibilizzare gli interpreti delle nuove generazioni alle particolarità e alle bellezze poco conosciute di questa musica. 3 sommario Ciclo Édouard Lalo tra folklore e wagnerismo Ciclo Benjamin Godard nei salotti parigini Stagione a Venezia Festival Palazzetto Bru Zane a Parigi Produzioni in tournée Formazione e concorsi Attualità della ricerca Libri e dischi Calendario Informazioni pratiche Ciclo EDOUARD Lalo ( ) tra folklore e wagnerismo Compositore prolifico di quartetti, appassionato d opera, Lalo non può essere ridotto alla sua Symphonie espagnole, in cui inebrianti tinte folkloriche si mescolano ai virtuosismi del violino. Obiettivo puntato su un germanofilo dallo stile visionario e ricco di contrasti. Come Bizet deve la sua gloria a una sola opera, Carmen, così la fama di Lalo, per i posteri, appare indissolubilmente legata alla Symphonie espagnole per violino e orchestra (1875), il cui successo internazionale non è mai venuto meno. Per i più curiosi, Lalo è anche l autore del Roi d Ys, un opera ispirata a una leggenda bretone, che godeva ancora di una certa fama negli anni Settanta. È tutta qui la notorietà di questo artista, il quale univa a un temperamento rivoluzionario (che gli costò l esclusione dagli ambienti ufficiali ) un gusto troppo tedesco per soddisfare le regole dell accademismo francese; tuttavia, fermarsi a questa visione semplicistica significa non conoscere Lalo e la sua opera. Per riabilitare il compositore in tutta la varietà che lo contraddistingue, in questa stagione il Palazzetto Bru Zane si impegna a far rinascere una parte importante della sua musica, dallo stile eterogeneo e spesso sorprendente: il ciclo di concerti veneziano permetterà di riscoprire i suoi trii, quartetto e quintetto, le sonate e molte delle sue trentadue mélodies, oggi quasi sconosciute. La pubblicazione della registrazione integrale della musica orchestrale e delle mélodies si accompagnerà alla ricreazione della sua ultima opera, La Jacquerie, completata da un compositore molto wagneriano, Arthur Coquard. C è da temere che il Signor Lalo resti un artista modesto, indifferente alla pubblicità, assorto nella sua arte e dedito ad essa senza nessun secondo fine. Ernest Reyer, Journal des débats, 13 maggio L uomo e il suo tempo Rompendo, non senza difficoltà, con la tradizione militare familiare, Lalo manifestò assai presto la sua passione per la musica. Iscritto dal 1832 al conservatorio di Lilla, frequenta i corsi di Müller (violino) e Baumann (composizione); sette anni dopo si trasferisce a Parigi, per completare la propria formazione sotto la guida di Habeneck (violino). Da allora, questo artista dal carattere forte non smetterà mai di perseguire accanitamente una carriera difficile, spesso ai margini dei percorsi ufficiali. Verso la fine degli anni Quaranta, si guadagna faticosamente da vivere dando lezioni o suonando come orchestrale all Opéra-Comique. Nel 1850, la sua adesione alla Grande Société Philharmonique gli permette di conoscere Berlioz. Nel 1856 è tra i fondatori del Quatuor Armingaud (per il quale scriverà, nel 1859, il Quartetto op. 19); si concentra allora soprattutto sulla mélodie e sulla musica da camera. Nonostante l appoggio di personalità come Gounod, otterrà un relativo riconoscimento soltanto negli anni Settanta, quando partecipa alla nascita della Société nationale de musique (1871) e crea la maggior parte della sua importante produzione, il cui afflato influenzerà profondamente le generazioni successive. Contemporaneo di Franck, e a lui affine anche nello spirito, apre la strada alla generazione di Vincent d Indy, Henri Duparc, Ernest Chausson e poi Louis Vierne. Riferimenti cronologici 1823: Nasce a Lilla 1839: Arriva a Parigi 1856: Diventa violista del Quatuor Armingaud 1865: Sposa il mezzosoprano Julie Bernier de Maligny 1871: È membro della Société nationale de musique 1892: Muore a Parigi 8 La Germania è la mia vera patria musicale. Édouard Lalo La questione del wagnerismo Fu probabilmente grazie al violinista e direttore d orchestra Habeneck e al virtuoso Baillot che Lalo scoprì la modernità della musica romantica tedesca, e di Beethoven in particolare. In ogni caso, quali che fossero le