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Indice dei Contenuti - Introduzione: obiettivi e metodologia 1 - La normativa europea e la legge italiana 3 - Overview sul mercato europeo del tabacco 9 - Il mercato italiano del tabacco 11 - Il fumo in
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Indice dei Contenuti - Introduzione: obiettivi e metodologia 1 - La normativa europea e la legge italiana 3 - Overview sul mercato europeo del tabacco 9 - Il mercato italiano del tabacco 11 - Il fumo in Italia 13 o Impatto clinico e patologie correlate o Il costo sanitario del fumo - Prevalenza del fumo in Italia 15 o La popolazione adulta o Quanti giovani fumano o Confronto giovani e adulti - Chi sono i giovani d'oggi 19 - La prevenzione delle dipendenze 22 o Prevenzione ambientale e universale o Prevenzione selettiva e indicata o Interventi efficaci - Giovani, fumo e ambiente 25 - Mentoring nella prevenzione del fumo. 27 Ricerca del Dipartimento di Psicologia dei Processi di sviluppo e Socializzazione - Univ. La Sapienza Roma o I risultati della ricerca - Togliamoci il fumo dagli occhi . Guida di Cittadinanzattiva 32 - Interventi per aiutare i giovani a smettere di fumare 35 o Interventi di prevenzione nel contesto scolastico o Life Skills - Revisioni sistematiche Cochrane sulla efficacia degli 38 Interventi di cessazione e prevenzione del fumo di tabacco - L'Europa unita contro il tabagismo 42 o Il Manifesto dei Giovani Europei contro il Tabagismo - Conclusioni: proposte concrete in un'ottica di riduzione del danno 45 - Bibliografia 48 0 INTRODUZIONE Obiettivi e metodologia ll fumo uccide una persona ogni sei secondi ed è a tutti gli effetti un'epidemia fra le peggiori mai affrontate a livello globale. L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) calcola che quasi 6 milioni di persone perdano la vita ogni anno per i danni da tabagismo. Fra le vittime, oltre sono non fumatori esposti al fumo passivo. Il totale dei decessi entro il 2030 potrebbe raggiungere quota 8 milioni all anno e se il trend continua come le proiezioni fanno intendere, nel XXI secolo il tabagismo avrà causato fino a un miliardo di morti. Nonostante la progressiva riduzione nel numero dei fumatori nei Paesi industrializzati resta preoccupante anche in Italia la percentuale di fumatori giovani. Anche l'impennata che negli ultimi anni ha interessato nel nostro Paese la vendita di tabacco sfuso, più economico delle sigarette, secondo i sondaggi testimonia un consumo legato ad abitudini e mode di consumatori più giovani. Obiettivi congiunti di una lotta al tabagismo sono quindi la riduzione del numero di fumatori abituali e la prevenzione dell'avvicinamento dei giovanissimi alle sigarette, ma anche la possibilità di valutare l opportunità di immettere sul mercato prodotti del tabacco potenzialmente meno rischiosi rispetto alle sigarette. Il presente studio parte dall'analisi delle principali ricerche che in Italia e non solo si sono occupate di fotografare le caratteristiche del consumo di tabacco fra i giovani. Gli studi precedentemente condotti sul tema da Organizzazioni Non Governative, dall'università La Sapienza di Roma, dall'industria, da Cittadinanzattiva, le analisi eseguite dall'istituto Superiore di Sanità e i dati forniti da indagini demoscopiche sono stati valutati anche alla luce della più recente letteratura scientifica del settore. L'obiettivo è quello di tracciare un quadro ragionato della reale condizione attuale del fumatore giovane in Italia, identificandone le motivazioni, le caratteristiche, le particolari fragilità, ma individuando anche possibilità di intervento. Attraverso la raccolta, il confronto e l'analisi dei dati più aggiornati, sullo sfondo del quadro normativo nazionale ed europeo, intendiamo giungere a una proposta concreta che renda l'italia capofila di un'azione efficace di lotta al tabagismo, soprattutto fra le nuove generazioni. Un'azione che unisca mirate campagne di prevenzione, da promuovere fin dalla scuola primaria, a garanzie di assistenza per le terapie di disaffezione al fumo per 1 chi ne è dipendente, a norme che regolino anche i nuovi prodotti immessi sul mercato in un'ottica di riduzione del danno da tabacco. 