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LA NUOVA DISCIPLINA DELL ANTIRICICLAGGIO: I SOGGETTI OBBLIGATI E L ANALISI DEL RISCHIO

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Focus on LA NUOVA DISCIPLINA DELL ANTIRICICLAGGIO: I SOGGETTI OBBLIGATI E L ANALISI DEL RISCHIO Aprile Milano Roma Torino Bologna Firenze Venezia Vicenza Padova
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Focus on LA NUOVA DISCIPLINA DELL ANTIRICICLAGGIO: I SOGGETTI OBBLIGATI E L ANALISI DEL RISCHIO Aprile Milano Roma Torino Bologna Firenze Venezia Vicenza Padova Ancona Lo scorso 23 febbraio 2017 il Governo - dando esecuzione alla delega ricevuta dalla c.d. Legge di delegazione 2015 (articolo 15 della legge 12 agosto 2016, n. 170) - ha approvato lo schema di decreto legislativo - ora all esame del Parlamento - recante attuazione della IV Direttiva Antiriciclaggio. Il presente articolo analizza la parte del decreto in materia di soggetti obbligati, analisi e valutazione del rischio di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo, adeguata verifica della clientela, titolare effettivo, misure semplificate e rafforzate di adeguata verifica e, per finire, esecuzione degli obblighi da parte di terzi. Schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva (UE) 2015/849 in tema di antiriciclaggio Premessa Siamo quindi, pare, alle battute finali del procedimento di recepimento in Italia della Direttiva (UE) 2015/849 (c.d. IV Direttiva Antiriciclaggio ), relativa alla prevenzione dell uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo e recante modifica delle Direttive 2005/60/CE e 2006/70/CE e attuazione del Regolamento (UE) n. 2015/847, riguardante i dati informativi che accompagnano i trasferimenti di fondi e che abroga il Regolamento (CE) n. 1781/2006. Lo schema di decreto legislativo in esame introduce significative modifiche alla vigente disciplina al fine di allineare la normativa nazionale alle più recenti disposizioni introdotte in materia a livello europeo e applica le raccomandazioni GAFI. La IV Direttiva Antiriciclaggio (pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell'unione europea del 5 giugno 2015) è entrata in vigore il 25 giugno Il termine per il suo recepimento da parte degli Stati membri è il 26 giugno Tuttavia in sede comunitaria si è consolidato un consenso politico per anticipare tale termine, su base volontaria, all inizio del Al riguardo si segnala, peraltro, che la Commissione europea ha adottato il 5 luglio 2016 una proposta di direttiva con alcune modifiche alla IV Direttiva Antiriciclaggio. 2 Aprile 2017 Lo schema di decreto si compone di 10 articoli: 1) i primi cinque apportano modifiche al decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231 (d.lgs. 231/2007), che non verrà, quindi, abrogato, ma semplicemente modificato; 2) gli articoli 6, 7 e 8 introducono modifiche, rispettivamente, al decreto legislativo 22 giugno 2007, n. 109, al decreto legislativo 19 novembre 2008, n. 195 e ad ulteriori disposizioni vigenti, trasversalmente richiamate dalla normativa in materia di antiterrorismo. Il presente contributo, senza pretesa di esaustività, si propone di fornire alcune preliminari evidenze scaturenti dall analisi delle previsioni contenute nello schema di decreto legislativo decreto, cercando, laddove possibile, un raffronto con quanto stabilito per le banche e gli intermediari finanziari con il Provvedimento di Banca d Italia del 10 marzo 2011 che ha stabilito requisiti in materia di organizzazione, procedure e controlli interni e con il Provvedimento di Banca d Italia in materia di adeguata verifica del 3 aprile Il commento avrà ad oggetto i seguenti temi: - soggetti obbligati; - analisi e valutazione del rischio di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo; - adeguata verifica della clientela; - titolare effettivo; - misure semplificate e rafforzate di adeguata verifica; - esecuzione degli obblighi da parte di terzi; Si rinvia ad un ulteriore approfondimento per l analisi delle altre novità. 