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ZONIZZAZIONE DEL TERRITORIO E CLASSIFICAZIONE DI ZONE E AGGLOMERATI IN MATERIA DI QUALITA DELL ARIA AMBIENTE

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Allegato A alla Delib.G.R. n.52/19 del ASSESSORADU DE SA DEFENSA DE S AMBIENTE ASSESSORATO DELLA DIFESA DELL AMBIENTE ZONIZZAZIONE DEL TERRITORIO E CLASSIFICAZIONE DI ZONE E AGGLOMERATI IN MATERIA
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Allegato A alla Delib.G.R. n.52/19 del ASSESSORADU DE SA DEFENSA DE S AMBIENTE ASSESSORATO DELLA DIFESA DELL AMBIENTE ZONIZZAZIONE DEL TERRITORIO E CLASSIFICAZIONE DI ZONE E AGGLOMERATI IN MATERIA DI QUALITA DELL ARIA AMBIENTE In attuazione del d.lgs n. 155/2010 e s.m.i., che recepisce la direttiva 2008/50/CE relativa alla qualità dell aria ambiente e per un aria più pulita in Europa INDICE INDICE PREMESSA PROGETTO DI ZONIZZAZIONE DEL TERRITORIO REGIONALE AI SENSI DELL ART. 3 DEL D.LGS. 155/ INDIVIDUAZIONE DEGLI AGGLOMERATI INDIVIDUAZIONE DELLE ZONE INQUINANTI PRIMARI INQUINANTI SECONDARI PROPOSTA DI ZONIZZAZIONE OZONO CLASSIFICAZIONE DI ZONE E AGGLOMERATI AI FINI DELLA VALUTAZIONE DELLA QUALITÀ DELL ARIA AMBIENTE AI SENSI DELL ART. 4 DEL D.LGS. 155/ /37 1. PREMESSA Il decreto legislativo n. 155 del 13 agosto 2010, Attuazione della direttiva 2008/50/CE relativa alla qualità dell aria ambiente e per un aria più pulita in Europa ha ridefinito i criteri che le Regioni sono tenute a seguire per la suddivisione dei territori di competenza in zone di qualità dell aria, allo scopo di assicurare omogeneità alle procedure applicate su tutto il territorio nazionale. Al fine di conformarsi alle disposizioni del nuovo decreto e collaborare al processo di armonizzazione messo in atto dal Ministero dell Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare tramite il Coordinamento istituito all articolo 20 del decreto 155/2010, la Regione Sardegna ha valutato l attuale zonizzazione regionale, adottata ai sensi del precedente decreto legislativo 351 del 4 agosto 1999 con delibera n.55/6 del 29 Novembre 2005, per verificarne la coerenza con i criteri attualmente in vigore. Per consentire la verifica si è inoltre proceduto con un aggiornamento dei dati di base, utilizzabili per la definizione delle zone, tenendo conto dei risultati dell inventario regionale delle emissioni relativo al Il presente documento descrive la proposta di zonizzazione relativamente alla protezione della salute umana e riassume la procedura seguita per la definizione delle zone di qualità dell aria e la loro classificazione. La proposta di zonizzazione dovrà prevedere l individuazione delle zone e agglomerati ai sensi dell art. 3, commi 2 e 4, e secondo i criteri specificati nell appendice 1 del D.lgs. 155/2010. Le zone e gli agglomerati individuati dovranno essere classificati, ai sensi dell articolo 4 del D.lgs. 155/2010, il quale prescrive che ai fini della valutazione della qualità dell'aria, la classificazione delle zone e degli agglomerati è effettuata, per ciascun inquinante di cui all'articolo 1, comma 2, sulla base delle soglie di valutazione superiori e inferiori previste dall'allegato II, sezione I, e secondo la procedura prevista dall'allegato II, sezione II. 2/37 2. PROGETTO DI ZONIZZAZIONE DEL TERRITORIO REGIONALE AI SENSI DELL ART. 3 DEL D.LGS. 155/2010 Il presente capitolo descrive la procedura seguita per l individuazione di zone e agglomerati, per la protezione della salute umana, in conformità ai criteri stabiliti dal decreto legislativo 155/2010, tramite le seguenti fasi: verifica della presenza di agglomerati; individuazione delle zone. L individuazione delle zone è stata verificata separatamente per inquinanti primari e secondari, applicando i criteri normativi stabiliti per tali classi di inquinanti INDIVIDUAZIONE DEGLI AGGLOMERATI In base a quanto stabilito dall Appendice I del D.Lgs. 155/2010, una zona è definita agglomerato se ha una popolazione superiore a abitanti o una densità abitativa superiore a abitanti per chilometro quadro. Si è ritenuto opportuno utilizzare i dati demografici di