2 La normativa europea e la legge italiana Il controllo del tabacco all'interno dell'unione Europea si basa fondamentalmente su due normative: la Direttiva 2001/37/CE, che regolamenta il mercato della produzione, presentazione e vendita dei prodotti del tabacco. La norma impone di apporre avvisi sui rischi per la salute sui prodotti, vieta l uso di termini quali light, mild o a basso contenuto di catrame, costringe i produttori a fornire informazioni complete su tutti gli ingredienti utilizzati nei loro prodotti, stabilisce il tenore massimo di catrame, nicotina e monossido di carbonio delle sigarette, pari rispettivamente a 10 mg/sigaretta, 1 mg/sigaretta e 10mg/sigaretta, con i relativi metodi di misurazione; la Direttiva 2003/33/CE, che vieta la pubblicità transfrontaliera dei prodotti del tabacco sui mass media, la radio e i servizi online. Vieta inoltre la sponsorizzazione di eventi transfrontalieri se essa produce l effetto di promuovere i prodotti del tabacco. Il divieto di pubblicizzare e sponsorizzare il tabacco in televisione risale al Ora la direttiva sui servizi di media audiovisivi estende tale divieto a tutte le forme di comunicazione commerciale, compreso il product placement. Tale divieto a tutto campo nell ambito della pubblicità nei paesi dell Unione Europea costituisce un elemento centrale nella politica di controllo del tabacco e contribuisce a rendere il tabacco meno visibile e attraente nella società. Risale al 2003 anche la Raccomandazione del Consiglio Europeo sulla prevenzione del fumo e su iniziative per rafforzare la lotta contro il tabagismo (2003/54/CE, scaricabile a Nel 2005 è entrata in vigore la Convenzione quadro per il controllo del tabacco (Framework Convention on Tobacco Control, FCTC), il primo trattato internazionale mai adottato nell ambito della salute. Ad oggi (agosto 2012) esso impegna 175 paesi di tutto il mondo a intervenire per ridurre le malattie e il numero di decessi provocati dai prodotti del tabacco. Sulla base della Convenzione, vengono sviluppati nuovi standard per diffondere ulteriormente le misure di controllo del tabacco. Circa un terzo dei paesi europei ha adottato una legislazione di vasta portata che vieta il fumo, con effetti positivi immediati sulla salute, per esempio una riduzione media dell incidenza degli infarti tra l 11 e il 19%. Il 30 giugno 2009, la Commissione ha avanzato una proposta di raccomandazione al Consiglio, che invita tutti gli Stati membri ad adottare misure che tutelino i loro cittadini dall esposizione al fumo di tabacco entro il 2012 (scaricabile 3 lex.europa.eu/lexuriserv/lexuriserv.do?uri=oj:c:2009:296:0004:0014:it:pdf). La proposta per un ambiente libero dal fumo invita gli Stati membri a: approvare e attuare leggi che salvaguardino i cittadini dall esposizione al fumo in luoghi pubblici chiusi, luoghi di lavoro e trasporti pubblici, entro tre anni dall adozione della raccomandazione; rafforzare le leggi antifumo attraverso misure di sostegno, come la tutela dei minori e un sostegno agli sforzi per smettere di fumare, nonché avvertimenti in forma grafica sui pacchetti delle sigarette; rafforzare la cooperazione a livello dell Unione Europea attraverso l istituzione di punti focali nazionali per il controllo del tabacco. Nel 2010 il Comitato scientifico dei rischi sanitari emergenti e recentemente identificati (SCENIHR) ha adottato un parere teso a valutare il ruolo che gli additivi del tabacco hanno sull attrattività e la dipendenza. Il Comitato ha suggerito che numerosi additivi vengono utilizzati per aumentare l'attrattiva e la dipendenza dei prodotti del tabacco, pur evidenziando certe limitazioni dello studio, fra le quali: la difficoltà etica di condurre un'analisi in modo adeguato per poter quantificare l'attrattiva negli esseri umani, la difficoltà di identificare il ruolo dei singoli additivi nell'incremento dell'attrattiva, l'effetto del marketing che è ugualmente