3 Aprile 2017 Soggetti obbligati (CAPO I) Soggetti obbligati (art. 3) L articolo 3 assorbe in sé gli articoli da 10 a 14 del d.lgs. 231/2007 (costituenti l intero Capo III), rappresentando in un unico articolo e con una nuova segmentazione l intero panorama dei soggetti tenuti agli adempimenti in materia di lotta al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo. Infatti, al fine di aderire meglio allo spirito della IV Direttiva Antiriciclaggio, anche tenendo conto dell esercizio della vigilanza cui sono sottoposti, i destinatari della normativa sono distinti in cinque categorie di soggetti in base alle funzioni effettivamente svolte: a) gli intermediari bancari e finanziari, tra i quali vengono ricompresi: - le SICAF; - gli intermediari bancari e finanziari e le imprese assicurative aventi sede legale e amministrazione centrale in un altro Stato membro o in uno Stato terzo stabiliti senza succursale sul territorio della Repubblica italiana; - i consulenti finanziari di cui all art. 18-bis TUF e le società di consulenza finanziaria di cui all art. 18-ter TUF: prima i soli promotori finanziari erano ricompresi tra gli altri soggetti esercenti attività finanziarie; - gli intermediari assicurativi di cui all art. 109, comma 2, lettere a), b) e d) CAP che operano nei rami di attività di cui all art. 2, comma 1, CAP: prima tali soggetti - senza peraltro il richiamo alla lettera d) - erano ricompresi tra gli altri soggetti esercenti attività finanziarie; - i soggetti di cui all art. 2, comma 6, della legge 130/1999, con riferimento alle operazioni di cartolarizzazione dei crediti disciplinate dalla medesima legge (cd. master servicer): prima tali soggetti erano richiamati dall art. 3 tra i destinatari, senza però essere qualificati all interno di alcuna specifica categoria; 4 Aprile 2017 b) gli altri operatori finanziari, tra i quali vi sono i soggetti che esercitano professionalmente l attività di cambia valute iscritti in un apposito registro tenuto dall Organismo previsto dall art. 128-undecies TUB; c) i professionisti, nell'esercizio della professione in forma individuale, associata o societaria, tra i quali vengono ricompresi: - i revisori legali e le società di revisione legale, con o senza incarichi di revisione su enti di interesse pubblico o su enti sottoposti a regime intermedio: prima tali soggetti erano disciplinati da un articolo ad hoc (art. 13); - gli operatori professionali in oro di cui alla legge 17 gennaio 2000 n. 7; d) gli altri operatori non finanziari, tra i quali rientrano: - i soggetti che esercitano attività di mediazione civile, ai sensi dell art. 60 della legge 69/2009; - i prestatori di servizi relativi all utilizzo di valuta virtuale, limitatamente allo svolgimento dell attività di conversione di valute virtuali da ovvero in valute aventi corso forzoso; - i prestatori di servizi di gioco, a cui sono dedicate delle disposizioni specifiche all'interno della novella. 5 Aprile 2017 Analisi e valutazione del rischio di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo (CAPO IV) Valutazione del rischio da parte dei soggetti obbligati (art. 15) L articolo 15 impone l adozione ed il periodico aggiornamento, da parte dei soggetti obbligati, di procedure oggettive e coerenti rispetto a criteri e alle metodologie per l analisi e la valutazione del rischio elaborate dalle autorità di vigilanza di settore e dagli organismi di autoregolamentazione per analizzare e valutare i rischi di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo. Tale valutazione deve tenere conto delle caratteristiche della clientela, dell area geografica di operatività, dei canali distributivi, dei prodotti e dei servizi offerti. Tale prescrizione impone rilevanti impatti in capo ai soggetti obbligati che dovranno documentare e mettere a disposizione delle autorità a vario titolo coinvolte e degli organismi di autoregolamentazione le autovalutazioni del rischio effettuate. Procedure di mitigazione del rischio (art.16) L articolo 16 prevede l obbligo per i soggetti obbligati di adottare presidi e attuare controlli e procedure idonei a gestire e mitigare i rischi individuati a livello nazionale dal Comitato di sicurezza finanziaria (quale l organismo nazionale responsabile dell analisi nazionale del rischio di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo ai sensi dell articolo 14) e a livello del singolo soggetto obbligato ai sensi in forza della autovalutazione condotta a sensi dell articolo 15. Le misure adottate devono essere proporzionali ai rischi, alla natura e alle dimensioni dei soggetti obbligati. 