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PREFAZIONE. Cronaca privata e memoria storica

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PREFAZIONE Cronaca privata e memoria storica La prima traduzione italiana del Diario della Grande Guerra di John Dos Passos (9 dicembre giugno 1918) di Les contemporains qui souffrent de certaines
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PREFAZIONE Cronaca privata e memoria storica La prima traduzione italiana del Diario della Grande Guerra di John Dos Passos (9 dicembre giugno 1918) di Les contemporains qui souffrent de certaines choses ne peuvent s'en souvenir qu'avec une horreur qui paralyse tout autre plaisir, même celui de lire un conte. Stendhal 1 Un punto di vista interessante dal quale osservare il coinvolgimento italiano nella Grande Guerra è quello dei numerosi volontari che giunsero da oltreoceano per prestare servizio con la Croce Rossa Americana, osservatorio tanto più affascinante poiché in molti casi erano giovani letterati, rappresentativi della cultura più alta degli Stati Uniti di allora e destinati a lasciare tracce profonde nel mondo letterario. Nei primi anni della guerra l'atteggiamento degli Stati Uniti fu sostanzialmente un tentativo di rimanere ai margini del conflitto, senza compromettere la propria preminenza eco- 1 Epigrafe posta da Dos Passos all'inizio del romanzo Three Soldiers (1921). VI nomica e politica, ansiosi di mantenere lo status quo della democrazia americana più che di ottenerne una manifestazione più compiuta. A questo comportamento neutrale si andarono gradualmente opponendo gli strati più liberali ed idealisti della popolazione americana, primi fra tutti i giovani studenti dei college, i quali faticavano a capire come l'america avrebbe potuto mantenere quello che non aveva ancora conquistato. Rendendosi conto del persistere di ingiustizie sociali all'interno del proprio paese, sotto forma di razzismo, squilibri economici, oppressione delle minoranze e altro, furono colpiti dalle condizioni di miseria anche all'estero, in paesi che stavano attraversando trasformazioni radicali per via del conflitto in corso. Il senso d'impazienza per lo stallo della situazione socio-economica americana trovava nella guerra europea un terreno di verifica privilegiato di queste teorie e delle loro manifestazioni di stampo marxista oltre che un'occasione per intervenire concretamente a sostegno della giustizia e dell'equità sociale. 2 Fu dunque un idealismo nutrito di intellettualismo a spingere parte della crème de la crème della gioventù americana a dirigersi nei paesi martoriati dalla guerra, prima dell'intervento ufficiale degli Stati Uniti accanto ai paesi alleati nell'aprile del Ad attirare l' attenzione dei giovani fu inizialmente l'invasione tedesca del Belgio, paese neutrale che la Germania intendeva attraversare per mettere in azione il cosiddetto Piano Schlieffen, invadendo la Francia dalle Fiandre, in un settore sguarnito. In particolare, colpì la coraggiosa decisione del Belgio di respingere l'ultimatum 2 John H. Wrenn, John Dos Passos, New York, Twayne Publishers Inc., 1961, p. 39. Cronaca privata e memoria storica VII tedesco del 2 agosto 1914, cui seguì l'invasione da parte dei tedeschi. La neutralità ribadita da parte degli Stati Uniti, 3 a differenza del Regno Unito e delle forze dell'intesa, fu vista come un atto d'imperdonabile ignavia da parte degli strati più idealisti della popolazione americana, i quali approfittarono di associazioni e organizzazioni non direttamente controllate dall'esercito americano, per dare il proprio contributo in Europa, prima in Francia e poi, dopo la ritirata di Caporetto di fine ottobre 1917, in Italia. Tra questi giovani intellettuali statunitensi, quello del quale si conoscono meglio la personalità e le vicende è sicuramente Ernest Hemingway, il quale, prendendo spunto dalla propria esperienza come autista di autoambulanze della Croce Rossa nell'estate del 1918, scrisse il celebre romanzo A Farewell To Arms (1929), e della guerra in Italia trattò anche in Across the River and Into the Trees (1950), e in racconti quali A Simple Enquiry (1927), In Another Country (1927), A Way You'll Never Be (1932), e The Passing of Pickles McCarty (1919), rimasto inedito e poi tradotto da Giovanni Cecchin. 