tutti i comuni della Sardegna forniti dall ISTAT relativamente alla popolazione residente al 1 gennaio 2011, ossia i dati ufficiali più recenti e derivanti dalle indagini effettuate presso gli uffici dell anagrafe per l aggiornamento del Censimento del 2001 (DEMO ISTAT). In primo luogo, è stato verificato che nessun comune ha una popolazione maggiore di abitanti. Risulta pertinente solo per il Comune di Cagliari il secondo requisito stabilito dalla normativa per l individuazione di agglomerati, ossia la densità abitativa maggiore di abitanti per chilometro quadro. Sono state quindi identificate le aree urbane minori correlate al comune di Cagliari sul piano demografico e dei servizi, in continuità territoriale con esso e caratterizzate dalle stesse sorgenti dominanti di emissione, nonché di eventuali ulteriori conurbazioni significative, che potessero raggiungere, nel loro complesso, le caratteristiche dell agglomerato, in base ai criteri legislativi. Dall analisi si evince che nella regione Sardegna è Figura 1 presente un unico agglomerato costituito dai comuni di: Cagliari ( abitanti), Quartu S. E. ( abitanti), Quartucciu ( abitanti), Selargius ( abitanti), Monserrato ( abitanti) e Elmas (8.949), per un totale di abitanti (vedi Fig 1), e con una densità abitativa pari a 1196 abitanti per km 2. 3/37 2.2. INDIVIDUAZIONE DELLE ZONE Ai fini dell individuazione delle zone, si è proceduto sulla base dei criteri individuati dall Appendice I, adottando metodologie differenti a seconda degli tipologia degli inquinanti, suddivisi in primari e secondari. Per quanto attiene agli inquinanti primari, la zonizzazione è stata effettuata sulla base del carico emissivo, mentre per gli inquinanti con prevalente o totale natura secondaria è stata effettuata preliminarmente una analisi delle caratteristiche orografiche e meteo-climatiche, del carico emissivo e del grado di urbanizzazione del territorio, al fine di individuare le aree in cui una o più di tali caratteristiche risultassero predominanti nel determinare i livelli degli inquinanti Inquinanti primari In riferimento agli inquinanti primari ossia monossido di carbonio, ossidi di zolfo, benzene, benzo(a)pirene e metalli pesanti (piombo, arsenico, cadmio e nichel), la zonizzazione deve essere predisposta essenzialmente sulla base del carico emissivo di tali inquinanti sul territorio regionale. Sono state quindi prodotte le mappe che descrivono i livelli emissivi degli inquinanti primari sul territorio regionale. I livelli emissivi sono quelli più recenti disponibili ossia quelli dell inventario regionale delle emissioni in atmosfera prodotto in relazione all anno Le aree che risultano omogenee in termini di carico emissivo sono state pertanto riunite in un unica zona, omogenea ai fini della valutazione e gestione della qualità dell aria. Poiché la normativa stabilisce che sia preferibile che la zonizzazione rispetti i confini amministrativi degli enti locali, le aree sono state analizzate su base comunale, nella misura in cui ciò non contrasti con i criteri indicati dalla norma, quali ad esempio lo stesso carico emissivo. Le emissioni associate ad ogni Comune sono quelle prodotte dalle sorgenti puntuali di emissione localizzate sul territorio del Comune, cui si sommano le emissioni da sorgenti lineari o diffuse prodotte all interno del Comune stesso. Le attività prese in considerazione sono tutte quelle incluse nell inventario delle emissioni, a meno degli incendi. Questa scelta è motivata dalla necessità di valutare le emissioni antropiche che non siano caratterizzate, come gli incendi, da una variabilità annuale totalmente imprevedibile. Dal punto di vista grafico, le emissioni puntuali sono rappresentate da cerchi centrati sulla sorgente emissiva e con diametro proporzionale al carico emissivo. Le emissioni da sorgenti diffuse e lineari sono invece spalmate sull intero territorio comunale e la loro entità è rappresentata dall intensità di colore indicato in legenda. La distribuzione dei valori nelle classi indicate come range di emissione è stata determinata applicando la metodologia statistica dei Natural breaks. Tale metodo individua i punti di discontinuità della distribuzione, ossia i breaks, in modo naturale, vale a dire minimizzando la somma delle deviazioni standard di ogni classe. Questo permette di ottenere classi con la massima omogeneità interna. 