origini della sua attrazione per l estetica germanica, Lalo non poteva non rapportarvisi, come tutti i compositori vissuti all epoca di Wagner. A questo riguardo, egli opterà per un ampia assimilazione della musica prodotta al di là del Reno, guardando a Schumann e a Mendelssohn per la musica «pura» (in particolare nei suoi lavori da camera) e a Wagner per le sue opere, soprattutto nel Roi d Ys. Tuttavia, Lalo resta francese (suo malgrado?) sotto molti aspetti: lo attestano la densità della sua orchestrazione, che ricorda quella di César Franck, e la varietà dei timbri di cui egli abilmente dissemina il balletto Namouna. Proprio perché si distacca molto nettamente dai vari Meyerbeer, Ambroise Thomas e simili, Lalo è apprezzato soprattutto dai paladini della musica tedesca, come il suo contemporaneo Théodore Gouvy (anche lui autore essenzialmente di musica strumentale). 9 Cronologia delle opere di Lalo 1850: Pubblicazione del Trio con pianoforte n : Prima versione del Quartetto per archi 1861: Sinfonia in sol minore (rivista nel 1887) 1875: Symphonie espagnole 1875: Primo abbozzo del Roi d Ys 1877: Concerto per violoncello 1882: Namouna va in scena all Opéra di Parigi 1888: Prima rappresentazione del Roi d Ys Verso un rinnovamento della musica strumentale Se alcuni critici rimproverano a Lalo un esotismo un po posticcio nella sua musica orchestrale la Sinfonia spagnola, il Concerto russo o la Fantasia norvegese, peraltro interpretati per la prima volta dal famoso Pablo de Sarasate, tutti concordano nell ammettere che il suo virtuosismo violinistico dimostra una padronanza perfetta dello strumento, a tratti persino visionaria. Del resto, è proprio ai pezzi di bravura che Lalo deve la sua fama presso i posteri. Richiamandosi apertamente a Berlioz, l aspra orchestrazione del compositore ha lo scopo di sottolineare la violenza di quasi tutte le sue idee melodiche, la cui autentica ferocia si ritrova anche nella sua musica da camera. I movimenti estremi di buona parte delle sue opere impiegano ritmi spesso ripetitivi, per non dire frenetici, dove gli archi e il pianoforte percorrono ampie tessiture, in cui gravi abissali succedono ad acuti incisivi. Questi elementi accentuano l immagine di un eroico romantico, che esalta la determinazione e la lotta. Anche nei piccoli pezzi di genere da lui composti, perlopiù per violino e pianoforte, Lalo non esita a moltiplicare i contrasti. Se nella sua musica appare una certa poetica quiete, è probabilmente nei movimenti lenti (come la sublime meditazione del Trio con pianoforte n. 3) e in alcune delle sue trentadue mélodies, oggi tutte da riscoprire. 10 A teatro ci vuole animazione; i dialoghi devono essere direttamente funzionali all azione, senza alcuna lungaggine. Lettera di Édouard Lalo a Édouard Blau, 16 maggio 1889 Lalo e l opera A parte La Jacquerie, ultimata dopo la morte del compositore, il rapporto di Lalo con la lirica è limitato a due opere dai destini molto diversi, che l autore promosse interamente da solo; entrambe però dimostrano quanto fosse importante per lui avere successo in questo campo. Fiesque è destinata a un concorso organizzato nel 1868 dal direttore amministrativo dei teatri parigini. L opera si classifica terza, quindi senza speranza di essere eseguita. Tuttavia, Lalo la sottopone contemporaneamente al direttore dell Opéra e al Theater am Dammtor di Amburgo, ma l invasione prussiana del 1870 vanifica questi tentativi. Dopo aver trascorso vari mesi in Belgio, il compositore riesce finalmente a suscitare l interesse del Théâtre de La Monnaie per un allestimento dell opera a Bruxelles, ma anche stavolta il progetto non va in porto, pur essendo già arrivato a uno stadio molto avanzato. Lalo dovrà accontentarsi di far eseguire alcuni estratti dell opera in forma concertante a Parigi tra il 1872 e il 1877, prima di mutilare la partitura per riutilizzarne ampie parti nelle sue opere tardive. Le Roi d Ys, che Lalo mette in cantiere nel momento stesso in cui Fiesque viene definitavamente accantonato ( ), avrà una genesi analoga. Il libretto è ispirato alla leggenda bretone della città di Ys, capitale del regno di Cornovaglia, che si narra sia sprofondata al largo