fuorviante. L articolo 11 della Direttiva 2001/37/CE prevede che la Commissione Europea fornisca regolarmente un report al Parlamento Europeo e al Consiglio sull applicazione della Direttiva stessa da parte degli Stati Membri. Ad inizio 2011, la Commissione Europea tramite la DG SANCO (Direzione Generale della salute e della tutela del consumatore) ha avviato una procedura di Impact Assessment in merito ai possibili sviluppi futuri della regolamentazione del settore. Entro la fine del 2012 la procedura si concluderà con la presentazione di una nuova proposta di Direttiva che verrà presentata contestualmente a Parlamento e Consiglio, per l inizio dell iter legislativo ordinario. Punto di partenza dell Impact Assessment sono anche i risultati della Consultazione Pubblica avviata dalla Commissione il 24 settembre 2010 e conclusasi il 17 dicembre La Consultazione Pubblica ha offerto la possibilità di intervenire nel processo di revisione della Direttiva a cittadini, organizzazioni non governative, istituzioni pubbliche e rappresentanti dell'industria e ha fatto registrare un'alta adesione (oltre 85mila risposte di 4 cui il 96% di singoli cittadini). Fra gli argomenti che hanno destato maggiore dibattito e partecipazione pubblica: l introduzione del pacchetto generico, ossia una confezione standard per tutti i produttori, sulla quale verrà stampato solo il nome del marchio con caratteri e colore uniformi (generic packaging); l obbligo di introdurre le avvertenze sanitarie per immagini contestualmente all aumento della superficie dedicata alle avvertenze stesse fino ad occupare la maggior parte della superficie del pacchetto (pictorial health warnings); l introduzione del divieto di esposizione delle sigarette all interno dei punti vendita (display ban); il divieto di utilizzo degli ingredienti, utilizzati per riequilibrare il sapore del tabacco e reintegrare gli zuccheri persi durante il trattamento della foglia ma che in seguito alla combustione sprigionano sostanze altamente nocive, molte delle quali cancerogene (ingredients ban). I risultati della consultazione sono stati resi noti nel settembre L'85% dei partecipanti si è detto contrario all'introduzione del pacchetto generico (1,76% i favorevoli) e ha espresso la volontà di non cambiare nulla sulla commercializzazione: solo il 2,78% ha proposto l'aumento delle informazioni sul pacchetto. Anche in materia di ingredienti il 78% dei partecipanti alla consultazione lascerebbe la normativa invariata, mentre una piccola percentuale guarda con favore a criteri comuni europei e a una lista comune di ingredienti per tutti i produttori. Per quanto riguarda l'accesso al prodotto, quasi il 50% vorrebbe conservare le regole attuali, mentre il 39% è propenso ad esercitare maggiore controllo; solo l'1,87% vorrebbe vietare la vendita di prodotti di tabacco mentre la maggioranza degli intervistati suggerisce un controllo legato all'età dei fumatori. Quasi contemporaneamente, il Parlamento europeo ha bocciato a larga maggioranza l'emendamento collegato ad una proposta di risoluzione comune in vista della riunione delle Nazioni Unite sulle malattie non trasmissibili, che riassumeva il piano europeo sul tabacco: confezionamento generico, avvertenze sanitarie illustrate, divieto di alcuni ingredienti. Inutile ribadire quanto l'industria del tabacco guardi con preoccupazione alla eventualità che anche solo alcune di queste proposte diventino norma applicata. Essa teme, ad esempio, che nuove regole come quelle del generic packaging e dei pictorial warnings potrebbero incentivare la contraffazione e il contrabbando dei prodotti a base di tabacco, avendo al 5 tempo stesso un limitato - se non addirittura negativo - impatto sulla salvaguardia della salute dei consumatori. Similmente, l'implementazione dell'ingredients ban avrebbe potenziali riflessi negativi socio-economici e giuridico-legali. Quanto alla ipotesi di fondo della Commissione riguardo al display ban, ossia che il divieto di esposizione sarebbe efficace soprattutto verso il pubblico dei consumatori più giovani, alcuni