6 Aprile 2017 Le autorità di vigilanza di settore e gli organismi di autoregolamentazione individuano i requisiti dimensionali e organizzativi in base ai quali i soggetti obbligati, rispettivamente vigilati e controllati, adottano specifici presidi, controlli e procedure per: a) la valutazione e gestione del rischio di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo; b) l'introduzione di una funzione antiriciclaggio, ivi comprese, se adeguate rispetto alle dimensioni e alla natura dell'attività, la nomina di un responsabile della funzione antiriciclaggio; c) la previsione di una funzione di revisione indipendente per la verifica delle politiche, dei controlli e delle procedure. Attualmente, per banche e intermediari finanziari, alcuni requisiti in materia di organizzazione, procedure e controlli interni sono disciplinati dal Provvedimento di Banca d Italia del 10 marzo L obbligo di adottare misure proporzionate al rischio, impone anche la pianificazione, da parte dei soggetti destinatari degli obblighi, di adeguati programmi di formazione del personale, finalizzati alla corretta valutazione del rischio, alle procedure da attuare in relazione al rischio medesimo e al riconoscimento delle operazioni sospette. 7 Aprile 2017 Obblighi di adeguata verifica della clientela (CAPO I) Disposizioni generali (art. 17) L articolo 17 introduce l obbligo di procedere alla adeguata verifica del cliente e del titolare effettivo: a) anche per le operazioni occasionali che comportino un trasferimento di fondi superiore a mille euro: tale previsione recepisce la definizione di trasferimento di fondi contenuta dall'articolo 3, punto 9) del regolamento UE 2015/847; b) per i prestatori di servizi di gioco: in considerazione dell'elevato rischio di riciclaggio riferito a talune tipologie, e connesse operazioni, di gioco, nel Titolo IV del decreto legislativo (introdotto dall'articolo 4 del testo in esame) sono previste disposizioni specifiche per il corretto adempimento delle misure di adeguata verifica del cliente e di conservazione; c) per le banche, gli istituti di moneta elettronica, gli istituti di pagamento e Poste Italiane S.p.A. nei casi in cui agiscano da tramite o siano comunque parte nel trasferimento di denaro contante o titoli al portatore, in euro o valuta estera, effettuato a qualsiasi titolo tra soggetti diversi, di importo complessivamente pari o superiore a euro. Oltre che nelle già disciplinate ipotesi di (i) instaurazione di un rapporto continuativo o del conferimento dell incarico per l esecuzione di una prestazione professionale, (ii) esecuzione di un operazione occasionale che comporti la trasmissione o la movimentazione di mezzi di pagamento di importo pari o superiore a euro, indipendentemente dal fatto che sia effettuata con un operazione unica o con più operazioni che appaiono collegate per realizzare un operazione frazionata, (iii) sospetto di riciclaggio o finanziamento del terrorismo, indipendentemente da qualsiasi deroga, esenzione o soglia applicabile, (iv) dubbi sulla veridicità o sull adeguatezza dei dati ottenuti ai fini dell identificazione, l articolo 17 ribadisce l obbligo di adozione di misure di adeguata verifica della clientela proporzionali al rischio rilevato e la 8 Aprile 2017 responsabilità, per il soggetto obbligato, di dimostrare alle autorità coinvolte e agli organismi di autoregolamentazione l'adeguatezza della valutazione effettuata e delle conseguenti misure adottate ai fini del corretto adempimento dell'obbligo. In ausilio alla suddetta indicazione sono indicati i criteri - peraltro i medesimi di cui all articolo 20 del d.lgs. 231/2007 ante novella - da prendere in