4/37 Figura 2 Emissioni totali di monossido di carbonio (Mg) distribuite a livello comunale 5/37 Figura 3 - Emissioni totali di ossidi di zolfo (Mg) distribuite a livello comunale 6/37 Figura 4 - Emissioni totali di benzene (kg) distribuite a livello comunale 7/37 Figura 5 Emissioni totali di benzo(a)pirene (kg) distribuite a livello comunale 8/37 Figura 6 Emissioni totali di arsenico (kg) distribuite a livello comunale 9/37 Figura 7 Emissioni totali di cadmio (kg) distribuite a livello comunale 10/37 Figura 8- Emissioni totali di nichel (kg) distribuite a livello comunale 11/37 Figura 9 - Emissioni totali di piombo (kg) distribuite a livello comunale 12/37 Dall analisi delle mappe del carico emissivo riportate nelle figure precedenti si possono trarre le seguenti considerazioni: le aree industriali di Porto Torres, Portoscuso, Assemini e Sarroch sono caratterizzate da alte emissioni di monossido di carbonio, ossidi di zolfo, benzene e metalli pesanti (arsenico, cadmio, nichel e piombo), principalmente derivanti dagli impianti industriali situati sui rispettivi territori; un carico emissivo abbastanza elevato relativamente alla maggior parte degli inquinanti si evidenzia nei Comuni di Cagliari, Sassari e Olbia, caratterizzati da un tessuto urbano più rilevante rispetto agli altri Comuni della Regione, tutti poco densamente abitati, e, nel caso di Cagliari ed Olbia, da attività portuali; i livelli di inquinanti emessi da attività tipicamente distribuite, ossia trasporto stradale e riscaldamento domestico, sono invece uniformemente distribuiti sul territorio regionale, in particolare: - monossido di carbonio e piombo, emessi dal trasporto stradale, - benzene, derivante principalmente dal riscaldamento domestico a legna (stufe tradizionali e caminetti) e dai motocicli, - benzo(a)pirene, anche in questo caso proveniente soprattutto dal riscaldamento domestico a legna (stufe tradizionali e caminetti) Inquinanti secondari In riferimento agli inquinanti con totale o prevalente natura secondaria, ossia materiale particolato e ossidi di azoto, la normativa prevede che la delimitazione delle zone sia effettuata sulla base delle caratteristiche orografiche e meteo-climatiche, del grado di urbanizzazione del territorio e del carico emissivo. Il decreto 155/2010 indica come preferibile la scelta di individuare zone uniche per particolato atmosferico (PM 10 e PM 2,5 ) e per ossidi di azoto e che siano rispettati, ove possibile, i confini amministrativi degli enti locali, per facilitare le conseguenti attività di valutazione e gestione della qualità dell aria. Si è proceduto quindi con un analisi orografica del territorio sardo, cercando di individuare delle aree che presentassero omogeneità dal punto di vista altimetrico. Dalla suddetta analisi è emerso che il territorio della Sardegna è pressoché omogeneo con un sistema morfologico collinare di modeste altitudini, predominato da forme appiattite o lievemente ondulate, con assenza di vere e proprie valli, come mostrato in figura 10. Si osserva inoltre che pochi nuclei abitati superano i 750 metri di altitudine e nessuno i 1000 metri come si evince dalla figura 11. Pertanto non appare possibile suddividere il territorio regionale sulla base della sola orografia. 13/37 Figura 10 Altitudine Figura 11 Altitudine centro urbano E stata inoltre effettuata una analisi degli aspetti meteo-climatici quali piovosità, temperature medie, grado di irraggiamento solare e ventosità, dalla quale si evince che il territorio sardo presenta un clima prevalentemente temperato caldo mediterraneo a siccità estiva, fatta eccezione per le aree costiere meridionali che presentano un clima temperato subtropicale o mediterraneo secco tendente allo steppico. Questo clima si distingue per le precipitazioni scarse (quasi nulle in estate) e molto irregolari, si va da un minimo di 400 mm a un massimo di 900 mm annui. La zona centrale, caratterizzata da rilievi di modesta altitudine presenta un clima definito sublitoraneo. 