rimandano all'esperienza dell Irlanda, che ha introdotto tale misura nel 2009, con esiti più modesti di quanto auspicato e con una parallela evoluzione del mercato illecito. Anche un recente studio condotto da The European House-Ambrosetti sulla regolamentazione del settore del tabacco (2012) sembra evidenziare che la potenziale riduzione dei consumi attesa dall applicazione delle misure proposte dalla Commissione appare incerta, a fronte di significativi impatti negativi attesi tanto sulla filiera che in Italia occupa oltre addetti, quanto sul consumatore e sull intera collettività. Sullo sfondo di questo panorama, l'italia può vantare di essersi dotata di leggi per la tutela dei non fumatori con largo anticipo rispetto a molti paesi. La prima norma nazionale in questo senso risale infatti al 1975 (Legge n. 584 dell 11 novembre 1975) e vieta di fumare in alcuni luoghi pubblici. Essa venne rafforzata venti anni più tardi dalla Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 14 dicembre 1995 che allargava il divieto ai locali destinati al ricevimento del pubblico per l erogazione di servizi pubblici e utilizzati dalla pubblica amministrazione, dalle aziende pubbliche e dai privati esercenti servizi pubblici. Queste norme avevano tuttavia un impatto assai limitato sui comportamenti dei fumatori, interferendo poco con le loro abitudini. I limiti sono stati superati con la Legge 3 del 16 gennaio 2003 che ha esteso il divieto di fumo a tutti i locali chiusi (compresi i luoghi di lavoro privati o non aperti al pubblico, gli esercizi commerciali e di ristorazione, i luoghi di svago, palestre, centri sportivi), con le sole eccezioni dei locali riservati ai fumatori e delle abitazioni civili. La legge non prevede un obbligo, ma concede la possibilità di creare locali per fumatori. Tra le altre misure volte alla riduzione della domanda di prodotti del tabacco ci sono le norme relative alla regolamentazione della composizione dei prodotti e all etichettatura. In particolare, il Decreto Lgs. n.184 del 24 giugno 2003 che ha recepito la Direttiva 2001/37/CE. La normativa vigente in materia di regolamentazione della pubblicità è costituita dalla Legge 52 del 22 febbraio 1983, di conversione in legge 6 del Decreto 4 del 10 gennaio 1983 e dal Decreto ministeriale 425 del 30 novembre 1991, in attuazione della Direttiva 89/552/CEE, oltre che dall'art. 8 del Decreto 581 del 9 dicembre Con il Decreto Lgs. n. 300 del 16 dicembre 2004 è stata recepita anche nel nostro Paese la Direttiva 2003/33/CE. La normativa italiana sul tabagismo regolamenta anche altri aspetti, con l obiettivo generale di tutelare la salute dei cittadini, in particolare dei giovani. Fin dal 1934, il Regio Decreto 2316, Testo unico delle leggi sulla protezione e l assistenza della maternità e dell infanzia, stabilisce, all art. 25, il divieto di vendita e somministrazione di tabacco ai minori di 16 anni, a cui è vietato anche di fumare nei luoghi pubblici. Le leggi volte alla repressione del contrabbando del tabacchi lavorati hanno anche finalità di salute pubblica. In Italia sono puniti sia la vendita che l'acquisto dei prodotti di contrabbando. La normativa di riferimento è costituita dalla Legge 50 del 18 gennaio 1994 e dalla Legge 92 del 19 marzo La normativa nazionale s inserisce, pertanto, a pieno titolo nell ambito proposto anche dall Oms attraverso la Convenzione Quadro per il Controllo del Tabacco, di cui l Italia è stata uno dei primi firmatari. Infine, è attualmente in fase avanzata di discussione al Senato della Repubblica la proposta di legge bipartisan S.8, Disposizioni per la tutela della salute e per la prevenzione dei danni derivanti dal consumo dei prodotti del tabacco , a firma dei senatori Ignazio Marino e Antonio Tomassini. La proposta comprende: - l'introduzione di una normativa per disciplinare i prodotti a base di tabacco, che tenga conto dei più recenti ed avanzati risultati conseguiti in ambito scientifico in materia di studio delle caratteristiche e della dannosità del consumo dei prodotti del tabacco; - l'innalzamento