4 Hemingway si arruolò il 12 maggio 1918, poco più che 3 Wilson cercava ancora in questo periodo di presentarsi come mediatore super partes, depositario e custode dei valori più alti della civiltà occidentale, di fronte alla barbarie della guerra europea. Per conservare la propria posizione di lucida imparzialità si rifiutò, per esempio, di ascoltare rapporti o leggere articoli sulle atrocità tedesche in Belgio o sulla guerra sottomarina, fatti che però raggiungevano il pubblico americano. Cfr. Daniela Rossini, Il mito americano nell'italia della Grande Guerra, Roma-Bari, Laterza, La scomparsa di Pickles McCarty, inserito nel suo volume Con Hemingway e Dos Passos sui campi di battaglia italiani della Grande Guerra, Milano, Mursia, 1980. VIII diciottenne, dopo aver sentito i racconti di Ted Brumback, suo collega al giornale «Star» di Kansas City, che era stato in Francia a guidare autoambulanze per l'american Field Service. Aveva tentato dapprima di arruolarsi con il corpo dei Marines, ma era stato rifiutato per un difetto all'occhio sinistro. Falsificando il certificato di nascita (1898 anziché 1899), riuscì invece a farsi assegnare come autista della Croce Rossa Americana e si imbarcò per l'europa sulla nave Chicago, con una settantina di compagni, molti dei quali di Chicago come lui, come Fred Spiegel, Bill Horne, Warren Pease e lo stesso Brumback. Dopo una sosta a Parigi, i volontari entrarono per la Val di Susa in Italia ai primi di giugno. Alloggiarono all'albergo Vittoria di Milano e il giorno stesso dell'arrivo Hemingway scoprì la durezza della guerra, essendogli stato affidato il compito di raccogliere malati, cadaveri e brandelli di carne umana nei campi che circondavano una fabbrica di munizioni saltata in aria poco fuori della città. 5 Quando i nuovi arrivati furono divisi tra le Sezioni delle ambulanze, Ernest e il gruppo di Chicago vennero mandati a Vicenza e poi assegnati alla sezione quattro, di Schio, dove il Lanificio Cazzola era stato convertito in ospedale militare. 6 Poiché, nonostante lo scoppio della Battaglia del Solstizio del 15 giugno, la quarta sezione non era impegnata in prima persona, Hemingway passò le prime settimane a Schio a giocare a calcio, a fare bagni nel torrente e a scrivere ar- 5 Hemingway descrisse questo impatto traumatico in un articolo uscito il 14 luglio 1918 sullo «Star», oltre che in Death in the Afternoon (1932) e A Natural History of the Dead (1933). 6 Giovanni Cecchin, Con Hemingway e Dos Passos sui campi di battaglia italiani della Grande Guerra, Milano, Mursia, 1980, pp Cronaca privata e memoria storica IX ticoli per «Ciao», il giornaletto in lingua inglese della sezione, mentre leggeva sui giornali di trincea i resoconti delle battaglie a fuoco. Desideroso di entrare nel vivo del conflitto, fece domanda di trasferimento e fu mandato nei pressi di Fossalta di Piave, come assistente di trincea: doveva distribuire generi di conforto ai soldati, recandosi quotidianamente in bicicletta alle prime linee. Durante questa mansione, fu colpito dalle schegge di una bombarda tedesca esplosa nella notte tra l'8 e il 9 luglio e ferito ad una gamba mentre tentava di portare in salvo un soldato morente. Dopo un iniziale ricovero all'ospedale da campo della Repubblica di San Marino, il 17 luglio fu trasferito all'ospedale della Croce Rossa Americana a Milano e poi dimesso con la Medaglia d'argento al Valor Militare italiana. Dopo un ultimo periodo di servizio a Bassano del Grappa, l'esperienza bellica di Hemingway si concluse il 21 gennaio 1919 con il rientro negli Stati Uniti. La partecipazione dello scrittore alla prima guerra mondiale fu fondamentale sia per la sua crescita personale al punto che in una lettera a Bernard Berenson del 1948 si definisce un ragazzo del Basso Piave 7, sia per la sua scrittura. Moltissimi sono, infatti, i racconti e i romanzi ispirati al