14/37 Si riportano di seguito le figure relative sia alle aree climatiche, sia alle precipitazioni medie annuali. subtropicale temperato caldo sublitoraneo subcontinentale Figura 12 - Aree climatiche Figura 13 - Piovosità media annuale Dall esame effettuato si rilevata la quasi totale uniformità delle caratteristiche meteoclimatiche, tipicamente insulari, e pertanto si ritiene trascurabile la relativa influenza in ordine alla determinazione dei livelli degli inquinanti di natura secondaria. Analoga conclusione è stata raggiunta per quanto attiene alla caratteristica grado di urbanizzazione del territorio. Infatti, come già evidenziato in precedenza, e meglio rappresentato nelle figure seguenti, il numero di abitanti e la densità abitativa dei Comuni della Sardegna sono ovunque piuttosto bassi. In figura 14 è riportata la distribuzione della popolazione nei comuni, dalla quale si evince che solo pochi Comuni superano i abitanti. In Figura 15 è riportata la rappresentazione della densità abitativa calcolata sulla base dei dati ISTAT sulla popolazione residente al 1 gennaio 2011 (DEMO ISTAT) rilevando che solo nell area metropolitana di Cagliari si ha un superamento dei 500 ab/km 2, peraltro già inclusa nell agglomerato di Cagliari. I centri urbani maggiori (oltre abitanti) sono Cagliari, Quartu S. Elena, Sassari ed Olbia, per cui, come risulta confermato dalle mappe sul carico emissivo, le problematiche sono tipiche dei maggiori centri urbani relativamente al trasporto su strada e al riscaldamento domestico. La rimanente parte del territorio regionale risulta invece con un grado di urbanizzazione del territorio piuttosto basso. Pertanto si è ritenuto opportuno individuare le zone considerando predominante l aspetto relativo al carico emissivo. 15/37 Figura 14 Distribuzione della popolazione residente nei Comuni regionali 16/37 Figura 15 Rappresentazione della densità abitativa nei Comuni della Sardegna. 17/37 Per quanto sopra si è proceduto all analisi dei carichi inquinanti relativi a ciascun comune della Sardegna e all individuazione delle zone. Procedendo con l analisi del carico emissivo per materiale particolato (PM10 e PM2,5) e ossidi di azoto sono state prodotte le mappe che descrivono i livelli emissivi dei citati inquinanti sul territorio regionale. Anche in questo caso, i livelli emissivi sono quelli più recenti disponibili, ossia quelli dell inventario regionale delle emissioni in atmosfera prodotto in relazione all anno Le mappe riportano, su base comunale, le emissioni prodotte dalle sorgenti puntuali di emissione localizzate sul territorio del Comune, cui si sommano le emissioni da sorgenti lineari o diffuse prodotte all interno del Comune stesso. Come per gli inquinanti primari, le attività prese in considerazione sono tutte quelle incluse nell inventario delle emissioni, a meno degli incendi. Si ricorda che, dal punto di vista grafico, le emissioni puntuali sono rappresentate da cerchi centrati sulla sorgente emissiva e con diametro proporzionale al totale emissivo. Le emissioni da sorgenti diffuse e lineari sono invece spalmate sull intero territorio comunale e la loro entità è rappresentata tramite la colorazione differente come indicato in legenda. La distribuzione dei valori nelle classi indicate come range di emissione è stata determinata applicando la metodologia statistica dei Natural breaks. I livelli elevati di materiale particolato si osservano nelle aree industriali ma, derivando questo inquinante principalmente dalla combustione non industriale (ed in particolare dall uso della legna), il PM10 ed il PM2,5 risultano distribuiti su tutto il territorio regionale. I livelli più alti degli ossidi di azoto si evidenziano principalmente nelle aree industriali di Porto Torres, Portoscuso, Assemini e Sarroch e nei Comuni di Cagliari, Sassari e Olbia. Ulteriori emissioni da sorgenti puntuali si osservano sul territorio in corrispondenza di attività produttive isolate. 