a 18 anni dell età anagrafica minima per l acquisto e il consumo dei prodotti a base di tabacco; - l'estensione del divieto di fumo alle pertinenze delle scuole; - maggiori sanzioni a chiunque venda o somministri prodotti a base di tabacco ai minori di diciotto anni; - l'obbligo per i produttori di riportare nome e possibili effetti delle sostanze contenute in sigarette e prodotti a base di tabacco su un foglietto illustrativo da porre all interno di pacchetti e confezioni; - l'istituzione da parte del Ministero della Salute del Fondo per la prevenzione e riduzione dei danni del tabagismo per svolgere campagne di informazione, corsi di aggiornamento per i medici, agevolare l acquisto di farmaci sostitutivi della nicotina, favorire lo 7 sviluppo e la produzione di prodotti a base di tabacco sempre meno nocivi alla salute. Tale Fondo dovrebbe essere finanziato dalle risorse derivanti dall applicazione delle sanzioni amministrative pecuniarie applicate per violazioni alle disposizioni di legge, dalle maggiori entrate derivanti dall armonizzazione del trattamento dei diversi prodotti a base di tabacco e da contributi di soggetti pubblici e privati. 8 Overview sul mercato europeo del tabacco La recente crisi economica che ha coinvolto, seppur in maniera diversa, tutti i Paesi, ha inciso in modo significativo e soprattutto per quanto riguarda il prodotto lavorato, anche sul mercato europeo del tabacco, che chiude il 2011 con una ulteriore diminuzione delle vendite. Da una prima analisi, la flessione del mercato, in coincidenza di una minore disponibilità economica, ma anche di un aumento del prezzo del pacchetto di sigarette, sembra dimostrare quanto il costo da pagare in termini economici abbia una maggiore deterrenza del costo-salute sulla decisione di diminuire o abbandonare l abitudine al fumo. Nei principali mercati europei, Italia, Spagna, Regno Unito e Francia, l anno 2011 si conclude con un calo complessivo delle vendite di ben 13 milioni di chili rispetto al Fa eccezione la Germania dove, nonostante l aumento dei prezzi, le vendite legali di sigarette hanno messo a segno un deciso recupero con una crescita del 4.8% rispetto al Il fenomeno può essere attribuito al progressivo aumento dei prezzi delle sigarette nel mercato frontaliero, che ha contribuito a concentrare gli acquisti in patria, ma anche alla robusta ripresa economica e all assenza di una disciplina federale organica rispetto ai divieti di fumo che prevedono, inoltre, numerose eccezioni. Le maggiori perdite interessano il mercato spagnolo, che registra un costante arretramento della domanda fino a raggiungere nei primi sei mesi del 2011, con l aumento dei prezzi delle sigarette, una caduta superiore al 20% rispetto al corrispondente periodo del Il fenomeno, attribuibile ad un contesto economico provato da una dura recessione e dall entrata in vigore di normative sempre più restrittive, è difficilmente equiparabile ad un corrispondente calo di consumo, che va ridimensionato alla luce di una crescente penetrazione del commercio illegale proveniente dalle zone extraterritoriali di Gibilterra e Andorra e da merce contraffatta di provenienza cinese. Germania Spagna Mercati delle sigarette in alcuni paesi Europei, 2011 Fonte: elaborazioni Tobacco Observatory REF Ricerche 9 La crisi dell economia e la crescita del prezzo delle sigarette ha colpito anche il mercato francese che è al terzo posto, dopo UK e Irlanda, per prezzo di vendita al pubblico del pacchetto di sigarette. Nel 2011 in Francia si registra, rispetto al 2010, un calo di 690 milioni di chili (- 1,3%) per quanto riguarda le vendite legali di sigarette, mentre cresce la vendita di tabacco sfuso per arrotolare le sigarette (+5% rispetto al 2010). Una crescita non sufficiente a giustificare l aumento del numero dei fumatori, dal 28 al 30%, incrementato dalla popolazione di sesso femminile (Barometre Santé- Institut national de prévention et d éducation pour la santé), da attribuirsi più realisticamente ai vantaggi offerti
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