considerazione al fine di individuare misure di adeguata verifica equilibrate al rischio rilevato. Trattasi in particolare: a) con riferimento al cliente (i) natura giuridica; (ii) prevalente attività svolta; (iii) comportamento tenuto al momento del compimento dell'operazione o dell'instaurazione del rapporto continuativo o della prestazione professionale, (iv) area geografica di residenza o sede del cliente o della controparte; b) con riferimento all'operazione, rapporto continuativo o prestazione professionale: (i) tipologia dell'operazione, rapporto continuativo o prestazione professionale posti in essere: (ii) modalità di svolgimento dell'operazione, rapporto continuativo o prestazione professionale; (iii) ammontare dell'operazione; (iv) frequenza e volume delle operazioni e durata del rapporto continuativo o della prestazione professionale; (v) ragionevolezza dell'operazione, del rapporto continuativo o della prestazione professionale, in rapporto all attività svolta dal cliente e all entità delle risorse economiche nella sua disponibilità; (vi) area geografica di destinazione del prodotto e oggetto dell'operazione, del rapporto continuativo o della prestazione professionale. Contenuto degli obblighi di adeguata verifica (art. 18) L'articolo 18, a differenza di quanto previsto dagli articoli 18 e 19 del d.lgs. 231/2007 ante novella, dopo avere ribadito l obbligo di (a) identificare il cliente e verificare la sua identità e quella dell esecutore (anche in relazione all esistenza e all ampiezza del potere di rappresentanza) attraverso un riscontro di un documento di identità o altro documento di riconoscimento 9 Aprile 2017 equipollente (b) identificare il titolare effettivo e verificare la sua identità, si sofferma sul contenuto dell obbligo di ottenere informazioni sullo scopo e sulla natura del rapporto continuativo o delle prestazione professionale. Al riguardo - in linea con quanto disciplinato per le banche e gli intermediari finanziari dal Provvedimento di Banca d Italia in materia di adeguata verifica del 3 aprile prevede l'acquisizione e la valutazione di informazioni relative (i) all instaurazione del rapporto, (ii) alle relazioni intercorrenti tra il cliente e l'esecutore, (iii) alle relazioni tra il cliente e il titolare effettivo, (iv) attività lavorativa, salva la possibilità di acquisire, in funzione del rischio, ulteriori informazioni, ivi comprese quelle relative (v) alla situazione economico-patrimoniale del cliente. In presenza di un elevato rischio di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo, i soggetti obbligati applicano la procedura di acquisizione e valutazione delle predette informazioni anche alle prestazioni o operazioni occasionali. L articolo 18 prevede che le attività dirette all'identificazione e verifica dell'identità del cliente siano effettuate prima dell'esecuzione dell'operazione occasionale, ovvero al momento dell'istaurazione del rapporto o del conferimento dell'incarico e consente - in parziale linea di continuità con quanto disciplinato per le banche e gli intermediari finanziari dal Provvedimento di Banca d Italia in materia di adeguata verifica del 3 aprile esclusivamente in presenza di un basso rischio di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo, che la verifica dell'identità sia posticipata ad un momento successivo. In tale ipotesi di differimento, la norma impone, in ogni caso, di attuare una procedura di gestione del rischio raccogliendo i dati identificativi dei soggetti coinvolti nonché i dati relativi alla tipologia e all'importo dell'operazione. La verifica dovrà, in ogni caso, essere terminata al più presto e, comunque, entro 30 giorni che decorrono dall'istaurazione del rapporto o dal conferimento dell'incarico. L articolo 18 prevede inoltre che, dinnanzi all'impossibilità di completare correttamente la procedura di adeguata verifica, il soggetto obbligato si astenga dall'operazione valutando, sussistendone i presupposti, se effettuare una segnalazione di operazione sospetta. 