18/37 Figura 16 - Emissioni totali di materiale particolato PM 10 (Mg) distribuite a livello comunale 19/37 Figura 17 - Emissioni totali di materiale particolato PM 2.5 (Mg) distribuite a livello comunale 20/37 Figura 18 - Emissioni totali di ossidi di azoto (Mg) distribuite a livello comunale 21/37 Figura 19 - Emissioni totali di COVNM (Mg) distribuite a livello comunale 22/37 2.2.3 Proposta di zonizzazione Sulla base dei risultati descritti nei paragrafi precedenti si è pervenuti ad una proposta per la suddivisione del territorio regionale in zone di qualità dell aria, che possa favorire la gestione delle criticità ambientali grazie all accorpamento di aree il più possibile omogenee in termini di tipologia di pressioni antropiche sull aria ambiente. La zonizzazione di seguito proposta è stata realizzata per la protezione della salute umana per gli inquinanti PM10, PM2,5, NO 2, SO 2, CO, Pb, Benzene, As, Cd, Ni, B(a)P. Le zone proposte sono elencate in Tabella 1, mentre nella Tabella 2 è descritta la composizione dell agglomerato e in Tabella 3 sono descritte le rimanenti zone. I codici delle zone sono stati determinati sulla base delle indicazioni delle Linee guida Europee Guideline to Commission Decision 2004/461/EC. Tabella 1 Zone ed agglomerati di qualità dell aria individuati ai sensi del D.Lgs. 155/2010 Codice zona IT2007 IT2008 IT2009 IT2010 IT2011 Nome zona Agglomerato di Cagliari Zona urbana Zona industriale Zona rurale Zona Ozono Tabella 2 Composizione dell agglomerato di Cagliari (IT2007) Codice ISTAT Comune Nome Comune Popolazione Cagliari Monserrato Quartucciu Quartu S. Elena Selargius Elmas 8949 Totale /37 Tabella 3 Composizione delle zone di qualità dell aria individuate ai sensi del D.Lgs. 155/2010 Codice zona Nome zona Codice ISTAT Comune Nome Comune IT2008 Zona urbana Olbia Sassari (esclusa l area industriale di Fiume Santo) IT2009 Zona industriale Assemini Capoterra Portoscuso Porto Torres (più l area industriale di Fiume Santo) Sarroch IT2010 Zona rurale costituita dalla rimanente parte del territorio regionale IT2011 Zona Ozono Tutti i comuni comprende tutte le altre zone La zona industriale (IT2009) è costituita dai comuni in cui ricadono aree industriali in cui il carico emissivo è determinato prevalentemente da più attività energetiche e/o industriali localizzate nel territorio, caratterizzate prevalentemente da emissioni puntuali. Non sono stati inclusi in questa zona i Comuni sul cui territorio ricadono solo impianti isolati (quali Samatzai, Ottana, Serramanna, Siniscola). La zona urbana (IT2008) è invece costituita dalle aree urbane rilevanti, la cui individuazione è stata effettuata a partire dall analisi dei carichi emissivi; è stato possibile accorpare le aree che presentano maggiori analogie anche in termini di livelli degli inquinanti. Si tratta di centri urbani sul cui territorio si registrano livelli emissivi significativi, principalmente prodotti dal trasporto stradale e dal riscaldamento domestico. Nel Comune di Olbia, in particolare, a tali sorgenti emissive si aggiungono anche le attività portuali e aeroportuali. La rimanente parte del territorio è stata accorpata nella zona rurale (IT2010) dal momento che, nel complesso, risulta caratterizzata da livelli emissivi dei vari inquinanti piuttosto contenuti, dalla presenza di poche attività produttive isolate e generalmente con un basso grado di urbanizzazione. La mappa di zonizzazione proposta per la Regione Sardegna è riportata in Figura 20, nella quale sono evidenziati l agglomerato di Cagliari e le zone individuate ai sensi del decreto legislativo 155 del Le zone sono state delimitate nel rispetto dei confini amministrativi comunali, ad eccezione dei Comuni di Sassari, Porto Torres e Olbia, per cui sono state escluse delle aree con caratteristiche disomogenee. In particolare, si è deciso di escludere dal Comune di Porto Torres l isola amministrativa dell Asinara, essendo questa un isola anche sia fisica, peraltro separata dal Comune di Stintino. Quest area è inoltre d
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