periodo italiano, a cominciare dal romanzo A Fareweel to Arms, che, uscito nel 1929, avrà subito grande successo (ma non in Italia dove ne venne vietata la traduzione perché ritenuto poco militarista dalla censura di regime). Nel romanzo è rievocato sia il periodo di convalescenza all'ospedale di Milano, dove Hemingway ebbe una relazione con un'infermiera americana di origine tedesca, sia l'impegno sul fronte fondendo due diversi filoni di avvenimenti: le proprie esperienze di giugno-luglio Ivi, p. 5. X vissute a Fossalta di Piave e i fatti avvenuti lungo l'isonzo nel periodo della ritirata di Caporetto nell' ottobre 1917, cui egli non aveva partecipato. Accanto, e prima, di Hemingway, tuttavia, si era recato in Europa a prestare servizio con le autoambulanze un altro gruppo di giovani americani, in particolare alcuni ex-studenti di Harvard appassionati di letteratura. Tra questi E. E. Cummings, Julian Green, Malcolm Cowley, Donald Moffat, John Dos Passos, Douglas Fairbanks, Jack Lawson 8, Dudley Poore e altri, molti dei quali lasciarono scritti sulla propria esperienza di guerra.. Prima di recarsi in Italia con la Croce Rossa Americana, essi avevano prestato servizio in Francia con le Autoambulanze Norton-Harjes. Inizialmente, infatti, durante il periodo di neutralità degli Stati Uniti, il servizio ambulanze era gestito da organizzazioni di privati che complessivamente costituivano i reparti del cosiddetto American Field Service (Afs). I primi furono Herman Harjes, A. Piatt Andrew e Richard Norton, membri della classe agiata, che reclutarono i loro volontari principalmente sui campus delle università più prestigiose d'america. Dopo l'entrata in guerra degli Usa, il servizio confluì nella Croce Rossa Americana (Cra), sempre contando sugli studenti di Harvard, Yale, Princeton ecc. Lo scioglimento della Norton-Harjes, in particolare, fu dovuto al comportamento goliardico dei volontari, due dei quali, E. E. Cummings e William Slater Brown, furono anche arrestati e processati per direttissima per sospetti di spionaggio, dovuti ad alcune lettere contenenti opinioni contrarie alla guerra, intercettate dalla censura. Cummings raccontò del suo periodo d'inter- 8 Lawson non aveva frequentato Harvard, bensì il prestigioso Williams College. Cronaca privata e memoria storica XI namento a La Ferté-Macé nel romanzo autobiografico The Enormous Room del L'esodo di volontari dalle università americane non dava cenno di rallentamenti ed era anzi così massiccio che A. Lawrence Lowell, presidente di Harvard, con una circolare invitò esplicitamente gli studenti a proseguire gli studi in patria. 9 Il servizio della Cra si intensificò nel corso del 1918, passando dalle prime tre sezioni del gennaio 1918 ad altre due divenute operative tra aprile e giugno, ad addirittura altre trenta che entrarono in servizio a fine luglio. L'attività principale consisteva ovviamente nel trasporto dei feriti dal fronte all'ospedale più vicino. Inoltre nelle vicinanze della prima linea la Cra gestiva punti di ristoro e d' intrattenimento per i soldati, dove si distribuivano caffè, latte, bibite, sigarette, dolci, carta e penne per scrivere lettere a casa. Hemingway fu ferito alle gambe proprio durante una di queste distribuzioni e in una simile occasione perse la vita anche il tenente Edward McKey, unica perdita tra i servizi ausiliari americani in Italia. Per la verità, l'america sfruttò queste attività come strumenti di propaganda, caratteristica principale dell'azione statunitense in Italia nell'ultimo anno di guerra, che portò ad un sentimento crescente di americanismo, destinato però presto a venire meno. 10 Protagonisti di questa azione furono soprattutto tre organismi: la Croce Rossa Americana (Cra), 9 Giovanni Cecchin, Americani sul Grappa. Documenti e fotografie inediti della Croce Rossa Americana in Italia nel 1918, Asolo, Magnifica Comunità Pedemontana, 1984, p Cfr. Arthur Walworth, America's Moment: American Diplomacy At the End of World War I, New York, Norton & Co., 1977. XII la Y.M.C.A. (Young Men's Christian Organization) e la filiale italiana