10 Aprile 2017 Il differimento delle procedure di adeguata verifica è, inoltre, consentito ai professionisti limitatamente alle ipotesi in cui esaminano la posizione giuridica del cliente o espletano compiti di difesa. Modalità di adempimento degli obblighi di adeguata verifica (art. 19) L articolo 19 - fermo restando l'obbligo di adottare modalità di verifica adeguate al livello di rischio rilevato - indica le modalità appropriate per (a) l'identificazione del cliente e del titolare effettivo, (b) la verifica dell identità del cliente, del titolare effettivo e dell esecutore, (c) l'acquisizione e valutazione sullo scopo e la natura del rapporto continuativo o della prestazione professionale nonché (d) la prassi per analizzare e monitorare il rapporto con il cliente. La norma prescrive l'obbligatoria presenza del cliente o dell'esecutore ai fini della procedura di identificazione dei medesimi, indicando ipotesi tassative in cui l'obbligo di identificazione si considera assolto anche senza la presenza fisica del cliente. Analoghe ipotesi sono contenute nell art. 28 del d.lgs. 231/2007 ante novella e nel Provvedimento di Banca d Italia in materia di adeguata verifica del 3 aprile 2013 applicabile alle banche e agli intermediari finanziari, ancorché inquadrandola nella disciplina della adeguata verifica rafforzata, applicabile nelle ipotesi in cui il cliente non sia fisicamente presente. Per quanto invece riguarda la verifica dell identità del cliente, del titolare effettivo e dell esecutore l art. 19 introduce la previsione per la quale, laddove sussistano dubbi, incertezze o incongruenze rispetto al riscontro della veridicità dei dati identificativi contenuti nei documenti e delle informazioni acquisite, si proceda attraverso la consultazione del sistema pubblico per la prevenzione del furto di identità ovvero attraverso il ricorso a fonti attendibili e indipendenti tra le quali rientrano le basi di dati, ad accesso pubblico o condizionato al rilascio di credenziali di autenticazione, riferibili ad una pubblica amministrazione nonché quelle riferibili a soggetti privati, sottoposti alla vigilanza di un amministrazione pubblica ovvero istituite o gestite per il perseguimento di finalità di pubblico interesse statutariamente definite . La formulazione 11 Aprile 2017 utilizzata intende evidenziare che l'attendibilità del dato ottenuto è strettamente connessa al profilo di certificazione del dato medesimo, che deve promanare da una banca dati pubblica ovvero privata ma servente a esigenze di carattere pubblicistico. Non vi sono novità rispetto a quanto previsto del d.lgs. 231/2007 ante novella in materia di controllo costante. Meritevole di segnalazione è, invece, la nuova disposizione in merito ai prodotti di assicurazione vita o altre forme di assicurazione legate ad investimenti finanziari. Gli intermediari finanziari dovranno applicare misure di adeguata verifica della clientela oltre al cliente e al titolare effettivo, anche in relazione al beneficiario del contratto di assicurazione all atto della designazione acquisendone i dati identificativi. Nel caso di beneficiario designato in base a particolari caratteristiche o classi o in altro modo, sarà necessario acquisire informazioni su di esso sufficienti a far ritenere all intermediario che sarà in grado di stabilirne l identità al momento del pagamento. L identità del beneficiario è accertata al momento del pagamento o, in caso di cessione a terzi del contratto di assicurazione, al momento della cessione. Nel caso di beneficiari di trust o di istituti giuridici analoghi designati in base a particolari caratteristiche o classi, il soggetto obbligato acquisisce informazioni sul beneficiario sufficienti a far ritenere che sarà in grado di stabilirne l identità al momento del pagamento o dell esercizio dei diritti conferiti. Titolare effettivo (CAPO I) Criteri per la determinazione della titolarità effettiva di clienti diversi dalle persone fisiche (art. 20) L articolo 20 indica i criteri per la determinazione della titolarità effettiva di clienti diversi dalle persone fisiche, attribuendo t
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