di Douarnenez. Dopo una pre-audizione al Théâtre Lyrique (1878) e poi all Opéra (1879), l opera viene tolta dal cartellone di entrambi i teatri, benché nello stesso periodo alcuni estratti, interpretati in concerto dalla moglie di Lalo, il mezzosoprano Julie de Marigny, nel ruolo di Margared, avessero incontrato il favore del pubblico. Bisognerà aspettare il 1886 per la prima rappresentazione, trionfale, all Opéra-Comique (allora Salle du Châtelet). L opera viene tradotta in tutte le lingue e rimarrà un successo fino agli anni Venti del Novecento per essere poi improvvisamente abbandonata dopo la Prima guerra mondiale. Una seconda ondata trionfale (490 rappresentazioni parigine) avrà inizio a partire dal Ai nostri giorni, Le Roi d Ys continua a ricomparire regolarmente nella programmazione dei teatri di tutto il mondo. 11 Scena da La Jacquerie, disegno di M. Parys, Théâtre illustré VENerdì 24 luglio 2015 ore 20 OPÉRA BERLIOZ MONTPELLIER (FRANCIA) * VENerdì 11 MARZO 2016 ore 20 Auditorium de Radio France PARIGI (FRANCIA) ** Orchestre Philharmonique de Radio France Patrick Davin direzione Blanche de Sainte-Croix Véronique Gens Jeanne Nora Gubisch Robert Charles Castronovo* / Edgaras Montvidas** Guillaume Boris Pinkhasovich* / Florian Sempey** Le Comte de Sainte-Croix Christophoros Stamboglis* / Alexandre Duhamel** Le Sénéchal Patrick Bolleire* / Julien Véronèse** Le Baron de Savigny Enguerrand de Hys Coproduzione Palazzetto Bru Zane / Orchestre Philharmonique de Radio France / Festival de Radio France et Montpellier Languedoc-Roussillon la jacquerie Opera in quattro atti, completata da Arthur Coquard, su un libretto di Édouard Blau e Simone Arnaud, rappresentata per la prima volta all Opéra di Montecarlo il 9 marzo Indubbiamente, è nell ambito del teatro lirico che Lalo espresse con maggiore evidenza il suo wagnerismo rivisitato. Se Fiesque (1868) rivela ancora qualche approssimazione dal punto di vista drammatico, Le Roi d Ys (1888) si può considerare il coronamento della scienza teatrale del compositore. Oggi, ad attirare l attenzione di melomani e musicologi è La Jacquerie, ancora inedita in disco e in concerto, benché sia trascorso ben più di un secolo dalla sua prima rappresentazione. La trama è semplice ma efficace: sullo sfondo di una cruenta insurrezione contadina, il giovane Robert s innamora della castellana Blanche e, per amor suo, si frapporrà tra il popolo gonfio d odio e il padre di Blanche, il signorotto locale, di cui però non riuscirà a evitare l assassinio. Inseguito dai suoi compaesani, sarà colpito a sua volta e morrà tra le braccia dell amata. Lalo aveva steso da solo il piano dell opera, elaborato una parte dei temi e lavorato al primo atto, orchestrazione compresa, ma fu il suo collaboratore Arthur Coquard a completare il lavoro, la cui gestazione venne bruscamente interrotta dall improvvisa morte del compositore nell aprile Vi abbondano i riferimenti al grand opéra romantico, soprattutto nelle spettacolari scenografie (l ultimo quadro si svolge davanti a una cappella in rovina, nel cuore di una foresta che lascia intravedere, sullo sfondo, il castello feudale distrutto); ma nell impianto breve, dal ritmo quasi frenetico (quattro atti di circa venti minuti ciascuno), e nella vocalità, che accosta eroismo verdiano (nel baritono e nel mezzosoprano) e lirismo wagneriano (nel tenore e nel soprano), La Jacquerie si riallaccia al Roi d Ys, promuovendo un tipo di opera conciso, efficace e senza orpelli l esatto contrario del modello francese imposto da Meyerbeer a partire dal 1830 e ancora in voga fino agli anni Ottanta dell Ottocento. L opera fu rappresentata la prima volta con successo a Montecarlo il 9 marzo 1895, e ripresa all Opéra-Comique il 23 dicembre dello stesso anno. Quest opera è moderna e ha uno stile assai drammatico, assai vivace, pieno di slancio. Le Ménestrel, 17 marzo CONCERTI Novità discografiche Dal 26 settembre al 10 novembre 2015 Festival a Venezia Il ciclo di otto concerti organizzato a Venezia nell autunno 2015 sarà l occasione di ascoltare la musica da camera del compositore nella sua quasi totalità (trii, quartetto per archi, sonate per violino e violoncello, la Fantaisie-Quintette e numerose mélodies). 