del Committee on Public Information (Cpi). L'effetto più lampante di questa azione di auto-promozione fu la fortuna di cui godette in Italia nel 1918 la figura di Wilson, come testimonia Antonio Gramsci. Per il popolo minuto italiano, di contadini patriarcali e di operai non allenati alla lotta di classe perché non salariati dalla grande industria, Wilson è il vivente simbolo dell'america, della ricchezza, delle possibilità di lavoro libero e di fortuna che l'america rappresenta nello spirito del popolo italiano, costituito di individui che hanno già emigrato una volta o vedono nell'emigrazione la soluzione dei problemi loro particolari. L'intervento degli Stati Uniti in guerra ha avuto un'efficacia, per rinsaldare gli spiriti spauriti e depressi dopo Caporetto, incredibile per chi non ha mai vissuto tra i contadini e non ricorda la serietà, la messianica speranza che un futuro emigrante mette nel ribattere ogni obiezione che si muova alla sua volontà col ripetere insistentemente l'unica risposta: «La Merica è sempre Merica». 11 I riferimenti al fenomeno dell'emigrazione ricordano giustamente un fattore che aveva contribuito enormemente alla conoscenza e al fascino degli Stati Uniti in Italia, fino alla creazione di un vero e proprio mito americano, a cui si aggiungeva ora la grande popolarità di Wilson come leader 11 Antonio Gramsci, Wilson e i Socialisti, «Il Grido del Popolo», 12 ottobre 1918, ora in Scritti giovanili , Torino, Einaudi, 1958, p. 318. Cronaca privata e memoria storica XIII morale del mondo , 12 destinata però a tramontare già nel 1919, in occasione della conferenza di pace di Parigi e in particolare della disputa sulla questione adriatica. La classe dirigente italiana, riconoscendo il fascino che il mito dell'america e del suo presidente esercitava sul popolo, lo sfruttò per ottenere consensi e stimolare la resistenza, diffondendo i discorsi di Wilson attraverso comitati nazionali e locali. Da parte sua, Wilson fece un'intensa opera di propaganda a favore dell'entrata in guerra degli Stati Uniti anche nella madrepatria, da un lato glorificandone l'azione in termini di idealistica crociata per promuovere nel mondo la libertà e la democrazia, dall'altro rappresentando con i toni più cupi la minaccia tedesca, paragonata alla forza di Unni intenzionati a estendere il loro dominio a tutto l'emisfero occidentale. 13 Durante il conflitto, Wilson preferì concentrare l'azione del suo esercito sul fronte francese, limitandosi a inviare al più distante alleato italiano «un nugolo di propagandisti e una manciata di soldati» appartenenti ad associazioni umanitarie e assistenziali, riuscendo così ad aiutare l'italia «a superare quello che veniva interpretato essenzialmente come un crollo morale, senza essere troppo coinvolti in una guerra dai fini discutibili» 14. Non a caso, gli addetti sia della Croce Rossa Americana sia della Y.M.C.A. indossavano l'unifor- 12 Cfr. Daniel M. Smith, The Great Departure. The United States And World War I, , New York, John Wiley and Sons Inc., 1965, pp Arthur S. Link, William B. Catton, American Epoch. A History of the United States Since 1900, Volume 1, , New York, Alfred A. Knopf, 1955, p Daniela Rossini, Il mito americano nell'italia della Grande Guerra, Roma-Bari, Laterza, 2000, p. 55. XIV me kaki dell'esercito regolare americano, con il cappello a tesa larga, a simboleggiare che si trattava di parti integranti dello sforzo militare degli Stati Uniti, che da essi si aspettavano portassero non solo aiuti materiali, ma anche un chiaro messaggio politico. Di questo ruolo di propaganda, mostra di accorgersi ben presto un altro dei giovani intellettuali americani attivi come autisti sul fronte italiano, John Dos Passos, come dimostrano alcune pagine del suo diario, le cui riflessioni sono tinte di un cinismo e di un'amarezza crescenti verso il senso stesso della guerra e verso il proprio ruolo all'interno della grande macchina di autopromozione degli Stati Uniti. Erano bastati pochi mesi in guerra perché i giovani che qualche anno prima avevano richiesto a gran voce l'intervento militare degli Stati Uniti a favore degli oppressi della terra, riconoscessero ora la menzogna dello slogan a war to end all wars che avrebbe reso il mondo una felice e pacifica democrazia. Ed ora le persone sono i boia di se stessi, i gladiatori di se stessi. Lo spettacolo vuoto del mondo intero mandato in guerra a furia di sferzate, in sporche divise grigiastre, a prendere ordini dalle classi medie, nella forma di meschini ufficiali, e dalle sfere altolocate, nella forma di generali e canaille di questo tipo. [ ] E dove sono andate a finire le sue povere speranze di un futuro senza guerre? Il futuro è pieno di guerre, di schiavitù degradante per tutti i giovani del mondo e di dominio degradante per i ricchi, i furbi e pluricondannati. [ ] Al fondo di tutte le nostre nazionalità sotto le toghe reali, gli elmi imperiali lucidati e i discorsi astratti di dominio si nascondono gli sporchi comignoli delle fabbriche che sono gli dei del nostro mondo. [ ] Certo, la gente ha sempre gridato contro il proprio Cronaca privata e memoria storica XV stato servile, ma noi, oggi, sembriamo davvero particolarmente schiavi. Tutto ciò di cui si legge o si pensa sembra contenga una qualche forma di fuga, una fuga dalla monotonia di cui è infusa la vita da quelli che comandano. Non vi fu mai un tempo in cui una persona che disprezzasse e detestasse le frasi, le vergogne, e gli eroismi del mondo si trovasse così totalmente in catene. Per i servi non è una cattiva età; essi vivono rapidamente, ottengono molta gloria e muoiono nel fango miserabile delle code per i pasti. Ma per quelli che avevano pensato di ordire dalle proprie vite una trama più delicata 15 La Cra aveva cominciato a operare in Italia a novembre del 1917, portando assistenza ai profughi e rifornendo gli ospedali militari. Anche il governo italiano la presentava ai suoi cittadini non tanto come un organismo umanitario, quanto come l'avanguardia dell' esercito statunitense che invece non arrivò mai. Il Presidente del Consiglio italiano, Orlando, nel suo primo discorso alle Camere dopo Caporetto, il 12 dicembre 1917, affiancò alla dichiarazione di guerra dell'america all'impero Austro-Ungarico l'azione della Cra: Un altro grande avvenimento è seguito nel campo internazionale con la dichiarazione di guerra degli Stati Uniti all'austria-ungheria. [ ] E [ ] l'animo nostro vibra ancora di riconoscenza e di ammirazione per il magnifico slancio onde la 'Croce Rossa' 15 8 aprile 1918. XVI Americana ci ha portato un aiuto possente nella recente nostra sciagura. 16 A capo della Commissione Permanente della Cra c'era il colonnello Perkins, il quale giunse a Roma il 20 dicembre 1917 e organizzò un piano di intervento che copriva tutto il territorio italiano, articolato in tre dipartimenti: Affari Civili, Affari Miliari e Affari Sanitari. Particolarmente massiccia fu l'azione della sezione civile, responsabile del soccorso ai rifugiati delle terre invase, dell'aiuto alle famiglie dei soldati, dell'assistenza all'infanzia e della gestione di mense e rifugi per i civili. Obiettivo fondamentale della Cra era, infatti, oltre alla cura dei soldati feriti, il rafforzamento del cosiddetto fronte interno , ovvero la mobilitazione della società a favore della guerra, fattasi particolarmente necessaria dopo la disfatta di Caporetto. Dunque la propaganda andava di pari passo con gli aiuti militari, come ricorda Dos Passos stesso, a proposito delle chiacchiere di due maggiori della Cra durante la festa di Capodanno: Mi diedero davvero fastidio dichiarando con un certo candore vinoso che noi ci trovavamo al fronte italiano solo come gesto di propaganda per contribuire a mantenere in guerra gli italiani. Lo sapevo abbastanza bene [ ] Quello che mi piaceva pensare che stavo facendo era di tirar via i poveri wop feriti da sotto al fuoco nemico, non di mandarli a morire allegramente in una guerra che non li riguardava Le dichiarazioni del Presidente del Consiglio sui recenti accordi internazionali, «Il Tempo», 13 dicembre John Dos Passos, The B
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