10 dicembre 2015 Royal Festival Hall, Londra (Inghilterra) Concerto per violino op. 20 Philharmonia Orchestra Jérémie Rhorer direzione James Ehnes violino Se il successo del Concerto per violino op. 20 di Lalo è in parte dovuto al suo celeberrimo dedicatario e primo interprete, Pablo de Sarasate, l opera presenta anche alcune particolarità formali che la distinguono dai tradizionali concerti dell epoca: una struttura in due movimenti, ciascuno dei quali è introdotto da un passaggio lento. Qui Lalo appare già il grande riformatore di tale genere musicale. Dal 26 giugno al 15 agosto 2015 Festival International du Domaine Forget (Canada) Il Festival international du Domaine Forget dedicherà a Lalo un ciclo di cinque concerti in cui verranno eseguite la Rhapsodie norvégienne, l Ouverture del Roi d Ys, le sonate per violino e violoncello e una scelta di mélodies. 21, 23, 24 novembre 2015 Parco della musica, Roma (Italia) Symphonie espagnole Orchestra dell Accademia Nazionale di Santa Cecilia Vasily Petrenko direzione Ray Chen violino Integrale delle mélodies Tassis Christoyannis baritono Jeff Cohen pianoforte Aparté (2 CD) Uscita ottobre 2015 Di grande varietà tanto nel colore musicale quanto nelle fonti letterarie, le trentadue mélodies di Lalo restano in gran parte sconosciute al pubblico. Questo cofanetto ne propone una nuova registrazione integrale. 14 Integrale della musica orchestrale Orchestre Philharmonique Royal de Liège Jean-Jacques Kantorow direzione ALPHA (3 CD) Uscita marzo 2016 Dopo le registrazioni della musica da concerto di Henri Vieuxtemps e di quella di Camille Saint-Saëns, la Chapelle Musicale Reine Elisabeth, in coproduzione con il Palazzetto Bru Zane, l Orchestre Philharmonique Royal de Liège e l etichetta Alpha, proporrà un cofanetto discografico comprendente l integrale della musica orchestrale di Édouard Lalo, nell ambito del festival dedicato al compositore. Sarà l occasione di riascoltare grandi successi come il Concerto per violoncello e la Symphonie espagnole nell interpretazione dei giovani talenti della Chapelle, ma anche di scoprire altri tesori, come il sorprendente Concerto per pianoforte o il Concerto russe per violino. 15 Ciclo BENJAMIN GODARD ( ) Nei salotti parigini Violinista e pianista virtuoso, raffinato autore di mélodies, Godard è oggi associato unicamente a una celebre Berceuse. Riscoperta di un compositore in perfetta sintonia con la sua epoca, creatore di musiche seducenti. Era un sognatore, emotivo nell intimo. Eugène de Solenière Sebbene sia stato un compositore prolifico, eccellente autore di mélodies, nonché un abile violinista e un pianista virtuoso, Benjamin Godard non ha lasciato quasi traccia di sé nella storia della musica, se non per la sua Berceuse tratta dall opera Jocelyn (1888), un aria per tenore arrangiata e trascritta così tante volte che se ne sono perse anche le origini. Nondimeno, fino agli anni Settanta questa pagina fu famosa almeno quanto la Méditation dalla Thaïs di Massenet o il Cygne di Saint-Saëns. Se Godard è oggi sconosciuto ai più, è perché fa parte di quella scuola romantica che non fu né pionieristica (si pensi a Méhul e Cherubini intorno al 1790) né rivoluzionaria (Debussy, Fauré e Ravel a partire dal 1890). Compositore perfettamente in sintonia con la sua epoca, appassionato di musica strumentale e d opera ispirata a soggetti nobili o storicistici (Le Tasse, Dante, Les Guelfes ), Godard privilegia lo slancio del cuore sul ragionamento della mente. Sotto questo aspetto, la sua musica è immediatamente accessibile e attraente per chi oggi cerchi di riscoprire lo spirito elegante della Terza Repubblica. È questo stile discreto e misurato che il Palazzetto Bru Zane metterà in luce durante la primavera del 2016, proponendo a Venezia una panoramica dell opera di Godard (mélodies, quartetti, trii, sonate, musica per pianoforte), con l aggiunta di riprese sinfoniche (Sinfonia n. 2 in si bemolle maggiore) e liriche (Dante a Monaco e Parigi), e l uscita in concomitanza di novità discografiche, sia integrali (musica per violino e pianoforte) sia antologiche (mélodies
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